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Portami a Vedere

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BORGHI, RUBRICHE

Cosa fare e vedere a Bolsena, più bonus

Guida completa per scoprire il borgo sul lago tra storia, natura e sapori

Stai cercando un posto perfetto per una gita fuori porta o un weekend all’insegna del relax, della buona cucina e di paesaggi incantevoli? Bolsena, affacciata sull’omonimo lago vulcanico, è una meta ideale per chi ama borghi storici, tramonti mozzafiato e esperienze autentiche tra natura e tradizioni.

In questa guida ti raccontiamo cosa fare e vedere a Bolsena, dai luoghi imperdibili come il centro storico, la Rocca Monaldeschi e la Chiesa di Santa Cristina, alle esperienze da vivere lungo lago, come passeggiate romantiche, sport acquatici, spiagge rilassanti e trekking nel Parco di Turona. Non mancheranno ovviamente i nostri consigli su dove mangiare bene a Bolsena, tra pesce di lago e taglieri golosi.

Dove si trova Bolsena

Bolsena si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, lungo le rive del suggestivo Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa. È posizionata strategicamente al confine con l’Umbria e la Toscana, il che la rende una meta perfetta per una gita fuori porta da molte città del Centro Italia.

Questo piccolo gioiello del Lazio settentrionale è immerso in un paesaggio verde e tranquillo, tra colline, vigneti e uliveti che scendono dolcemente verso il lago. Bolsena è attraversata anche dalla Via Francigena, l’antico cammino dei pellegrini che unisce il nord Europa a Roma, e proprio per questo è spesso scelta anche dagli amanti del trekking e dei cammini spirituali.

Noi la frequentiamo spesso, proprio perché vivendo ad Orvieto, Bolsena per noi è comodissima da raggiungere: è il nostro rifugio ideale ogni volta che vogliamo staccare la spina e goderci una giornata con vista lago!

Un tuffo nella storia di Bolsena

Bolsena è una città ricca di storia, infatti ha visto fiorire alcune delle civiltà più antiche del Centro Italia. Le sue origini risalgono all’epoca etrusca, con Volsinii, una delle città più importanti della dodecapoli etrusca (Velzna in etrusco). Dopo la conquista romana, il centro fu spostato più vicino al lago, dando vita all’attuale Bolsena, che nel tempo ha saputo conservare la sua anima antica.

La città è nota in tutto il mondo per un evento religioso che ha segnato la storia della Chiesa cattolica: il Miracolo Eucaristico di Bolsena

Secondo la tradizione, nel 1263 un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, celebrava la messa proprio sull’altare della chiesa di Santa Cristina. Colto da dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, vide l’ostia sanguinare, macchiando il corporale (il panno liturgico) e le pietre dell’altare. 

Questo evento straordinario fu interpretato come una manifestazione divina e scosse profondamente la Chiesa cattolica.

Il Miracolo di Bolsena ebbe un impatto enorme: quando il Papa Urbano IV ne fu informato (si trovava ad Orvieto), istituì l’anno successivo la festa del Corpus Domini, una delle celebrazioni più sentite nel calendario liturgico.

E proprio ad Orvieto è custodito ancora oggi quel famoso corporale, nel Duomo. Questo legame storico e spirituale tra Bolsena e Orvieto è ancora oggi fortissimo.

Inoltre oggi, durante il Corpus Domini, Bolsena si riempie di colori con l’Infiorata, dei tappeti floreali che decorano il centro storico.

Ma la storia di Bolsena si legge anche nei suoi vicoli medievali, nel suo castello imponente, nelle chiese antiche e nelle testimonianze archeologiche etrusche e romane.

Passeggiare per il centro storico significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, tra pietre antiche e panorami mozzafiato.

Cosa fare e vedere a Bolsena

Esplora il centro storico di Bolsena: tra vie caratteristiche e la Rocca Monaldeschi

Una delle esperienze più affascinanti da fare a Bolsena è perdersi nel suo centro storico, un gioiello medievale che si sviluppa in salita, tra vicoli lastricati, archi in pietra e scorci sul lago da cartolina.

Il borgo è perfettamente conservato e ti regala quell’atmosfera autentica di un tempo passato, lontano dal turismo di massa. Ogni angolo ha una storia da raccontare e ogni finestra fiorita sembra voler accogliere i visitatori con un sorriso.

Il punto più alto e simbolico del borgo è senza dubbio la Rocca Monaldeschi della Cervara, un castello imponente che domina la città dall’alto. Costruita a più riprese tra XI e XIV secolo, la Rocca aveva una funzione difensiva e fu ristrutturata nel corso dei secoli. Oggi è uno dei monumenti più iconici di Bolsena ed è visitabile tutto l’anno.

All’interno della Rocca si trova il Museo Territoriale del Lago di Bolsena, che racconta la storia geologica, archeologica e culturale della zona. Potrai scoprire reperti etruschi, ceramiche medievali, mappe antiche e una sezione dedicata alla pesca e alla vita sul lago.

In cima alla Rocca troverai anche un punto panoramico imperdibile, che offre una vista mozzafiato sull’intero Lago di Bolsena, sulle isole Martana e Bisentina e sul verde che circonda la città. 


Visita la Chiesa di Santa Cristina

Se visiti Bolsena, una tappa fondamentale è la Chiesa di Santa Cristina, non solo per la sua bellezza e il suo valore spirituale, ma perché è qui che, secondo la tradizione, è avvenuto il Miracolo di Bolsena.

L’edificio conserva tracce di diverse epoche storiche: dal portale romanico alla cripta sotterranea dove si trova la Cappella Nuova del Miracolo, fino alle cappelle barocche. Una delle parti più affascinanti è sicuramente la Tomba di Santa Cristina, martire cristiana a cui la chiesa è dedicata: un luogo di raccoglimento e devozione ancora molto frequentato.

All’interno della chiesa potrai vedere la pietra macchiata di sangue e l’altare dove sarebbe avvenuto il miracolo. L’atmosfera è densa di spiritualità e silenziosa. 

Che tu sia credente o no, è un luogo che tocca il cuore, dove storia, fede e arte si intrecciano profondamente.

In estate, durante la festa di Santa Cristina (24 luglio), il miracolo viene rievocato attraverso la celebre “Sacra Rappresentazione”, una suggestiva processione notturna in costume che coinvolge tutto il paese e attira ogni anno centinaia di visitatori. 

Un evento da non perdere se ti trovi in zona in quel periodo.


Passeggiata romantica sul lago di Bolsena

Una delle esperienze più belle e rilassanti da fare a Bolsena è sicuramente una passeggiata romantica lungo il lago, magari al tramonto, quando i colori del cielo si specchiano sull’acqua.

Il punto di partenza ideale è il porto turistico di Bolsena, dove potrai osservare le caratteristiche barchette dei pescatori e le piccole imbarcazioni a vela che punteggiano la riva. 

Qui la vita scorre lenta, tra chi si gode un aperitivo con vista, chi rientra da una giornata sul lago e chi si rilassa semplicemente seduto su una panchina ad ascoltare il suono dell’acqua.

Il porticciolo è uno dei luoghi più fotografati del borgo, ed è facile capirne il motivo: è romantico, autentico e suggestivo in ogni stagione.

Il lungolago di Bolsena è perfetto anche per una passeggiata rilassata dopo cena, quando l’aria è più fresca e i lampioni si riflettono nell’acqua creando un’atmosfera dolce e poetica. L’intero percorso è pianeggiante, ben curato, con panchine, aiuole fiorite, gelaterie e piccoli chioschi.

È il classico posto dove ti viene voglia di rallentare, di vivere il momento e goderti la semplicità delle cose belle.


Spiagge, sport d’acqua e relax

Se stai pianificando una giornata o un weekend sul Lago di Bolsena, non puoi perderti le sue spiagge. Durante la bella stagione, il lago diventa la meta ideale per chi cerca relax, natura e attività all’aria aperta ma lontano dal caos del mare.

Le spiagge del Lago di Bolsena sono in gran parte libere, accessibili e circondate da un ambiente verde. L’acqua è tranquilla e il fondale scende dolcemente, rendendolo perfetto anche per famiglie con bambini. Inoltre, essendo un lago vulcanico, la sabbia è scura e naturale, con aree erbose che regalano ombra e frescura.

Le Naiadi: spiaggia libera con servizi

Una delle zone più conosciute e frequentate è quella delle Naiadi, dove si trova una lunga spiaggia libera, ben tenuta, circondata da alberi e adatta a chi cerca semplicità e contatto diretto con la natura. Qui potrai stendere il tuo telo sulla sabbia, fare un tuffo rigenerante nel lago o rilassarti leggendo un libro all’ombra.

Riva Verde: il nostro posto del cuore

Se invece cerchi comfort e relax totale, ti consigliamo quello che per noi è davvero il posto del cuore a Bolsena: Riva Verde. Si tratta di uno stabilimento balneare super curato, con una bellissima area verde dove noleggiare lettini e ombrelloni.

Riva Verde è perfetto anche se non vuoi portarti nulla da casa: qui trovi un ottimo ristorante dove gustare piatti freschi e gustosi, ma anche un bar per pranzi veloci, panini, insalatone o semplicemente un buon caffè da gustare con vista. Il tutto in un’atmosfera rilassata e immersa nella natura, a pochi minuti dal centro di Bolsena.

Sport d’acqua sul Lago di Bolsena: SUP, canoa e molto altro

Oltre al relax, il Lago di Bolsena è anche la meta perfetta per chi ama gli sport acquatici. L’acqua calma lo rende ideale per praticare SUP (stand up paddle), canoa, ma anche pedalò o semplici nuotate. Alcuni punti lungo il lungolago offrono la possibilità di noleggiare attrezzature a ore o per l’intera giornata.


Trekking nel Parco Archeologico Naturalistico di Turona

Se sei un amante del verde, delle passeggiate e dei luoghi poco battuti dal turismo di massa, ti consigliamo un’escursione nel Parco Archeologico Naturalistico di Turona.

Questo luogo, ancora poco conosciuto rispetto ad altre attrazioni della zona, è perfetto per chi ama il trekking nella natura e desidera scoprire un volto autentico e selvaggio dell’Alto Lazio.

Situato a pochi chilometri dal centro storico di Bolsena, il Parco di Turona è facilmente raggiungibile in auto o anche in bici per i più sportivi. Si tratta di un’area che unisce natura rigogliosa, archeologia e paesaggi rilassanti, dove potrai immergerti tra boschi, corsi d’acqua, sentieri ombreggiati e piccole cascate.

Il silenzio che regna nel parco, interrotto solo dal suono dell’acqua o dal canto degli uccelli, rende questa esperienza particolarmente rilassante, ideale per rigenerare corpo e mente.

Consiglio: porta con te scarpe comode, una borraccia e magari uno snack per goderti una pausa sotto gli alberi.

Non perdere una sosta al Santuario della Madonna di Turona, una piccola chiesa rurale immersa nella quiete, che racconta una parte della tradizione religiosa del territorio.

Noi adoriamo andarci soprattutto in primavera o in autunno, quando il bosco si tinge di colori accesi e l’aria è fresca e profumata. Ma anche d’estate, se vuoi sfuggire al caldo delle ore centrali, questo luogo è perfetto: fresco, ombreggiato e poco affollato.

Dove mangiare a Bolsena

Una visita a Bolsena non è completa senza aver assaggiato le sue eccellenze gastronomiche.

Che tu sia un amante del pesce di lago, della pizza, o sei alla ricerca di un aperitivo sfizioso, la cittadina saprà conquistarti anche a tavola. 


Pesce di lago con vista: Ristorante Il Gabbiano

Se vuoi mangiare del pesce di lago fresco in una location incantevole, ti consigliamo Il Gabbiano. 

Questo ristorante si affaccia direttamente sul lago, con tavoli posizionati su un bellissimo pratino verde proprio fronte spiaggia. Il contesto è rilassante e romantico, perfetto anche per una cena al tramonto. 

Il menù propone specialità di pesce come il coregone alla griglia, il luccio in salsa verde, o i tagliolini con il persico. 

Piatti semplici, ma preparati con ingredienti locali e cura.


Cucina tipica e pesce top: Trattoria da Giggetto

Un altro posto che amiamo e che vale assolutamente il tragitto in auto (si trova però a Gradoli, a circa 13 km dal centro di Bolsena) è la Trattoria da Giggetto. 

Qui si mangia pesce di lago, ma anche di mare, cucinato in modo tradizionale, con sapori che ricordano la cucina di una volta. 

È un locale semplice, senza fronzoli, ma con piatti che parlano da soli. Ottimi anche gli antipasti misti e la frittura.

È uno di quei posti in cui torni volentieri ogni volta che vuoi mangiare bene, sentirti a casa e goderti una bella giornata all’aperto con vista sul lago.


Ancora da provare ma molto promettente: Giò Ristocantina

Tra le novità più interessanti a Bolsena, ci hanno parlato molto bene di Giò Ristocantina, nasce dall’idea di creare un ristorante con una cucina territoriale, rivisitata in chiave moderna.

Anche se non ci siamo ancora stati di persona, è nella nostra lista dei posti da provare. Se ci vai prima di noi, raccontaci com’è!


Pizza super croccante alla pala: Ristorante La Francigena

Se sei in vena di pizza, una tappa obbligatoria è il Ristorante La Francigena, famoso per la sua pizza alla pala: croccante, leggera e cotta alla perfezione. 

È l’ideale per una cena informale o da condividere con gli amici.


L’apericena perfetto: Alimentari Retrogusto

Se stai cercando un posto dove fare un aperitivo diverso dal solito a Bolsena, ti consigliamo di cuore l’Alimentari Retrogusto. 

Un vero paradiso per chi ama il vino naturale, i taglieri ricchi e i prodotti locali selezionati con cura. 

Qui puoi scegliere direttamente al bancone i salumi e i formaggi che preferisci e comporre il tuo tagliere su misura, accompagnandolo con una buona bottiglia di vino. 

È il posto perfetto per una serata informale ma di qualità, immersi in un’atmosfera conviviale e rilassata.


Per uno spuntino easy: Pareo Bar

Se invece hai voglia di qualcosa di semplice e veloce, magari dopo una passeggiata sul lungolago o prima di rimetterti in viaggio, allora ti consigliamo una sosta al Pareo Bar. 

Si trova proprio vicino alla spiaggia “le naiadi”, è informale, perfetto per un pranzo leggero, un panino veloce o un aperitivo con vista. 

Ottimo anche per una colazione sul lago o un caffè rigenerante durante la giornata. 

Il servizio è rapido e cordiale, e la posizione è davvero strategica.

Suggerimenti pratici per visitare Bolsena al meglio

Se stai pianificando una gita a Bolsena, oppure vuoi semplicemente viverla con più consapevolezza e comodità, ecco qualche consiglio pratico che ti tornerà sicuramente utile.


Dove parcheggiare a Bolsena

Se visiti Bolsena in auto arriva presto, soprattutto nei weekend e nei mesi estivi. I parcheggi ci sono, ma si riempiono in fretta.

  • Se vuoi parcheggiare vicino al lago, ci sono diverse aree a pagamento lungo Viale Cadorna o vicino agli stabilimenti.
  • Per visitare il centro storico e la Rocca, ti conviene lasciare l’auto nel parcheggio a pagamento in Piazza Martiri di Nassirya in basso o in Via Madonna del Cacciatore in alto rispetto al borgo.
  • Alcuni parcheggi, specialmente fuori dal centro, sono gratuiti ma richiedono una breve camminata.

Quando visitare Bolsena: i periodi migliori

Bolsena è bella tutto l’anno, ma ogni stagione offre qualcosa di diverso:

  • In primavera (aprile-maggio), il clima è perfetto per passeggiare, fare trekking e godersi il lago senza il caos estivo.
  • L’estate è la stagione regina: spiagge, stabilimenti aperti, barche, gelati, eventi. Ma anche più affollata.
  • A settembre il lago è ancora caldo e il turismo più soft: un periodo che adoriamo per la sua atmosfera tranquilla.
  • In autunno e inverno puoi scoprire il lato più autentico e rilassante di Bolsena, magari gustando piatti caldi in trattoria dopo una passeggiata nel borgo.

Cosa mettere in valigia

Dipende ovviamente dal periodo, ma in linea generale, ecco qualche must-have:

  • Costume e telo mare (se vieni d’estate)
  • Scarpe comode per camminare nel centro e nel parco
  • Un k-way o giacchetto antivento (soprattutto in riva al lago)
  • Una felpa per la sera, anche d’estate
  • Una borraccia e crema solare
  • Macchina fotografica o smartphone carico: i panorami meritano

In conclusione:

Bolsena è una meta perfetta per una gita fuori porta, un weekend romantico o una vacanza rilassante sul lago.

È facilmente raggiungibile, offre tanto da vedere e da fare, ed è adatta a ogni tipo di viaggiatore, dalle famiglie agli amanti della natura, passando per chi cerca semplicemente un po’ di pace con vista.

E adesso tocca a te: se hai visitato Bolsena e hai voglia di condividere i tuoi posti del cuore, o se conosci qualche angolo segreto che ci è sfuggito, scrivicelo nei commenti: ci fa sempre piacere scoprire consigli autentici da chi ama i viaggi come noi!

E come sempre, noi ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere! 

DUPARC Contemporary Suite
ALLOGGI WOW, RUBRICHE

L’Hotel perfetto a Torino:

Dove dormire per un Weekend Romantico tra Arte, Design e Relax

Se stai organizzando un weekend romantico a Torino e vuoi vivere un soggiorno indimenticabile tra arte e benessere, il DUPARC Contemporary Suites è l’hotel ideale per te.

Situato nel quartiere di San Salvario, a due passi dal Parco del Valentino e non lontano dal centro città, questo elegante hotel 4 stelle è una vera oasi di tranquillità e bellezza, perfetta per coppie in cerca di un’esperienza speciale.

Architettura premiata e design d’autore

Il DUPARC è molto più di un semplice hotel: è un luogo dove il design moderno incontra l’arte contemporanea.

L’atmosfera è elegante e curata in ogni dettaglio, con ambienti luminosi, arredamenti ricercati e una forte identità estetica che rende l’esperienza davvero unica.

La struttura, progettata negli anni Settanta, è considerata un esempio di architettura brutalista e razionalista, integrata armoniosamente nel tessuto urbano della città. Le sue linee pulite, i volumi decisi e l’imponente facciata in cemento a vista e vetro, rendono l’edificio immediatamente riconoscibile.

Negli anni, l’edificio è stato oggetto di importanti riconoscimenti architettonici, ed è oggi valorizzato da un concept che unisce ospitalità, arte e design.

L’interno dell’hotel ospita infatti una collezione privata di opere d’arte contemporanea, con lavori firmati da artisti italiani e internazionali, trasformando ogni spazio, dalla hall ai corridoi, in una piccola galleria d’arte.

La Nostra Suite: un nido romantico con vista

Durante il nostro soggiorno, abbiamo avuto il piacere di alloggiare nella Luxury Terrace Junior Suite, una camera che ci ha davvero conquistati per il suo mix di eleganza, comodità e charme.

La suite è spaziosa e ben distribuita: un ambiente unico con zona notte e area living. Ma il vero punto forte è la terrazza privata panoramica, perfetta per godersi la colazione all’aperto o un aperitivo al tramonto con vista sui tetti di Torino, peccato solo che il tempo non era dei migliori durante il nostro soggiorno.

L’arredamento è moderno, con elementi di design curati nei minimi dettagli, e l’atmosfera è calda e intima: ideale per un soggiorno di coppia. Il letto king size è comodissimo, mentre il bagno spazioso con doppio lavandino, doccia gigante e vasca ci ha regalato quella coccola in più.

In dotazione abbiamo amato i prodotti super profumati, come crema corpo, shampoo e bagnodoccia, che ci hanno regalato un’esperienza sensoriale piacevole e rilassante. 

Tra l’altro questi prodotti sono stati selezionati per garantire non solo qualità ma anche rispetto per l’ambiente.

Benessere e Relax nella DUPARC Oriental SPA: una pausa rigenerante nel cuore di Torino

Una delle chicche del DUPARC è la sua Oriental SPA, ispirata ai rituali di benessere orientali.

L’ambiente è intimo e curato nei dettagli, con luci soffuse, profumi rilassanti e un sottofondo musicale pensato per accompagnare l’ospite in un viaggio multisensoriale.

La SPA propone un percorso benessere che unisce tradizione orientale e comfort occidentale e include:

  • Bagno turco, ideale per liberare le tossine e favorire il rilassamento muscolare.
  • Una vasca idromassaggio e docce emozionali, che stimolano la circolazione e coccolano i sensi.
  • Una zona relax con tisaneria, dove godersi un momento di pace assoluta.

Per chi cerca un momento speciale da condividere, la SPA offre anche trattamenti di coppia pensati per rilassarsi insieme, come i massaggi rilassanti, aromaterapici o a base di oli essenziali.

Inoltre la SPA è accessibile anche agli ospiti esterni all’hotel, ma la prenotazione è obbligatoria per garantire un’esperienza esclusiva e non affollata.

Mentre per chi soggiorna al DUPARC, l’accesso alla SPA può essere incluso in alcuni pacchetti o riservato con offerte speciali.

Gusto e Qualità per Iniziare la Giornata

Al DUPARC, la colazione a buffet nel ristorante interno è un momento speciale, pensato per coccolare gli ospiti sin dal mattino.

Tra le proposte dolci, spiccano brioches, torte, marmellate e creme spalmabili, mentre per chi preferisce il salato, abbiamo trovato un mondo di formaggi e salumi locali, ma anche uova, bacon e molto altro.

Decisamente una colazione ricca e golosa!!

E non mancano nemmeno le proposte vegetariane e gluten-free.

Per un’esperienza ancora più intima, è possibile richiedere la colazione in camera, ideale per godersi un momento di relax nella propria suite.

Ma dopo la colazione perfetta arriva il momento di prepararsi per esplorare le meraviglie di Torino.

Una Posizione Strategica per Scoprire Torino

La posizione del DUPARC è ideale per chi vuole godersi Torino senza stress. 

In pochi minuti a piedi infatti si raggiunge il Parco del Valentino, uno dei più romantici della città, dal quale è facile raggiungere anche il centro, sia a piedi che con i mezzi pubblici.

Informazioni Utili per il Tuo Soggiorno

  • Indirizzo: Corso Massimo D’Azeglio 21, Torino
  • Parcheggio: disponibile su richiesta
  • Servizi: oltre alla SPA troverai anche un centro fitness, Wi-Fi gratuito, e ovviamente il ristorante interno
  • Check-in/Check-out: flessibile

Per Concludere:

Che si tratti di un anniversario, una fuga romantica o un regalo a due, il DUPARC Contemporary Suites è davvero consigliato per un soggiorno a Torino super speciale.

Noi ci siamo sentiti coccolati dal primo all’ultimo momento e non vediamo l’ora di tornare!

Prima di salutarti siamo molto felici di lasciarti un piccolo regalino, ossia il nostro codice sconto PORTAMIAVEDERE, ti basterà inserirlo in fase di prenotazione sul sito web della struttura per avere un bel 20% di sconto per il tuo soggiorno al DUPARC!!

Speriamo che questo articolo sia stato utile per organizzare il tuo weekend a Torino.

Se cerchi altre idee su cosa vedere e fare in città, leggi anche il nostro Weekend Romantico a Torino, Itinerario.

E se hai altri consigli da dare, scrivili pure nei commenti!

Noi come sempre ci vediamo al prossimo… Portami a Vedere! 

Musei Reali a Torino
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Weekend Romantico a Torino, itinerario

Fuga per due tra Arte, Relax e Gusto

Torino, elegante e sorprendente, è una delle città più romantiche d’Italia. 

Perfetta per un weekend di coppia, offre una combinazione affascinante di architettura regale, musei straordinari, ristoranti storici e parchi.

Se sogni una fuga tra cultura, benessere e buon cibo, ecco il nostro itinerario per due giorni da vivere mano nella mano nel cuore del Piemonte.

Giorno 1 – Tesori Reali, Atmosfere Storiche e Aperitivi d’autore

Musei Reali di Torino: un Viaggio nell’Arte e nella Storia

Inizia il tuo weekend romantico visitando i Musei Reali, una delle esperienze culturali più complete e affascinanti della città. 

Situati nel cuore del centro storico, questo complesso museale permette di immergersi nella storia della dinastia Savoia, tra sale affrescate, collezioni d’arte, manoscritti antichi e scorci reali che vi faranno sentire parte della nobiltà piemontese.

Palazzo Reale

Un tempo residenza ufficiale dei Savoia, il Palazzo Reale è un capolavoro barocco che ti lascerà senza fiato. 

Le sontuose Sale di Rappresentanza sono decorate con stucchi dorati, specchi, arazzi francesi e mobili d’epoca, una vera meraviglia.

Armeria Reale

Considerata una delle collezioni di armi antiche più importanti del mondo, ospita armature, sciabole e pistole finemente decorate. 

L’allestimento, situato nella maestosa Galleria della Regina, è particolarmente scenografico, ma preparati psicologicamente perché é anche una delle stanze più affollate dell’intero complesso!!

Cappella della Sindone

Capolavoro barocco di Guarino Guarini, la cappella è stata restaurata dopo l’incendio del 1997. Qui veniva custodita la Sacra Sindone, oggi conservata nel Duomo.

Assolutamente da non perdere, probabilmente è stata la parte della visita che ci ha più colpito.

Galleria Sabauda

Un paradiso per gli amanti della pittura rinascimentale e barocca.

Museo di Antichità e Galleria Archeologica

Per un viaggio nell’antico Piemonte, con reperti romani e egizi.

Giardini Reali

Ideali per una pausa romantica durante la visita. 

Progettati nel Seicento, sono stati recentemente restaurati e collegano armoniosamente i diversi edifici museali.

A differenza del resto del complesso l’ingresso ai giardini è gratuito.

Biblioteca Reale

Un vero gioiello per gli appassionati di manoscritti. Ospita oltre 200.000 volumi, tra cui disegni di Leonardo da Vinci, mappe antiche e codici miniati.

La visita del Salone Monumentale è libera e gratuita, mentre l’accesso alla Sala Lettura per la consultazione dei documenti necessita di prenotazione e registrazione on-line.


Visita la Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema

Nel pomeriggio, sali sulla Mole Antonelliana, simbolo indiscusso di Torino. 

Con la sua inconfondibile cupola e i suoi 167 metri di altezza, domina lo skyline torinese ed è una delle attrazioni turistiche più visitate in Italia. 

L’esperienze più romantica consiste nel salire a bordo dell’ascensore panoramico in cristallo che, attraversando la cupola, porta fino al “tempietto” panoramico a 85 metri di altezza. Da qui si gode di una vista mozzafiato su Torino e sulle Alpi.

Inoltre, all’interno della Mole si trova il Museo Nazionale del Cinema, considerato uno dei più affascinanti e innovativi al mondo. Disposto in verticale lungo l’interno della cupola, il percorso museale è un’esperienza immersiva che ripercorre la storia del cinema, dalle origini ai giorni nostri.

Tra scenografie, manifesti storici, oggetti di scena e installazioni interattive, potrete rivivere l’emozione dei primi film muti, scoprire i segreti del montaggio cinematografico e persino sdraiarvi su comode poltrone per guardare spezzoni di pellicole proiettate sul soffitto. 

Un’esperienza coinvolgente e perfetta da vivere in due!

Ti suggeriamo di dedicare almeno due ore alla visita del museo e di concludere con la salita panoramica verso il cielo torinese. Ti resterà nel cuore.


Aperitivo a La Drogheria: il cuore del cocktail torinese tra tapas gourmet ed Extra Vermouth

Durante un weekend romantico a Torino, non può mancare un aperitivo a La Drogheria, uno dei locali più iconici della città, affacciata su Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più grandi d’Europa e simbolo della movida torinese.

Il nome richiama le vecchie botteghe di spezie e rimedi naturali, e il locale mantiene ancora oggi un’anima eclettica e raffinata, con interni curati, pareti artistiche e dettagli vintage che raccontano la sua evoluzione.

Il vero fiore all’occhiello della Drogheria è il menu dei cocktail, dove la mixology è portata al massimo livello. 

Ogni drink è pensato come un’esperienza sensoriale: vengono utilizzati ingredienti freschi, sciroppi e infusioni artigianali e spezie selezionate. 

I cocktail sono originali, curati anche nella presentazione e aggiornati stagionalmente.

Che tu sia un amante dei classici come il Negroni o voglia provare qualcosa di insolito e sperimentale, troverai sempre qualcosa che sorprende.

Accanto alla mixology, La Drogheria propone anche una cucina di altissimo livello, ispirata al mondo delle tapas spagnole, ma reinterpretata. 

Le porzioni sono perfette per essere condivise, e i piatti variano tra proposte vegetariane, pesce, carne e specialità internazionali con un tocco gourmet.

Non perderti poi l’Extra Vermouth, l’esperienza dei veri torinesi.

Un tasting guidato alla scoperta del celebre Vermouth di Torino, nato nel Settecento, dove potrai assaggiare le diverse tipologie: bianco, rosso (il nostro preferito) e dry.


Dormire al DUPARC Contemporary Suites

Concludi la giornata al DUPARC Contemporary Suites, un elegante hotel 4 stelle vicino al Parco del Valentino. 

Le suite, ampie e moderne, sono decorate con opere d’arte contemporanea ed è secondo noi il posto ideale per un soggiorno intimo e raffinato.

Te ne parliamo nel dettaglio nel nostro articolo L’Hotel Perfetto a Torino.

Inoltre con il codice sconto PORTAMIAVEDERE avrai il 20% di sconto in fase di prenotazione, direttamente dal sito della struttura.

Giorno 2 – Relax, gusto e passeggiate romantiche

Relax al DUPARC Oriental SPA

Inizia la tua giornata con un’esperienza rigenerante nel DUPARC Oriental SPA, ispirata alla filosofia giapponese. 

Troverai percorsi benessere con docce tropicali a diverse temperature, bagno di vapore all’eucalipto, cascata per cervicale, jacuzzi, zona relax con tisane e avrai la possibilità di prenotare dei massaggi di coppia.

L’ideale per iniziare la giornata in perfetta armonia.


Passeggiata nel Parco del Valentino

Dopo la SPA, goditi una passeggiata nel vicino Parco del Valentino, lungo le rive del Po. 

Si tratta di uno dei luoghi più romantici di Torino, dove potrai scoprire il Borgo Medievale, ricostruzione fedele di un villaggio del XV secolo, e il Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura.


Pranzo tipico Piemontese al Ristorante Porto di Savona

Fermati per pranzo in uno dei ristoranti più storici della città: il Ristorante Porto di Savona, affacciato su Piazza Vittorio Veneto. Aperto nel lontano 1863, è considerato un vero e proprio punto di riferimento per la cucina piemontese tradizionale.

L’ambiente conserva un fascino d’epoca con arredi sobri, pareti ricche di fotografie e dettagli che raccontano oltre 150 anni di storia.

Tra le specialità tipiche non può mancare il vitello tonnato, l’antipasto più celebre del Piemonte, con fettine sottili di vitello e salsa cremosa al tonno, e il bonet, il classico dolce al cucchiaio a base di cacao, amaretti e rum.


Passeggiata in centro tra Galleria Subalpina, Palazzo Carignano e Piazza San Carlo

Il weekend romantico a Torino può concludersi con una passeggiata tra le vie più eleganti e ricche di storia della città, dove l’atmosfera regale si respira in ogni dettaglio.

Parti dalla Galleria Subalpina, tra Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto, uno degli angoli più suggestivi della città. 

Progettata nel 1873, è un raffinato passaggio coperto in ferro e vetro, che ricorda le gallerie parigine. 

L’atmosfera qui è d’altri tempi: tra boutique vintage, caffè storici e una luce soffusa che filtra dal tetto vetrato, la Galleria è perfetta per una breve sosta o per scattare foto di coppia in un contesto romantico e retrò.

Prosegui poi verso Palazzo Carignano, uno degli edifici barocchi più belli d’Italia e sede del primo Parlamento del Regno d’Italia. 

Altro capolavoro progettato da Guarino Guarini, questa volta per i principi di Carignano.

Questo palazzo in mattoni rossi colpisce per la sua facciata ondulata e oggi ospita il Museo del Risorgimento.

Concludi la passeggiata in Piazza San Carlo, soprannominata il “salotto di Torino”. Questa elegante piazza porticata è dominata dalle Chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo, e impreziosita da caffè storici come il Caffè San Carlo e il Caffè Torino, dove puoi respirare tutto il fascino aristocratico della città.

Se ti resta ancora un po’ di tempo, ti suggeriamo di esplorare anche Via Po e magari fare un’ultima sosta in una cioccolateria artigianale per assaggiare i famosi gianduiotti.

In conclusione:

Ringraziamo Turismo Torino e Provincia per averci invitato a scoprire meglio questa meravigliosa città.

Ne parliamo anche sui nostri profili social e in particolare ti invitiamo a scoprire il cuore di Torino attraverso la nostra guida per una Fuga Romantica a Torino e il Reel per immergerti ancora di più nell’atmosfera elegante e raffinata dei Musei Reali.

Speriamo che il nostro itinerario per un weekend romantico a Torino ti sia stato utile! Se hai più tempo da dedicare alla città, ti invitiamo a leggere anche il nostro itinerario insolito di 3 giorni a Torino.

E se hai dei consigli da condividere con tutti i lettori, scrivili pure nei commenti!

Noi, come sempre, ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

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Sito UNESCO di Ivrea: la città ideale di Olivetti

Una città industriale che ha fatto la storia (e continua a ispirare)

Nel cuore del Piemonte esiste una città diversa da tutte le altre: Ivrea. Non è solo un centro industriale, ma un laboratorio sociale e culturale nato dal sogno di Camillo e Adriano Olivetti. Qui, tra gli anni ’30 e ’60, è stata costruita una città a misura d’uomo, dove il lavoro non era solo produzione, ma anche dignità, bellezza e comunità.

Dal 2018, Ivrea è riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO per il suo eccezionale valore culturale legato alla visione industriale e sociale di Adriano Olivetti. 

Ma cosa visitare? Di seguito ti raccontiamo la nostra esperienza.

Inizia dal Visitor Centre, il punto di partenza per esplorare Ivrea

modellino visitor centre ivrea

Per comprendere appieno la visione olivettiana, il Visitor Centre in Via Jervis 11 è il luogo ideale da cui partire. Qui troverai mappe, plastici 3D e personale pronto a raccontarti la storia di questo incredibile sito UNESCO. L’ingresso è gratuito!

Orari di apertura:

  • Dal 16 marzo al 15 ottobre: dal martedì alla domenica e festivi, 10:00–18:00
  • Dal 16 ottobre al 15 marzo: venerdì, sabato, domenica e festivi, 10:00–18:00
  • Negli altri giorni, aperto su prenotazione o su chiamata 

Contatti:

Telefono: +39 379 1694756 

Email: unescovisitorcentre@ivreacittaindustriale.it

Core Zone: il cuore pulsante della visione olivettiana

La Core Zone rappresenta il nucleo originario del progetto di Adriano Olivetti. 

Qui si trovano edifici emblematici che testimoniano l’integrazione tra industria, architettura e servizi sociali. 


La Fabbrica dei Mattoni Rossi: l’inizio del sogno industriale di Olivetti

La Fabbrica dei Mattoni Rossi, progettata da Camillo Olivetti all’inizio del Novecento, rappresenta il primo passo concreto della visione industriale che ha reso Ivrea una città unica nel suo genere. 

Costruita nel 1896 lungo Via Jervis, questa struttura segna l’avvio della produzione Olivetti e diventa il simbolo della trasformazione di Ivrea da borgo piemontese a capitale dell’innovazione industriale italiana. 

Oggi, la Fabbrica dei Mattoni Rossi è parte integrante del sito UNESCO “Ivrea, città industriale del XX secolo” e testimonia il desiderio di Camillo Olivetti di creare un’industria che fosse moderna, efficiente ma anche profondamente umana. 


Le Officine ICO: il cuore pulsante della produzione Olivetti

Le Officine ICO (Industrie Camillo Olivetti) sono il cuore storico e simbolico della produzione olivettiana a Ivrea. Realizzate tra il 1937 e il 1958, rappresentano uno degli esempi più significativi di architettura industriale moderna in Italia. 

Progettate da architetti innovativi come Luigi Figini e Gino Pollini, le Officine ICO incarnano perfettamente la filosofia di Adriano Olivetti, che immaginava spazi produttivi luminosi, razionali e a misura d’uomo, in totale contrasto con l’idea di fabbrica cupa e alienante.

Con le loro grandi vetrate, le linee essenziali e l’integrazione armoniosa con il paesaggio urbano, queste officine non erano solo un luogo di lavoro, ma anche uno spazio dove il benessere dei lavoratori veniva messo al centro. 

Qui nascevano le celebri macchine da scrivere Olivetti, come la Lettera 22, simbolo di design e innovazione, apprezzata in tutto il mondo.


Il Palazzo Uffici Olivetti: dove l’architettura favorisce il dialogo

scalata palazzo uffici olivetti ivrea

Progettato tra il 1960 e il 1963 dagli architetti Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi e Gian Antonio Bernasconi, il Palazzo Uffici Olivetti rappresenta uno dei capolavori dell’architettura moderna italiana.

Il cuore del palazzo è la sua straordinaria scala centrale, un’opera architettonica che lascia senza fiato. La spirale geometrica che si innalza verso un soffitto esagonale ricoperto da una luminosa struttura a nido d’ape è molto più di un semplice elemento funzionale: è una vera e propria scultura abitabile, simbolo di come anche i luoghi del lavoro potessero essere attraversati dalla bellezza. 

Questa scala monumentale, protagonista di numerosi scatti fotografici, è oggi uno degli scorci più amati e rappresentativi dell’architettura moderna italiana, ma non è solo un elemento funzionale, è un vero e proprio simbolo dell’innovazione e della visione olivettiana: favorire l’incontro e la comunicazione tra le persone.


Talponia: l’architettura che si fonde con la natura

Il complesso residenziale noto come Talponia rappresenta un esempio straordinario di integrazione tra architettura e paesaggio. Progettato tra il 1968 e il 1971 dagli architetti Roberto Gabetti, Aimaro Oreglia d’Isola e Luciano Re, su commissione della Olivetti, Talponia fu concepito per ospitare temporaneamente i dipendenti dell’azienda. 

La particolarità di Talponia risiede nella sua progettazione: lunga circa 300 metri, si sviluppa su due piani con una pianta semicircolare, completamente interrata, ad eccezione della facciata rivolta verso una corte interna, presenta un tetto pavimentato accessibile dalla strada, che funge da terrazza panoramica affacciata su una collina. 

Gli alloggi sono disposti lungo una strada coperta e si affacciano su una vetrata continua che offre una vista sul bosco circostante. Il parcheggio delle auto, anch’esso interrato, e la copertura a prato contribuiscono all’armonia tra l’edificio e l’ambiente naturale, da cui deriva il soprannome “Talponia”. 


Centro dei Servizi Sociali e Biblioteca: l’anima culturale e sociale della visione olivettiana

Il Centro dei Servizi Sociali Olivetti ospitava una biblioteca aziendale, un’infermeria, servizi di assistenza sociale e un ufficio del personale, offrendo ai dipendenti e alle loro famiglie spazi dedicati alla cultura, alla salute e al benessere. 

La biblioteca, in particolare, era un centro culturale vivace, con un’intensa attività di prestiti e consultazioni, e organizzava conferenze, concerti e mostre d’arte, contribuendo a creare un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo. 

Oggi, il Centro dei Servizi Sociali continua ad essere un luogo di aggregazione e formazione, ospitando attività culturali e sociali che mantengono viva l’eredità olivettiana.


Chiesa di San Bernardino: un bene FAI che testimonia l’attenzione di Olivetti per la spiritualità e la comunità. 

chesa di san bernardino affreschi ivrea

La Chiesa di San Bernardino a Ivrea è un gioiello del Rinascimento piemontese, situata nel cuore dell’area industriale Olivetti, oggi riconosciuta come sito UNESCO.

Costruita tra il 1455 e il 1457 dai Frati Minori Osservanti, la chiesa è celebre per il ciclo di affreschi “Vita e Passione di Cristo” realizzato da Giovanni Martino Spanzotti tra il 1480 e il 1490, considerato uno dei capolavori della pittura padana quattrocentesca .

Nel 1907, Camillo Olivetti acquistò il complesso per avvicinarsi alla sua fabbrica, trasformandolo successivamente nella residenza di famiglia. Nel 1955, la chiesa fu restaurata, preservando gli affreschi e l’architettura originale. Nel 2023, la famiglia Olivetti ha donato la chiesa al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), che ha avviato un progetto di restauro e valorizzazione.

Buffer Zone: l’espansione della città ideale

La Buffer Zone comprende le aree attorno ai principali edifici olivetani.

Serve a mantenere l’equilibrio tra città, architettura e paesaggio, evitando che nuove costruzioni o trasformazioni urbane alterino il valore culturale del sito UNESCO.


Quartiere Residenziale di Canton Vesco

Il Quartiere Residenziale di Canton Vesco, situato nella zona sud della città di Ivrea, fu sviluppato per offrire abitazioni confortevoli e integrate nel verde ai dipendenti dell’azienda .

Il progetto coinvolse architetti e urbanisti di rilievo, tra cui Ugo Sissa, Italo Lauro, Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi e Giuseppe Mario Oliveri . 

Il quartiere si estende su circa 400.000 metri quadrati e comprendeva non solo residenze, ma anche servizi essenziali per la comunità.


Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

chiesa nel quartiere di Canton Vesco ivrea

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel quartiere Canton Vesco di Ivrea, si distingue per la sua copertura innovativa, che conferisce all’edificio un aspetto dinamico e moderno. 

La struttura richiama volutamente una tenda, simbolo biblico di peregrinazione e accoglienza, a sottolineare l’idea che la fede non sia una realtà statica, ma un percorso condiviso, un rifugio temporaneo lungo la strada della vita.


Asilo Nido, oggi sede dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa.

L’Asilo Nido Olivetti, sempre nel quartiere di Canton Vesco di Ivrea, rappresenta un esempio pionieristico di architettura educativa integrata nel contesto urbano e sociale.

L’asilo adottava un approccio educativo ispirato al metodo Montessori, promuovendo l’autonomia e la libertà dei bambini. Gli spazi erano progettati per stimolare l’esplorazione: i bambini potevano giocare all’aperto e persino accedere al tetto, trasformato in un’area sicura per il gioco, favorendo un contatto diretto con l’ambiente circostante.

Oggi, l’edificio ospita l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa, istituito nel 2005 in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Regione Piemonte, il Comune di Ivrea e Telecom Italia.  

L’archivio conserva oltre 82.000 rulli di film realizzati a partire dai primi anni del Novecento, documentando la storia industriale italiana.  

Dotato di un laboratorio interno, l’archivio digitalizza e restaura pellicole e nastri magnetici, garantendo la preservazione e la diffusione di questo patrimonio audiovisivo. 


Case per dirigenti e famiglie numerose

quartiere canton vesco

Il quartiere residenziale di Canton Vesco a Ivrea, fu concepito per ospitare sia le famiglie numerose dei dipendenti che i dirigenti dell’azienda, promuovendo un modello di convivenza integrata e armoniosa .

Le abitazioni destinate alle famiglie numerose erano progettate per offrire spazi funzionali e confortevoli, con soluzioni architettoniche che includevano piccoli giardini privati e orti, favorendo l’autonomia e la qualità della vita quotidiana. Queste case, spesso organizzate su due piani, riflettevano l’attenzione di Olivetti per le esigenze delle famiglie operaie, garantendo loro un ambiente abitativo dignitoso e stimolante .

Le residenze destinate ai dirigenti erano caratterizzate da un design moderno e raffinato, offrivano maggiore privacy e comfort, rispecchiando il ruolo e le responsabilità dei dirigenti all’interno dell’azienda.

La coesistenza di queste diverse tipologie abitative all’interno dello stesso quartiere testimonia la volontà di Olivetti di superare le barriere sociali, promuovendo un senso di comunità e appartenenza tra tutti i dipendenti.


Laboratorio-Museo Tecnologic@mente: dove scoprire i tesori tecnologici che hanno reso Ivrea un punto di riferimento mondiale.

Il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente di Ivrea è un luogo unico dove storia, innovazione e formazione si incontrano per raccontare l’eccezionale eredità tecnologica della Olivetti e offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra esposizioni storiche e laboratori didattici. 

Il museo ospita una ricca collezione di macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche ed elettroniche, e personal computer che hanno segnato l’evoluzione tecnologica del XX secolo. Tra i pezzi più iconici spicca la Olivetti Programma 101, considerata da molti il primo personal computer della storia. 

Progettata tra il 1962 e il 1964 dall’ingegnere Pier Giorgio Perotto e presentata al pubblico nel 1965, la P101 rappresentò una rivoluzione nel mondo dell’informatica, grazie al suo design compatto e alle funzionalità avanzate per l’epoca. 

Oltre alla parte museale, Tecnologic@mente è anche un centro educativo all’avanguardia. Le aule attrezzate e i laboratori offrono attività didattiche rivolte a studenti di tutte le età, con percorsi che spaziano dalla programmazione con Arduino alla stampa 3D, dall’intelligenza artificiale alla robotica. Questi laboratori inclusivi mirano a stimolare la creatività e la voglia di sperimentare.


Archivio Storico Olivetti nella Villa Casana

Costruita nei primi anni del Novecento, Villa Casana è una villa storica situata su un’altura che offre una vista panoramica sulla città di Ivrea e sulle montagne circostanti. Nel 1952, la proprietà venne acquistata dalla Olivetti, che la ristrutturò e la adibì prima a uffici e successivamente a scuola dell’infanzia.

Dal 1987, Villa Casana è sede dell’Archivio Storico Olivetti, diventando un luogo simbolico dove passato e presente si incontrano. Nel 1998, l’archivio e i suoi fondi documentari sono stati riconosciuti di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. 

Il patrimonio dell’archivio comprende una vasta gamma di materiali: documenti aziendali, lettere, libri, giornali, riviste, manifesti, disegni, fotografie, audiovisivi, prodotti, modellini e plastici. L’archivio è gestito dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, che si occupa della raccolta, riordino, conservazione, studio e promozione di questo vasto patrimonio. 

Oltre alla conservazione dei materiali, l’Archivio Storico Olivetti svolge un’intensa attività di ricerca e divulgazione. Collabora con studiosi, ricercatori e istituzioni culturali per promuovere la conoscenza della storia e dei valori olivettiani. Organizza mostre (come quella di cui vi parliamo nel prossimo paragrafo), conferenze, studi e pubblicazioni, contribuendo a mantenere viva la memoria di un’azienda che ha segnato profondamente la storia industriale e culturale italiana. 

Olivetti e i fotografi della Magnum

Fino al 26 ottobre 2025, il Museo Civico P.A. Garda ospita la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum”, che racconta la collaborazione tra l’industria Olivetti e quattro grandi maestri dell’agenzia Magnum Photos: Wayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson e Sergio Larrain. 

Attraverso i loro scatti, realizzati tra gli anni ’50 e ‘60, si esplora l’universo Olivetti, dai negozi di San Francisco alle fabbriche in Sud America, passando per le sedi produttive di Pozzuoli e gli spazi urbani di New York e Buenos Aires .

Queste immagini offrono una visione unica dell’azienda, evidenziando l’attenzione di Olivetti per il design, l’etica del lavoro e la qualità della vita dei dipendenti. 

In conclusione

Ivrea non è solo un sito UNESCO, ma un esempio concreto di come il lavoro possa creare comunità. 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile per la vostra prossima visita, se invece cercate altre esperienze da fare a Ivrea, te ne parliamo in qui

Se avete altre informazioni o esperienze da condividere, scrivetelo nei commenti! 

E noi, come sempre, vi diamo appuntamento al prossimo “Portami a vedere”.

Rafting Ivrea
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Cosa vedere a Ivrea, 10 motivi + BONUS per visitarla

Ivrea è una di quelle città in grado di sorprendere. 

Magari non è ancora tra le mete più battute del Piemonte, ma credeteci: questa piccola perla custodisce bellezza, natura, storia industriale e angoli inaspettati tutti da scoprire. 

Noi abbiamo avuto la fortuna di viverla grazie al press tour organizzato da Turismo Torino e Provincia e dal Comune di Ivrea… e oggi vogliamo raccontarvela!

Abbiamo quindi raccolto per voi 10 motivi per cui dovreste mettere Ivrea in lista per il vostro prossimo weekend fuori porta. Alla fine dell’articolo, trovate anche qualche bonus per sapere dove mangiare bene e dove dormire in città.

1. Il Sito UNESCO dell’Architettura Olivettiana

Ivrea è Patrimonio UNESCO grazie all’eccezionale complesso architettonico e industriale legato alla visione di Camillo Olivetti, il padre, e Adriano Olivetti, imprenditore illuminato che ha rivoluzionato il concetto di fabbrica. Qui non si produceva solo, si costruiva una comunità.

Le ampie vetrate che facevano entrare luce naturale, migliorando la qualità della vita sul lavoro, molto prima che il benessere aziendale diventasse un tema centrale, ci fa capire quanto il loro approccio fosse rivoluzionario al tempo.

Inoltre pensate che attorno alla fabbrica, Adriano Olivetti fece costruire scuole, biblioteche, quartieri residenziali, impianti sportivi: un ecosistema urbano che metteva la persona al centro, quindi parliamo di un modello imprenditoriale innovativo e ancora oggi fonte di ispirazione.

Approfondiamo l’argomento della città ideale di Olivetti su questo articolo.


2. Avventura in Rafting con Eporedia Rafting Centre

Ivrea è una meta ideale per gli amanti degli sport fluviali, grazie alla presenza dello Stadio della Canoa e alle acque della Dora Baltea, che ospitano regolarmente competizioni nazionali e internazionali di rafting e canoa slalom. 

L’Eporedia Rafting Centre offre esperienze di rafting adatte a tutte le età, comprese attività per bambini a partire dai 6 anni, rendendo l’avventura accessibile anche alle famiglie. 

Le discese, come il “soft rafting”, permettono di esplorare la Dora Baltea in sicurezza, godendo di panorami unici sulla città e sulla natura circostante. 

Per chi cerca un’esperienza più culturale, l’attività “La Dora racconta” combina il rafting con una guida archeologica che narra la storia di Ivrea mentre si naviga il fiume. 

Durante i mesi estivi, il centro organizza anche discese con aperitivo, ideali per gruppi di amici e famiglie.

Partecipare a un’escursione con l’Eporedia Rafting Centre significa vivere Ivrea da una prospettiva diversa, unendo sport, natura e cultura in un’unica esperienza.

Noi abbiamo provato il rafting qui per la prima volta e non potevamo scegliere luogo migliore, è stato interessante ma anche troppo divertente!! 


3. Un panino da ricordare: il Trota di GiuLiVa Bistrocafè

A Ivrea, il GiuLiVa Bistrocafè è una tappa imperdibile per gli amanti del buon cibo. 

Il piatto forte è un panino! Sì, ma non uno qualunque. “Il Trota” di GiuLiVa Bistrocafè è uno di quei sapori che non si dimenticano facilmente. Sorprendente, creativo, goloso. 

Ve lo diciamo: è uno di quei motivi per cui vale la pena tornare a Ivrea solo per mangiarlo di nuovo!

La cucina, ispirata all’Asia ma radicata nei prodotti piemontesi, offre pranzi leggeri e gustosi.

Ma GiuLiVa Bistrocafè è rinomato anche per le sue colazioni, con croissant appena sfornati e paste fresche che deliziano i palati più esigenti. 

Inoltre, il locale ospita eventi culturali, come mostre d’arte contemporanea, rendendolo un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza gastronomica e culturale unica a Ivrea. 


4. Il Castello di Ivrea e i Camminamenti Panoramici

Il Castello di Ivrea, noto anche come il “castello dalle rosse torri”, è uno dei simboli più riconoscibili della città.

Risalente al XIV secolo, il castello ha svolto un ruolo cruciale nella storia della regione, fungendo da fortezza difensiva e successivamente da carcere fino al 1970 .

Dopo un lungo periodo di chiusura, il castello ha riaperto al pubblico nel luglio 2024, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare anche i camminamenti di ronda, mai accessibili prima.

Questi percorsi panoramici lungo le mura offrono viste mozzafiato sulla città e vi faranno sentire un po’ cavalieri medievali.

Durante la visita, è possibile anche esplorare il cortile interno e alcune delle antiche celle carcerarie, testimoni silenziosi di secoli di storia.


5. Street Art a sorpresa: l’eredità visiva di Olivetti sui muri di Ivrea

Passeggiando per Ivrea, è impossibile non notare le vivaci opere di street art che adornano muri e palazzi.

Queste creazioni non sono semplici decorazioni: sono omaggi alla visione di Adriano Olivetti e al patrimonio industriale della città.

Grazie al progetto [In]visible Ivrea, artisti come Ermenegildo Nilson e Rombo hanno reinterpretato iconografie storiche dell’Olivetti, come la Divisumma 24 e la Lettera 22, su edifici situati sia nel centro storico che nei quartieri residenziali. 

Queste opere non solo valorizzano l’estetica urbana, ma raccontano anche la storia e l’innovazione che hanno reso Ivrea un sito UNESCO


6. La Cattedrale e la Cripta Labirintica

Nel cuore del centro storico di Ivrea si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, un capolavoro architettonico che racconta secoli di storia e spiritualità. Costruita su un’antica area sacra romana, è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, unendo elementi romanici, barocchi e neoclassici.

Appena entrati, siamo rimasti senza fiato: gli interni sono eleganti, luminosi e ricchi di dettagli, con colonne imponenti e decorazioni che trasmettono un senso di pace e sacralità.

Ma il vero gioiello nascosto è la cripta sotterranea, un suggestivo labirinto di colonne e volte risalenti all’anno 1000. Qui si conservano affreschi del XV secolo, come una Madonna delle Grazie, e il sarcofago romano che custodisce le reliquie di San Besso.

Un luogo affascinante, silenzioso e misterioso, che vi consigliamo di visitare con una guida per ascoltare la sua storia e notare quei dettagli che altrimenti sarebbe impossibile cogliere.


7. Il Museo Tecnologic@mente e la P101: alle origini del personal computer

Se ami la tecnologia, non puoi perderti il Laboratorio Museo Tecnologic@mente di Ivrea, dedicato all’epopea dell’Olivetti.

Qui scoprirai il Programma 101, il primo personal computer da tavolo al mondo, e potrai ripercorrere la storia dell’innovazione italiana, dalle macchine da scrivere all’informatica.

Il museo propone visite guidate nei weekend e attività didattiche per scuole e gruppi, con laboratori pensati per stimolare la creatività e la voglia di sperimentare tra i più giovani.

Un vero tuffo nel passato… che parla però al futuro.


8. La Chiesa di San Bernardino: un gioiello quattrocentesco del FAI

La Chiesa di San Bernardino è un capolavoro del XV secolo noto per il ciclo di affreschi di Giovanni Martino Spanzotti, che raccontano la Vita e la Passione di Cristo con scene suggestive come l’Annunciazione e il Giudizio Universale.

Acquisita dalla famiglia Olivetti nel 1907 e restaurata negli anni ’50, oggi la chiesa è un bene del Fondo Ambiente Italiano (FAI) e si può visitare solo su prenotazione o durante eventi speciali.

Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarla in compagnia di una “spilla d’oro“, si tratta di un riconoscimento che veniva conferito ai dipendenti dopo ben 25 anni di lavoro in Olivetti, ed è stato magico ascoltarne i racconti in un luogo così profondamente legato alla storia di Olivetti e della città di Ivrea.


9. Museo Civico Archeologico P.A. Garda: un viaggio tra storia e arte orientale

Situato nel cuore di Ivrea, il Museo Civico Pier Alessandro Garda offre un’affascinante immersione nella storia e nell’arte. La collezione archeologica del museo presenta reperti che vanno dal Neolitico al periodo basso medievale.

La parte che ci ha più colpito è però la collezione d’arte orientale, frutto della passione di Pier Alessandro Garda, che nel 1874 donò alla città oltre 500 opere provenienti dal Giappone, tra cui lacche, porcellane e oggetti in metallo. 

Il museo ospita anche mostre temporanee di rilievo, noi per esempio abbiamo visitato la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum”.


10. I 5 Laghi di Ivrea: un’oasi tra natura e silenzio

A pochi minuti dal centro, i Cinque Laghi di Ivrea — Sirio, Pistono, Nero, San Michele e Campagna — offrono uno scenario naturale mozzafiato, ideale per camminate o momenti di puro relax immersi nel verde.

Formati da un’antica erosione glaciale, questi laghi si trovano all’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, un ecosistema unico che regala panorami spettacolari in ogni stagione.

Un luogo perfetto per staccare la spina e ritrovare il contatto con la natura.

Noi non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitarli bene quindi sicuramente torneremo per un bel trekking o una giornata di relax, magari al lago Sirio, il più grande e balneabile!


BONUS: Dove Mangiare e Dormire a Ivrea

Dove dormire: 3T Boutique Hotel

Se cercate un alloggio che unisca innovazione, sostenibilità e tradizione, il 3T Boutique Hotel è la scelta perfetta. Design curato, accoglienza impeccabile e posizione strategica per esplorare la città.

Dove mangiare: 

  • Radici Cucina Genuina: per assaporare la vera cucina piemontese in chiave moderna. Materie prime locali, piatti stagionali e sapori autentici che vi conquisteranno dal primo assaggio.
  • La Direzione del Benessere: ve lo consigliamo se siete di corsa ma non volete rinunciare al gusto e cercate soluzioni salutari. Troverete piatti bilanciati e un’atmosfera giovane e dinamica.

Una nota sul Carnevale…

Ivrea è famosa anche per il suo Carnevale Storico, conosciuto in tutto il mondo per la spettacolare Battaglia delle Arance. 

Non abbiamo ancora avuto il piacere di viverlo in prima persona, ma chissà… forse un giorno! Intanto lo teniamo in wishlist!


In conclusione

Ivrea ci ha davvero sorpresi. È una città che mescola sapientemente natura, cultura, storia industriale e avventure outdoor. 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile per organizzare il vostro viaggio!

Se avete altri consigli o segnalazioni da aggiungere alla nostra guida, scriveteli nei commenti: siamo sempre felici di scoprire qualcosa di nuovo grazie a voi.

E come sempre vi diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere!


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12 Esperienze in Valdera: Toscana

La Toscana che non ti aspetti, lontana dal turismo di massa

Quando si pensa alla Toscana, spesso vengono in mente Firenze, Siena o la Val d’Orcia.

Ma c’è una Toscana meno conosciuta, lontana dal turismo di massa, che offre un’esperienza autentica tra borghi incantevoli, natura incontaminata e buon cibo.

Questa è la Valdera, una terra che abbiamo avuto il piacere di scoprire grazie a Visit Valdera.

In questo articolo ti proponiamo 12 esperienze imperdibili in Valdera, per scoprire il suo lato più autentico!

1. Visitare il Museo Piaggio di Pontedera

Il Museo Piaggio di Pontedera è una tappa imperdibile per gli amanti della Vespa e della storia del design italiano.

All’interno si trova un’esposizione che ripercorre l’evoluzione della Vespa dal 1946 ad oggi, con modelli iconici come la Vespa autografata da Salvador Dalí e la Vespa comparsa nei film di James Bond o La Dolce Vita.

Oltre alla collezione permanente, il museo ospita mostre temporanee ed eventi.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione online.

Orari di apertura: Martedì-Sabato (9:30-12:30, 14:00-17:00), seconda e quarta domenica del mese.

Ti invitiamo a vedere il Reel dove te lo raccontiamo meglio!!


2. Esplorare la Valdera in Vespa

Noleggiare una Vespa è il modo perfetto per esplorare le colline toscane con un tocco di libertà e stile. Grazie a Piaggio Bus Draghi, abbiamo attraversato itinerari panoramici visitando luoghi affascinanti come:

Lajatico, il borgo natale di Bocelli, arricchito da murales e installazioni artistiche.

• il Teatro del Silenzio a Lajatico, l’anfiteatro dove Andrea Bocelli si esibisce ogni anno.

Peccioli, con il suo progetto innovativo di ripopolamento e opere d’arte contemporanea.

Questa esperienza è perfetta per chi desidera scoprire la Toscana in un modo originale e coinvolgente.


3. Passeggiare nel centro di Pontedera tra arte urbana e installazioni contemporanee

Grazie a Visit Valdera, abbiamo esplorato il centro storico di Pontedera, scoprendo un mix di street art e sculture contemporanee.

Tra le installazioni più iconiche:

Ikaria Grande di Igor Mitoraj, una scultura affascinante e misteriosa.

Toro di Pietro Cascella, un simbolo di forza e determinazione.

Il Muro di Enrico Baj, un’esplosione di colori e ironia.

Maternità di Giuliano Vangi che celebra la vita e la femminilità in modo intenso e toccante.

Le panchine d’autore, vere e proprie opere di design urbano.

Pontedera è un vero museo a cielo aperto, perfetto per una passeggiata all’insegna dell’arte.


4. Pedalare tra borghi e natura in E-Bike

Esplorare la Valdera in E-Bike è un’esperienza unica per immergersi nei paesaggi toscani.

Grazie a Taddei Bike Rental, abbiamo attraversato borghi e colline panoramiche, tra cui:

Santo Pietro Belvedere, con le installazioni artistiche e il suo affaccio spettacolare.

Parlascio, un borgo autentico immerso nella natura

Ceppato, dove il verde domina il paesaggio.

Per gli appassionati di ciclismo, consigliamo anche la Randonnée MTB della Valdera, un evento che attira ciclisti da tutta Italia.

Questo evento non competitivo attraversa alcuni degli scenari più spettacolari della zona, con percorsi di diversa difficoltà che permettono di mettersi alla prova e di vivere una giornata all’insegna dello sport e della natura.


5. Vivere un’avventura con l’Escape Village a Palaia

L’Escape Village di Palaia trasforma il borgo in un’avventura interattiva.

Grazie a Sheila di Palaia Toscana, abbiamo risolto enigmi e scoperto il paese attraverso una missione digitale che mescola storia e leggenda.

Un’esperienza coinvolgente e divertente, perfetta per scoprire Palaia in modo originale!


6. Degustare i vini toscani in una cantina storica

Nel cuore della Valdera, Usiglian del Vescovo offre degustazioni di vini pregiati accompagnati da prodotti tipici.

Durante la visita abbiamo scoperto:

• Il processo di vinificazione nella storica barricaia.

• L’abbinamento perfetto tra vini locali, formaggi e salumi toscani.

Un’esperienza imperdibile per gli amanti del vino e della cultura enogastronomica.

Se ami questo tipo di esperienze ti invitiamo a leggere la nostra rubrica dedicata all’enogastronomia in viaggio.


7. Fare un trekking coinvolgendo tutti e cinque i sensi

Il borgo abbandonato di Toiano è il punto di partenza per un trekking che coinvolge tutti i sensi.

Con la guida ambientale Chiara, abbiamo scoperto:

• Fotografie di Fossili marini, testimonianza di un’antica era geologica.

• Profumi delle erbe spontanee usate in cucina.

• Racconti e leggende locali.

Un’escursione perfetta per chi ama immergersi nella natura.


8. Ammirare il tramonto sulla Sky Bench della Madonna dei Monti

La Sky Bench è una panchina panoramica che offre una delle viste più belle della Valdera, perfetta per rilassarsi e scattare foto mozzafiato al tramonto.

Un luogo suggestivo che merita assolutamente una sosta!


9. Cavalcare tra le colline toscane

Presso Equioasi Arcadia, abbiamo vissuto un’esperienza equestre etica e rispettosa del benessere animale.

Qui i cavalli vivono liberi nei pascoli e vengono montati senza morso, promuovendo una connessione autentica tra cavallo e cavaliere.

Oltre alle passeggiate, il centro offre anche percorsi di ippoterapia.


10. Assaporare la cucina toscana

Durante il nostro soggiorno, abbiamo scoperto tre locali che consigliamo per un’esperienza gastronomica indimenticabile.

Alterno (Pontedera): cucina toscana rivisitata in chiave moderna.

Garibaldi Innamorato (Casciana Terme): piatti tipici e ambiente accogliente.

Gran Caffè delle Terme (Casciana Terme): brunch e colazioni gourmet.

Perfetti per un viaggio attraverso i sapori autentici della Valdera!


11. Relax alle Terme di Casciana

Le Terme di Casciana sono l’ideale per concedersi momenti di puro benessere.

Tra le esperienze proposte:

• Piscina termale esterna, immersa nella natura.

• Trattamenti benessere e massaggi.

• Percorsi vascolari e terapie rilassanti.

Un’ottima tappa per rigenerarsi dopo giornate intense!


12. Il Telefono del Vento: un filo invisibile tra cielo e terra

A Lajatico, il Telefono del Vento è un’installazione emozionante che permette di “parlare” con chi non c’è più.

Ispirato all’installazione giapponese di Ōtsuchi, è un luogo di riflessione e connessione profonda.

Un’esperienza toccante in un angolo di Toscana pieno di magia.


Dove dormire in Valdera

Dopo giornate intense tra borghi, natura ed esperienze indimenticabili, concedersi un soggiorno in un luogo accogliente è fondamentale per ricaricare le energie. 

Noi abbiamo scelto Villa Borri, un’elegante dimora storica nel cuore di Casciana Terme.

Le camere e gli appartamenti sono arredati con materiali tradizionali come cotto e legno, creando un’atmosfera calda e rilassante.

La struttura si trova a pochi passi dalle famose terme di Casciana, il che la rende perfetta per chi desidera combinare un soggiorno rigenerante con i benefici delle acque termali.

Inoltre soggiornare a Casciana Terme significa avere anche l’opportunità di scoprire questo borgo, un piccolo gioiello della Valdera.

Passeggiando per il centro si respira un’aria tranquilla e rilassata, con piazze eleganti e meravigliosi edifici storici.

Per concludere

Se cerchi un angolo di Toscana lontano dal turismo di massa, dove natura, storia e tradizione si fondono in un’esperienza autentica, la Valdera è la meta che fa per te. 

Con la speranza che questo articolo ti sia stato di aiuto, ti ringraziamo per averlo letto fino alla fine.

Se hai altri suggerimenti o vuoi dirci cosa ne pensi lascia un commento e noi come sempre ci vediamo al prossimo Portami a Vedere.

Calderao Verde drone
RUBRICHE, TREKKING

5 Trekking Imperdibili a Madeira:

UN VIAGGIO TRA NATURA E PANORAMI MOZZAFIATO

Madeira, l’isola delle fioriture eterne e dei paesaggi mozzafiato, è una destinazione perfetta per gli amanti del trekking. Con la sua rete di sentieri che si snoda tra montagne, foreste e scogliere a picco sull’oceano, l’isola offre una varietà di percorsi che soddisfano sia gli escursionisti esperti che i principianti. 

Ecco i cinque trekking che abbiamo amato.

1. Pico do Areeiro: Un’Alba Magica e un Trekking Panoramico fino alla Scala del Paradiso

Il trekking che parte dal Pico do Areeiro, la terza vetta più alta di Madeira a 1.818 metri, è uno dei percorsi più spettacolari dell’isola. 

Partendo da una strada di montagna facilmente accessibile, questo sentiero ti porterà sopra le nuvole, attraverso paesaggi rocciosi e panorami incredibili. Nelle giornate limpide, è possibile vedere l’intera isola e, se sei fortunato, persino l’isola di Porto Santo all’orizzonte. 

Il percorso può essere impegnativo in alcuni tratti, ma l’esperienza di trovarsi tra le vette montuose vale ogni sforzo.

Il nostro trekking al Pico do Areeiro è iniziato svegliandoci molto presto, la sveglia ha suonato intorno alle 4:30 del mattino.

Abbiamo poi parcheggiato al parking Areeiro, pronti per vivere un’esperienza indimenticabile. 

L’obiettivo? Ammirare l’alba e poi avventurarci lungo uno dei percorsi più spettacolari di Madeira.

Un’Alba Indimenticabile: Il Momento Perfetto

Arrivare al Pico do Areeiro prima dell’alba si è rivelata una scelta vincente.

Abbiamo trovato un punto panoramico perfetto tra il parcheggio e la cima del Pico do Areeiro, dove ci siamo fermati a osservare l’inizio di uno spettacolo naturale straordinario. 

Il cielo, inizialmente scuro, si è colorato di sfumature calde di rosa, arancione e viola, mentre il sole emergeva lentamente all’orizzonte.

Questo momento ci ha emozionato profondamente, facendoci sentire parte di qualcosa di molto più grande. 

Il Trekking verso la Scala del Paradiso: Un Percorso Mozzafiato

Dopo aver goduto appieno dell’alba, abbiamo iniziato il nostro trekking vero e proprio.

Il sentiero, ben segnalato e avvolto da un panorama che cambiava a ogni passo, ci ha condotti fino alla famosa Scala del Paradiso. 

Questo tratto del percorso è tra i più iconici di Madeira, con una scalinata che sembra salire direttamente verso il cielo. 

Camminare qui è stata un’esperienza incredibile: il panorama che si apre lungo il percorso è di una bellezza disarmante, con le montagne che si ergono maestose sopra un mare di nuvole.

Il Ritorno e il Miradouro di Ninho da Manta: Una Vista da Cartolina

Dopo aver raggiunto la Scala del Paradiso e aver goduto della vista mozzafiato, abbiamo deciso di tornare indietro, fermandoci però al Miradouro di Ninho da Manta.

Questo punto panoramico offre una vista straordinaria sulle montagne e sulle valli sottostanti. È uno di quei luoghi che ti lasciano senza parole, dove puoi davvero sentire la forza e la serenità della natura.

Pausa alla Caffetteria Pico Ardito: Un Delizioso Finale

L’ultimo sforzo del nostro trekking ci ha portati alla Caffetteria Pico Ardito, dove ci siamo concessi una meritata pausa. Qui abbiamo assaggiato il Pastel de Nata più buono del nostro viaggio! 

Dopo l’escursione, non c’era modo migliore di concludere la nostra avventura se non con questo dolce tradizionale, godendoci il panorama e riflettendo sull’esperienza appena vissuta.

Qui puoi vedere il Reel dove mostriamo questa splendida esperienza.

Considerazioni Finali: Un Trekking che Potrebbe Continuare

Se sei in cerca di un’avventura ancora più impegnativa, questo trekking può essere esteso fino al Pico Ruivo, la vetta più alta di Madeira. Noi abbiamo scelto di dividerlo in due escursioni separate per poter apprezzare al meglio entrambe le cime.


2. Pico Ruivo: Il Tetto di Madeira

Il Pico Ruivo, con i suoi 1.862 metri, è la vetta più alta di Madeira e una delle destinazioni di trekking più ambite dell’isola.

Il percorso che parte dal parcheggio Vereda do Pico Ruivo, situato davanti al Achada do Teixeira Mountain Spot Café, è una delle vie più accessibili e panoramiche per raggiungere questa cima spettacolare.

Partenza dal Parcheggio Vereda do Pico Ruivo: Un Salto Sopra le Nuvole

Già dal punto di partenza del trekking, si capisce che questo percorso sarà qualcosa di speciale. Lasciandoti alle spalle il Achada do Teixeira Mountain Spot Café, inizi a salire lungo un sentiero ben segnato e curato. 

La salita è piacevole, con una pendenza moderata che permette di godersi appieno il panorama. Man mano che sali, ti trovi immerso in un paesaggio di montagne maestose e, soprattutto, superi rapidamente la coltre di nuvole che spesso avvolge la costa dell’isola. 

La sensazione di camminare sopra le nuvole, con il sole che splende sopra di te, è semplicemente magica.

Mentre più in basso, sul livello del mare, può piovere, qui ti trovi in un mondo completamente diverso, riscaldato dai raggi del sole e avvolto da un cielo limpido.

Il Rifugio Vereda da Encumeada: Una Sosta per Ricaricare le Energie

Durante il trekking incontrerai il Rifugio Vereda da Encumeada.

Questo piccolo rifugio è un luogo perfetto per fare una pausa, ristorarsi e prepararsi per l’ultimo tratto della salita.

Qui, potrai rilassarti, ammirare il panorama e goderti un momento di tranquillità prima di affrontare l’ultimo sforzo verso la cima.

Il rifugio è circondato da un paesaggio mozzafiato, con vedute che si estendono sulle montagne circostanti e, nei giorni più limpidi, fino al mare.

L’Ascesa Finale al Pico Ruivo: Una Ricompensa Panoramica

Dopo aver ripreso le forze al rifugio, l’ultimo tratto del trekking ti porta fino alla vetta del Pico Ruivo.

La salita finale è un po’ più ripida, ma lo sforzo è ampiamente ripagato quando finalmente raggiungi la cima.

Qui, al punto più alto di Madeira, il panorama è semplicemente spettacolare. Da questa posizione privilegiata, si può ammirare l’intera isola in tutte le direzioni, con le sue montagne frastagliate, le vallate profonde e l’oceano Atlantico all’orizzonte.

Nelle giornate limpide, la vista è infinita, con la sensazione di trovarsi al di sopra del mondo, circondati solo dalla bellezza della natura.

Il Pico Ruivo offre un’esperienza unica, una connessione profonda con la natura e un senso di realizzazione che solo poche altre escursioni possono offrire.


3. Caldeirão Verde: Un Viaggio Nella Foresta Incantata

Per un’esperienza completamente diversa, il trekking a Caldeirão Verde ti condurrà nel cuore delle foreste laurissilva, un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il percorso inizia a Queimadas e segue una levada (un canale di irrigazione) attraverso una lussureggiante vegetazione tropicale. Il sentiero è relativamente pianeggiante ma non manca di fascino.

Già al punto di partenza, presso il parcheggio di Queimadas, sarai incantato dalle caratteristiche casette tipiche, che sembrano uscite da un libro di fiabe. Queste strutture tradizionali, immerse nel verde, danno un tocco di magia all’inizio della tua avventura.

Un Percorso di 14 Km tra Natura e Avventura

Il trekking verso il Caldeirão Verde si sviluppa su un percorso di 14 chilometri, attraversando paesaggi meravigliosi.

Sebbene non presenti dislivelli particolarmente impegnativi, il sentiero include tratti stretti ed esposti, dove potrebbe essere necessario fare spazio a chi cammina nella direzione opposta.

Questo aggiunge un pizzico di avventura a un percorso già di per sé spettacolare, immergendoti nella natura selvaggia di Madeira.

Attraversare i Tunnel: Un’Esperienza Unica

Lungo il percorso, attraverserai diversi tunnel scavati nella roccia, che rendono l’escursione ancora più suggestiva.

Non dimenticare di portare con te una torcia frontale, perché alcuni tratti sono completamente al buio e richiedono di abbassarsi leggermente per passare.

Questi tunnel, con le loro atmosfere quasi misteriose, aggiungono un elemento di avventura che ti farà sentire come un esploratore.

L’Arrivo al Caldeirão Verde: Relax tra Cascate e Natura

Una volta arrivato al Caldeirão Verde, potrai scegliere come goderti questo luogo incantato.

La cascata che ti accoglie è un vero spettacolo naturale: puoi decidere di fare un bagno rinfrescante nelle sue acque limpide, oppure semplicemente rilassarti e goderti il panorama.

Noi abbiamo optato per una pausa pranzo, gustando i panini che avevamo preparato in anticipo.

Mangiare in questo scenario, circondati dalla bellezza e dalla quiete della natura, è stato un momento indimenticabile.

Ecco il Reel per avere un’idea più precisa di questo trekking.


4. Levada das 25 Fontes: Cascate e Natura Selvaggia

Le levadas sono una delle caratteristiche distintive di Madeira, e il trekking lungo la Levada das 25 Fontes è uno dei più iconici. Questo percorso ti porta attraverso fitte foreste di alloro e eucalipti, seguendo il corso della levada fino a raggiungere una serie di cascate.

Le acque cristalline che scendono dalle rocce creano un’atmosfera magica. 

È un trekking di media difficoltà, ma il panorama e la serenità che si respirano lungo il percorso lo rendono indimenticabile.

Partenza dal Parcheggio di Rabaçal: Un’Inizio in Discesa

Il nostro trekking è iniziato dal parcheggio di Rabaçal, da cui si prende una stradina asfaltata ma chiusa al traffico che scende dolcemente per circa 2 chilometri fino al Rabaçal Nature Spot Café.

Questa discesa iniziale, pur essendo su una strada asfaltata, regala già i primi assaggi del paesaggio mozzafiato che ci accompagnerà per tutta la giornata.

Il Sentiero PR6: Un Percorso tra Gradoni e Panorami Unici

Una volta arrivati al Rabaçal Nature Spot Café, inizia il vero e proprio sentiero PR6, che ci ha condotti nel cuore di questo angolo di paradiso.

Il percorso parte con una discesa su gradoni di pietra, che possono risultare un po’ scivolosi se il terreno è umido, quindi è necessario prestare attenzione in questa prima parte.

Superata la discesa, il sentiero si sviluppa prevalentemente in piano, con qualche breve saliscendi, e ci immerge in una vegetazione rigogliosa, accompagnati dal costante suono dell’acqua che scorre.

Le 25 Fontes: Un Finale tra Cascatelle e Pozze Cristalline

Il sentiero culmina in una pozza naturale circondata da numerose piccole cascate, da cui il nome “25 Fontes”.

Questo luogo è di una bellezza straordinaria: l’acqua limpida che cade dalle rocce e si raccoglie nella pozza crea un’atmosfera magica. 

Qui, volendo, si può anche fare un bagno rinfrescante, immergendosi nelle acque fresche e cristalline che rendono questo angolo di Madeira così speciale.

Il sentiero è in generale facile e accessibile, sebbene in alcuni tratti sia un po’ esposto e il terreno possa risultare viscido in caso di pioggia. Fortunatamente, nei punti più stretti è presente un corrimano in legno che assicura la sicurezza del percorso, rendendolo adatto a tutti.

Il Ritorno e la Pausa Pranzo a Rabaçal

Dopo aver goduto della bellezza delle 25 Fontes, il ritorno si svolge in gran parte sullo stesso percorso dell’andata.

Tuttavia, subito dopo la cascata, abbiamo seguito un percorso alternativo per evitare troppi incroci nei tratti più stretti.

Tornati al Rabaçal Nature Spot Café, ci siamo concessi una meritata pausa pranzo. 

La Risalita: Shuttle o Camminata?

Per concludere la giornata, invece di affrontare i 2 chilometri di risalita lungo la strada asfaltata, abbiamo optato per uno shuttle, che per soli 5€ a persona ci ha riportati al parcheggio in pochi minuti.

Questo ci ha permesso di terminare il trekking in modo comodo e rilassato, senza dover affrontare l’ultima salita a piedi.


5. Punta di San Lorenzo: Panorami Costieri Unici

Se desideri esplorare il lato più selvaggio e arido di Madeira, il trekking alla Punta di San Lorenzo è quello che fa per te.

Situato all’estremità orientale dell’isola, questo sentiero ti porterà attraverso un paesaggio lunare fatto di scogliere a picco sull’oceano e formazioni rocciose modellate dal vento e dal mare.

A differenza degli altri trekking, qui non troverai foreste lussureggianti, ma un paesaggio arido che offre viste incredibili sull’Atlantico.

In giornate particolarmente limpide, potresti vedere l’isola di Porto Santo e, a volte, delfini e balene che nuotano al largo.

Partenza sulla ER109: L’inizio del Sentiero PR8

Abbiamo iniziato il nostro trekking parcheggiando lungo la strada ER109, dove ci sono diversi posti auto disponibili per chi vuole avventurarsi sul sentiero PR8, conosciuto come Vereda da Ponta de São Lourenço.

Sin dai primi passi, il panorama che si apre davanti a noi è di una bellezza impressionante: la costa rocciosa si staglia contro l’azzurro intenso del mare, creando un contrasto di colori che lascia senza fiato.

Il Miradouro de São Lourenço: Un Panoramico Punto di Osservazione

Il sentiero ci ha condotti attraverso paesaggi mozzafiato, con scorci che sembrano usciti da una cartolina.

Dopo aver camminato lungo la cresta della penisola, abbiamo raggiunto il Miradouro de São Lourenço.

Da questo punto panoramico, la vista si estende su tutta la penisola, permettendoci di ammirare la bellezza selvaggia della Punta di São Lourenço e l’incredibile vastità dell’Oceano Atlantico.

È uno di quei luoghi dove il tempo sembra fermarsi, e la natura mostra tutta la sua potenza e serenità.

Discesa alla São Lourenço Beach: Relax e Contatto con l’Oceano

Dopo aver goduto del panorama dal Miradouro, abbiamo deciso di scendere fino alla São Lourenço Beach.

Questa piccola spiaggia, incastonata tra le rocce, è il luogo perfetto per rilassarsi e rinfrescarsi mettendo i piedi nell’acqua dell’oceano o, se il meteo lo permette, fare un bel bagno.

La Punta do Furado: Un Trekking Alternativo

Dal Miradouro de São Lourenço, c’è la possibilità di proseguire il trekking fino alla punta estrema, al Miradouro Ponta do Furado.

Tuttavia, noi abbiamo scelto di ammirare questa parte della penisola da una certa distanza, preferendo concentrarci sulla bellezza del luogo dove ci trovavamo.

Il contrasto tra il verde della vegetazione, il marrone delle rocce e il blu profondo del mare, visibile da ogni angolo del sentiero, è stato più che sufficiente per rendere l’esperienza indimenticabile.


Consigli per Affrontare i Trekking a Madeira

Se stai pianificando di affrontare i cinque trekking imperdibili di Madeira, ecco alcuni consigli utili per assicurarti di essere ben preparato per ogni avventura:

Scarpe da Trekking: Indossa scarpe da trekking robuste e con un buon grip. I percorsi a Madeira variano da sentieri rocciosi a tratti scivolosi e umidi, quindi è essenziale avere calzature che offrano stabilità e comfort.

Abbigliamento a Strati: Il meteo a Madeira può cambiare rapidamente. Vesti a strati per adattarti facilmente alle variazioni di temperatura. Porta con te una giacca impermeabile o antivento, poiché la pioggia e il vento sono comuni, soprattutto nelle zone più alte e lungo le levadas.

Acqua e Cibo: Porta una generosa quantità di acqua, poiché alcune aree potrebbero non avere punti di rifornimento. Per mantenere alta l’energia, le barrette energetiche e gli snack sono ideali, soprattutto durante i trekking più lunghi.

Protezione Solare: Anche se il tempo può variare, è fondamentale proteggersi dal sole. Porta un cappello, occhiali da sole e applica regolarmente crema solare per prevenire scottature, soprattutto durante le ore più calde.

Torcia Frontale: Per alcuni trekking, come quelli con passaggi attraverso tunnel o aree con scarsa illuminazione, una torcia frontale può essere utile. Questo accessorio ti aiuterà a proseguire in sicurezza anche in condizioni di scarsa visibilità.

Essere ben preparati con questi elementi essenziali ti garantirà un’esperienza di trekking più sicura e piacevole, permettendoti di godere appieno della straordinaria bellezza di Madeira.

Conclusione

Madeira è un vero paradiso per gli escursionisti, con una varietà di percorsi che spaziano dalle vette montuose alle scogliere della costa, passando per foreste incantate e levadas storiche.

Ogni trekking offre una prospettiva unica sull’isola, combinando sfide fisiche con la bellezza della natura incontaminata. 

Preparati a scoprire panorami indimenticabili e a vivere un’avventura che rimarrà impressa nella tua memoria per sempre.

Speriamo che questo articolo ti sia stato di aiuto e se conosci altri trekking da fare a Madeira ti invitiamo a scriverli nei commenti, saranno preziosi per tutti i lettori!!

Buon viaggio e noi come sempre vi diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

Cacciano street art
BORGHI, RUBRICHE

Alla scoperta dei Borghi di Murales nelle Marche:

Un Viaggio tra Arte e Colori

Le Marche, una regione ricca di storia e paesaggi mozzafiato, nasconde tesori artistici inaspettati tra i suoi borghi. 

Abbiamo avuto il piacere di visitare due incantevoli borghi di murales, situati a circa mezz’ora di distanza l’uno dall’altro: Braccano e Cacciano

Questi piccoli gioielli sono veri e propri musei a cielo aperto, dove l’arte urbana si fonde con la bellezza del paesaggio circostante. 

È stata un’esperienza ricca di colori, creatività e ispirazione.

Braccano: Il Paese dei Murales

Il nostro viaggio è iniziato a Braccano, una piccola frazione di Matelica, in provincia di Macerata. 

Conosciuto come il Paese dei Murales, Braccano si distingue per la sua atmosfera accogliente e l’incredibile varietà di murales che decorano le sue strade e case.

A Braccano non esiste un tema specifico: gli artisti hanno la libertà di esprimere la propria creatività al 100% e questo ha portato alla realizzazione di opere estremamente diverse tra loro. 

Passeggiando per le vie del borgo, ci si immerge in un mondo di colori e forme che raccontano storie diverse, catturando l’attenzione e stimolando la fantasia. 

Ogni angolo del paese è una scoperta, un’opera d’arte unica che trasforma Braccano in un luogo magico.

La sua posizione strategica, incastonata tra le colline marchigiane, offre panorami mozzafiato e un’atmosfera di pace e tranquillità.

Cacciano: Il Paese dei Murales Artistici

Dopo aver esplorato Braccano, ci siamo diretti a Cacciano, una frazione di Fabriano, in provincia di Ancona. 

Anche qui, l’arte dei murales è protagonista, ma con una particolarità: ogni anno il borgo si rinnova, ospitando nuove opere di pittori locali e non. 

Questo fa sì che Cacciano sia in continua evoluzione, offrendo sempre qualcosa di nuovo e sorprendente ai visitatori.

I murales di Cacciano si distinguono per la loro qualità artistica e la capacità di integrare perfettamente le opere con l’architettura e l’ambiente circostante. 

Passeggiando per il borgo, si ha la sensazione di camminare in una galleria d’arte a cielo aperto, dove ogni opera racconta una storia e trasmette emozioni.

La varietà dei temi e degli stili rende la visita a Cacciano un’esperienza stimolante e coinvolgente.

Oltre ai murales, anche Cacciano offre un contesto naturale di grande bellezza.

Situato tra le colline marchigiane, il borgo è circondato da paesaggi suggestivi che invitano a lunghe passeggiate ed escursioni.

I sentieri che si snodano tra i boschi e le colline circostanti offrono panorami mozzafiato e momenti di tranquillità, rendendo Cacciano una destinazione ideale per chi cerca una combinazione di arte e natura.

Consigli per la Visita

Quando andare: sia Braccano che Cacciano sono affascinanti in ogni stagione, ma la primavera e l’autunno offrono temperature miti e colori naturali che si fondono perfettamente con i murales.

Come arrivare: Braccano è facilmente raggiungibile in auto da Matelica. Cacciano è facilmente raggiungibile in auto da Fabriano. Ci sono parcheggi disponibili nei pressi di entrambi i borghi.

Cosa portare: Una macchina fotografica per catturare la bellezza dei murales e scarpe comode per passeggiare tra le vie del borgo.

Un’Esperienza Unica

Per noi, amanti dei musei a cielo aperto, questa esplorazione è stata un vero divertimento. 

Abbiamo ammirato ogni murales con entusiasmo, lasciandoci sorprendere dalla creatività e dalla passione degli artisti che hanno trasformato questi borghi in autentici gioielli artistici.

Se siete alla ricerca di un’esperienza culturale unica nelle Marche, vi consigliamo vivamente di visitare Braccano e Cacciano. 

Questi borghi non solo vi offriranno l’opportunità di immergervi nell’arte urbana, ma vi permetteranno anche di scoprire angoli affascinanti di una regione ricca di storia e tradizioni. Non perdete l’occasione di vivere un viaggio tra arte e colori, alla scoperta dei murales che rendono questi luoghi così speciali.

Ci auguriamo che questo articolo possa esserti stato di aiuto e se anche tu ami i borghi di Murales ti invitiamo a scrivere nei commenti cosa ne pensi di Braccano e Cacciano, se li hai mai visitati o vorresti farlo e se ne conosci altri da consigliarci.

Noi come sempre ti aspettiamo al prossimo Portami a Vedere!

wine the gap
ENOGASTRONOMIA, RUBRICHE

Degustazione di vini a Budapest

Se siete alla ricerca di un’esperienza che unisca cultura, storia e piaceri del palato, la degustazione di vini ungheresi nel cuore di Budapest, organizzata da Wine the Gap, è un appuntamento imperdibile. 

Grazie a GetYourGuide, abbiamo avuto il piacere di partecipare a questa straordinaria esperienza, che si è rivelata non solo divertente, ma anche estremamente interessante e formativa.

L’accoglienza nel mondo di Wine the Gap

Appena arrivati al locale di Miki, il proprietario di Wine the Gap, siamo stati accolti con calore e professionalità. Miki è un vero appassionato di vini, e questa sua passione traspare in ogni dettaglio della degustazione.

Il suo entusiasmo contagioso ci ha accompagnato lungo tutto il percorso, trasformando una semplice degustazione in un viaggio affascinante attraverso la storia e la cultura enologica ungherese.

La serata è iniziata con una breve introduzione sui vini ungheresi, che vantano una tradizione millenaria e una varietà sorprendente.

Durante la degustazione, abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare sette vini diversi, ognuno con una propria storia e caratteristiche uniche. Miki ci ha guidato nella scoperta di ogni etichetta, raccontandoci aneddoti e curiosità che si celano dietro ogni bottiglia.


Ci ha parlato delle diverse regioni vinicole ungheresi, delle tecniche di produzione e delle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Ogni bottiglia ha una storia da raccontare, e grazie a Miki, abbiamo potuto apprezzare non solo il vino, ma anche il contesto culturale e storico in cui viene prodotto.

Ad accompagnare i vini, abbiamo assaggiato una selezione di prodotti alimentari tipici ungheresi, dai formaggi locali ai salumi. Ogni assaggio è stato un viaggio nei sapori della tradizione culinaria ungherese, perfettamente abbinato ai vini in degustazione.

Alla scoperta dei vini ungheresi

Abbiamo iniziato con un fruttato Cserszegi Füszeres, un vino bianco dal nome complicatissimo, noto in Inghilterra come “unpronounceable grape”. 

A seguire, un Kékfrankos rosé, che abbiamo assaporato anche diluito con soda, nel tipico Spritz Ungherese chiamato Fröccs, disponibile in più di venti varianti. 

Il viaggio è proseguito con un elegante Préselö Apukám Bora Furmint, un bianco della rinomata regione vinicola di Tokaj. 

Tra gli altri vini degustati, non poteva mancare il Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy, un bianco versatile perfetto per piatti di maiale, frutti di mare e formaggi stagionati.

Successivamente, abbiamo apprezzato il Pastor Kadarka Classic, un rosso rubino con aromi di pepe nero e frutti rossi sul finale. 

Un momento culminante è stato il Pastor Bikavér Riserva, un rosso strutturato, invecchiato per due anni in botti di rovere. 

Infine, abbiamo concluso questa magnifica esperienza con il Szamorodni Tokaj, uno dei vini dolci più piacevoli d’Europa.

VINO 1: Alla scoperta del Cserszegi Fűszeres

Un vino bianco con note fruttate e aromatiche, con un nome complicatissimo, tanto che in Inghilterra viene scherzosamente chiamato “unpronounceable grape” (uva impronunciabile).

Il Cserszegi Fűszeres è un vino bianco prodotto dall’omonimo vitigno, nato nel 1960 grazie all’incrocio tra Irsai Olivér e Roter Traminer.

Questo vino ha saputo conquistare i palati di molti appassionati per la sua freschezza e il suo bouquet aromatico particolarmente intenso.

Le sue uve vengono coltivate principalmente nelle regioni vinicole dell’Ungheria nord-occidentale, dove il clima e il terreno creano le condizioni ideali per esaltarne le qualità organolettiche.


Il Cserszegi Fűszeres si presenta con un colore giallo paglierino brillante. Al naso, offre un’esplosione di profumi fruttati e floreali: note di pesca, albicocca, agrumi e fiori bianchi si intrecciano armoniosamente con accenni di spezie dolci, che ne esaltano la complessità.

Al palato, è fresco e vivace, con una piacevole acidità che bilancia perfettamente la dolcezza delle note fruttate. Il finale è lungo e aromatico, lasciando una sensazione di leggerezza e pulizia.

La sua versatilità lo rende perfetto da abbinare a una varietà di piatti, dai frutti di mare alle insalate estive, fino a formaggi freschi e piatti di cucina asiatica.

VINO 2: Kékfrankos Rosé e il Fröccs, l’aperitivo ungherese che non ti aspetti

Questo rosé si distingue per il suo colore rosa brillante e le sue note aromatiche di frutti rossi, come fragole e ciliegie, accompagnate da un tocco di agrumi e una leggera sfumatura floreale. Al palato, il Kékfrankos Rosé è fresco e vivace, con un’acidità equilibrata che lo rende perfetto per essere gustato da solo o come base per cocktail.

Il Fröccs è una bevanda popolarissima in Ungheria, simile al più conosciuto Spritz italiano. Si ottiene mescolando vino e soda, creando un drink rinfrescante e leggero, ideale per le calde giornate estive. Ciò che rende il Fröccs davvero unico è la grande varietà di combinazioni possibili tra vino e soda.

Esistono più di una ventina di varianti di Fröccs, ciascuna con un diverso rapporto tra vino e soda, per soddisfare tutti i gusti.


Ecco alcune delle varianti più popolari del Fröccs:

1. Nagyfröccs (Grande Fröccs): 2 decilitri di vino e 1 decilitro di soda. Un mix equilibrato e classico.

2. Kisfröccs (Piccolo Fröccs): 1 decilitro di vino e 1 decilitro di soda. Perfetto per chi preferisce una bevanda più leggera.

3. Hosszúlépés (Passo Lungo): 1 decilitro di vino e 2 decilitri di soda. Una versione molto leggera e dissetante.

4. Háziúr (Padre di Casa): 2 decilitri di vino e 3 decilitri di soda. Una variante particolarmente diluita, ideale per rinfrescarsi senza esagerare con l’alcol.

È facile capire perché questa bevanda sia così amata in Ungheria: è semplice da preparare, incredibilmente rinfrescante e adatta per qualsiasi occasione, dalle serate estive in terrazza ai picnic all’aria aperta.

Il Fröccs è molto più di un semplice cocktail, è un vero e proprio simbolo dell’ospitalità ungherese e della loro gioia di vivere.

VINO 3: Préselö Apukám Bora Furmint, un gioiello bianco dalla regione di Tokaj

Tokaj è una delle regioni vinicole più antiche e prestigiose del mondo, situata nel nord-est dell’Ungheria. Il suo clima unico, combinato con un suolo vulcanico ricco di minerali, crea le condizioni ideali per la coltivazione di vitigni di alta qualità.

Il Préselö Apukám Bora Furmint è un vino bianco secco che incarna perfettamente l’essenza della regione di Tokaj.

Si presenta con un colore giallo paglierino brillante. Al naso, offre un bouquet complesso e invitante, con note di mela verde, pera, agrumi e accenni di fiori bianchi e miele. La componente minerale, tipica dei vini di Tokaj, aggiunge profondità e struttura al profilo aromatico.

Al palato, questo Furmint si distingue per la sua freschezza e la vivace acidità, bilanciate da una texture morbida e un finale lungo e persistente.

È un vino che riesce a combinare eleganza e intensità, rendendolo perfetto per accompagnare una varietà di piatti, dai frutti di mare alle carni bianche, fino ai formaggi freschi e alle verdure grigliate.

VINO 4: Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy

L’Olaszrizling, noto anche come Welschriesling in altre regioni dell’Europa centrale, è uno dei vitigni bianchi più diffusi in Ungheria. Nonostante il nome suggerisca una connessione con il Riesling tedesco, si tratta di un vitigno distinto, che produce vini con caratteristiche uniche. È apprezzato per la sua capacità di riflettere il terroir, producendo vini che spaziano da freschi e fruttati a complessi e minerali.

Il Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy proviene dalla regione di Fenye-Hegy, nota per i suoi vigneti di alta qualità. Questo vino bianco si presenta con un colore giallo paglierino luminoso. Al naso, offre un bouquet aromatico ricco e invitante, con note di mela verde, pesca, agrumi e un delicato sentore floreale. La componente minerale, tipica dei terreni calcarei della regione, aggiunge una complessità interessante al profilo olfattivo.

Al palato, il Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy è fresco e vivace, con una buona acidità che lo rende particolarmente versatile negli abbinamenti gastronomici. Le note fruttate di mela e pesca si integrano armoniosamente con accenni di mandorla e una piacevole sapidità minerale. Il finale è lungo e pulito, con una persistenza che invita a un secondo sorso.

Una delle caratteristiche più apprezzate del Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy è la sua capacità di accompagnare una vasta gamma di piatti.

Ecco alcuni abbinamenti suggeriti:

Maiale: La freschezza e l’acidità del vino bilanciano perfettamente la ricchezza e la succulenza della carne di maiale. È ideale con piatti come il maiale arrosto, le costine di maiale alla griglia o una succulenta braciola di maiale.

Frutti di mare: Il profilo aromatico del vino si sposa bene con la delicatezza dei frutti di mare. È eccellente con gamberi alla griglia, cozze al vapore, o un risotto ai frutti di mare.

Formaggi stagionati: La complessità del Mörk Olaszrizling Fenye-Hegy lo rende un ottimo compagno per formaggi stagionati. Da provare con un Pecorino, un Parmigiano Reggiano o un Gouda invecchiato per un abbinamento che esalta sia il vino che il formaggio.

VINO 5: Pastor Kadarka Classic

Il Kadarka è un vitigno rosso originario della regione del Danubio, molto apprezzato in Ungheria e in altre aree dell’Europa centrale. 

Negli ultimi anni, grazie all’impegno di produttori appassionati, il Kadarka sta vivendo una rinascita, diventando sinonimo di vini eleganti e di grande personalità.

Il Pastor Kadarka Classic è un vino che colpisce immediatamente per il suo colore rosso rubino brillante. Al naso, offre un bouquet aromatico intrigante e complesso. Le prime note che emergono sono quelle speziate del pepe nero, seguite da sentori di frutti rossi freschi come ciliegie e lamponi. Questi aromi si intrecciano armoniosamente, creando una sinfonia di profumi che invitano al primo sorso.

Al palato, il Pastor Kadarka Classic continua a sorprendere. La sua struttura è leggera, con tannini morbidi e ben integrati, che lo rendono estremamente piacevole da bere. Le note speziate di pepe nero si fondono con i sapori succosi dei frutti rossi, offrendo un’esperienza gustativa equilibrata e raffinata. Il finale è lungo e persistente, con un retrogusto fruttato che lascia una sensazione di freschezza.


Grazie al suo profilo aromatico e alla sua leggerezza, il Pastor Kadarka Classic è un vino molto versatile in cucina.

Ecco alcuni abbinamenti suggeriti:

Carni bianche e pollame: Questo vino si abbina splendidamente a piatti di carni bianche come pollo arrosto, tacchino e coniglio. Le note di pepe nero esaltano i sapori delle spezie utilizzate in queste preparazioni.

Piatti vegetariani: È ideale con piatti a base di verdure grigliate, funghi e piatti a base di legumi. Provatelo con una parmigiana di melanzane o un risotto ai funghi per un abbinamento perfetto.

Formaggi a pasta molle: Il Pastor Kadarka Classic si sposa bene con formaggi a pasta molle come il Brie, il Camembert e formaggi freschi. Le sue note fruttate e speziate bilanciano la cremosità dei formaggi.

VINO 6: Pastor Bikavér Riserva

Il Bikavér, noto anche come “Sangue di Toro”, è uno dei vini rossi più emblematici dell’Ungheria.

Originario delle regioni di Eger e Szekszárd, il Bikavér è un blend di vari vitigni, il cui mix esatto può variare, ma include spesso Kékfrankos (Blaufränkisch), Kadarka, Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah. Questo vino è noto per la sua complessità, struttura e capacità di invecchiamento.

Il Pastor Bikavér Riserva si distingue per il suo invecchiamento di due anni in botti di rovere, che conferisce al vino una profondità e una complessità aggiuntive. Al calice, si presenta con un colore rosso rubino intenso, con riflessi granati. Questo aspetto visivo già anticipa l’esperienza sensoriale ricca e avvolgente che segue.

Al naso, il Pastor Bikavér Riserva offre un bouquet complesso e stratificato. Le prime note che emergono sono quelle di frutti neri maturi, come prugna e mora, seguite da sentori speziati di pepe nero, chiodi di garofano e vaniglia, derivanti dall’invecchiamento in rovere. Accenni di tabacco, cuoio e cioccolato fondente aggiungono ulteriore profondità al profilo aromatico.


Al palato, il Pastor Bikavér Riserva è pieno e robusto, con tannini vellutati e ben integrati. La struttura del vino è solida, sostenuta da un’acidità equilibrata che ne esalta la freschezza e la bevibilità. I sapori di frutta nera si fondono armoniosamente con le note speziate e legnose, offrendo un finale lungo e persistente, caratterizzato da una piacevole complessità.

Il Pastor Bikavér Riserva è un vino versatile che si abbina bene a una vasta gamma di piatti saporiti e strutturati.

Ecco alcuni suggerimenti per gli abbinamenti:

Carni rosse: Questo vino è perfetto con carni rosse alla griglia, arrosti di manzo, agnello e selvaggina. Le sue note speziate e tanniche si sposano magnificamente con la ricchezza delle carni.

Piatti speziati: Grazie ai suoi sentori di pepe e chiodi di garofano, il Pastor Bikavér Riserva è ideale con piatti speziati come stufati di carne, chili con carne e cucina etnica dal gusto deciso.

Formaggi stagionati: La complessità e la struttura del vino lo rendono un compagno eccellente per formaggi stagionati e saporiti, come il Pecorino, il Parmigiano Reggiano e il Cheddar invecchiato.

Il Pastor Bikavér Riserva è perfetto per chi cerca un vino rosso robusto e complesso, capace di esaltare una cena importante o di essere gustato in meditazione.

VINO 7: Szamorodni Tokaj

Torniamo nel Tokaj, una delle regioni vinicole più antiche e prestigiose al mondo, la cui sua fama è legata principalmente ai vini dolci, ottenuti da uve affette dalla “botrytis cinerea” o muffa nobile, che conferisce ai vini una dolcezza e una complessità ineguagliabili. Il Szamorodni è uno dei vini più rappresentativi di questa tradizione.

Il termine “Szamorodni” deriva dal polacco e significa “come viene”, indicando che il vino viene prodotto utilizzando grappoli interi, sia con acini botritizzati che sani. Questo metodo di produzione conferisce al vino un carattere unico, con un equilibrio tra dolcezza, acidità e complessità aromatica.

Il Szamorodni Tokaj si presenta con un colore dorato intenso, che anticipa la sua ricchezza e concentrazione. Al naso, offre un bouquet aromatico complesso e invitante, con note di frutta secca come albicocca e fico, miele, caramello, e un delicato sentore di vaniglia e spezie. Questi aromi si sviluppano ulteriormente con il tempo, rivelando strati di complessità.

Al palato, il Szamorodni Tokaj è un’esperienza avvolgente. La dolcezza naturale del vino è bilanciata da una vivace acidità, che ne esalta la freschezza e la bevibilità. I sapori di frutta secca e miele si fondono armoniosamente con note di agrumi canditi e mandorla, offrendo un finale lungo e persistente che lascia una sensazione di puro piacere.


Il Szamorodni Tokaj è un vino da dessert per eccellenza, ma la sua versatilità lo rende adatto anche ad altre occasioni.

Ecco alcuni abbinamenti suggeriti:

Dolci a base di frutta: Il Szamorodni si abbina meravigliosamente con torte di frutta, crostate e dolci a base di albicocche, pesche e mele.

Formaggi erborinati: La complessità del vino si sposa perfettamente con formaggi erborinati come il Gorgonzola, il Roquefort e il Stilton, creando un equilibrio tra dolcezza e sapidità.

Foie gras: Per un’esperienza gastronomica raffinata, provate il Szamorodni Tokaj con il foie gras. La ricchezza del foie gras trova un perfetto contrappunto nella dolcezza e nell’acidità del vino.

Se avete l’opportunità di concludere una degustazione di vini ungheresi con questo nettare dorato, vi troverete di fronte a un’esperienza di puro piacere sensoriale.

Il Szamorodni Tokaj rappresenta la quintessenza della tradizione vinicola di Tokaj e vi invita a scoprire e apprezzare la ricchezza del patrimonio enologico ungherese.

Conclusione

Partecipare a questa degustazione è stata un’esperienza che va oltre il semplice piacere del palato. È stata un’opportunità per immergersi nella cultura ungherese, conoscere persone appassionate e scoprire storie che rendono ogni sorso di vino ancora più speciale.

Grazie a GetYourGuide e alla passione di Miki, abbiamo vissuto una serata indimenticabile che consigliamo a tutti gli amanti del vino.

Se vi trovate a Budapest e volete vivere questa esperienza unica, non perdete l’occasione di partecipare alla degustazione di vini ungheresi con Wine the Gap. Sarà un’avventura che arricchirà il vostro viaggio e vi lascerà con ricordi indelebili.

L’esperienza dura circa 2 ore e il prezzo è di 55€ a persona.

Potete prenotare questa fantastica esperienza attraverso il nostro link, se lo farete contribuirete anche a supportare il nostro Blog!!

Quindi grazie a chiunque lo farà.

Speriamo che questo articolo sia stato interessante e di aiuto per tutti voi, ovviamente scriveteci cosa ne pensate nei commenti.

Non vi auguriamo una buona degustazione, e come sempre vi diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

londra
EUROPA, I NOSTRI VIAGGI

Londra in 4 giorni: itinerario

Esplorando l’anima della città

Benvenuti a Londra, una città intrisa di storia millenaria, cultura affascinante e una vivace scena contemporanea. 

Se hai a disposizione 4 giorni per immergerti nell’anima di questa metropoli unica, preparati ad un’esperienza indimenticabile! 

Questo itinerario ti condurrà attraverso alcuni dei luoghi più iconici di Londra, offrendoti un assaggio di tutto ciò che questa città ha da offrire.

GIORNO 1

Bene! Diamo il via alla scoperta di una città dalle mille sfaccettature.

Benvenuto al LONDON EYE, la famosa ruota panoramica che si trova sulla riva sud del Tamigi, uno dei simboli di Londra.

È possibile salire ma data la grande affluenza di turisti meglio prenotare il biglietto on-line per evitare lunghe code.

Poco distante si trovano il PALAZZO di WESTMINSTER, ossia l’edificio del Parlamento inglese dove hanno sede importanti cerimonie di Stato e il suo orologio, il famosissimo BIG BEN.

Proseguiamo con l’ABBAZIA DI WESTMINSTER, famosa per essere il luogo delle incoronazioni e di sepoltura dei sovrani d’Inghilterra.

Passando di fronte alla HOUSEHOLD abbiamo assistito ad una breve, ma molto interessante, cerimonia a cavallo.

Proseguendo troviamo ST JAMES’S PARK, il più antico tra i parchi Reali di Londra.

Con il suo laghetto, abbiamo notato tanti animali al suo interno: cigni, anatre, oche e pellicani oltre ai vari scoiattoli che sfrecciavano nel verde del parco.

A poca distanza si raggiunge BUCKINGHAM PALACE, la residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito.

Qui siamo riusciti anche a vedere il cambio della guardia, controlla però il sito ufficiale per rimanere aggiornato sugli orari e i giorni nei quali avviene la cerimonia.

Considera che in caso di pioggia potrà essere annullata anche 15 minuti prima.

Ci spostiamo verso TRAFALGAR SQUARE, questa piazza venne dedicata al ricordo della battaglia di Trafalgar dove l’Inghilterra sconfisse le flotte di Francia e Spagna durante le guerre napoleoniche.

Qui troviamo anche il NATIONAL GALLERY, un museo enorme e bellissimo che può essere visitato gratuitamente, meglio prenotare on-line la visita, anche se gratuita, per evitare di fare file.

GIORNO 2

Un altro simbolo della città è il famosissimo TOWER BRIDGE, venne costruito come alternativa al London Bridge per attraversare il Tamigi e dal 1894 fa parte dello skyline di Londra.

È possibile visitarlo anche all’interno, noi ci siamo limitati ad ammirarlo da fuori.

Ci è piaciuto tantissimo, per i suoi colori e la sua architettura, è ancora più spettacolare al tramonto e illuminato di notte diventa magico.

Attraversando il ponte si arriva alla TOWER of LONDON, una fortezza posta al centro di Londra sulla riva nord del Tamigi. 

Venne costruita nel 1066 e nel corso dei secoli subì svariati assedi, in quanto il suo controllo è sempre stato ritenuto fondamentale per il controllo della nazione.

Passiamo ora ad un’altra cattedrale famosissima a Londra, la Cattedrale di ST. PAUL, meravigliosa è dir poco.

La cupola domina l’esterno della cattedrale e l’intero panorama della città.

Si può ammirare anche dall’alto perché a pochi passi dalla Cattedrale è possibile salire gratuitamente al Roof Terrace del One New Chance che si trova al sesto piano.

Da qui la vista è pazzesca!!

Attraversiamo il MILLENNIUM BRIDGE per raggiungere il TATE MODERN, un altro enorme museo, questa volta di arte moderna, visitabile per lo più gratuitamente, solo alcune aree necessitano di un biglietto.

Passiamo ai grattaceli spettacolari di CANARY WHARF sede di molte banche e studi professionali di un certo spessore. 

Oggi sta diventando sempre di più una destinazione per lo shopping, mentre un tempo veniva sfruttata per il suo molo.

Nonostante l’atmosfera urbana e commerciale è ricca di spazi verdi e romantici canali.

Vi abbiamo parlato delle mille sfaccettature di Londra, questo quartiere infatti è totalmente diverso da qualsiasi altro visto finora, siamo a CAMDEN TOWN, famosa per i suoi colori, il suo mercato, lo street food e lo stile di vita alternativo, eccentrico e trasgressivo dei suoi abitanti.

Dobbiamo confessare che non si tratta della zona che amiamo di più, è tutto troppo esagerato per i nostri gusti, ma va comunque collocato tra le zone più particolari da vedere.

Questa parte di Londra invece l’abbiamo davvero amata, ci troviamo a COVENT GARDEN, il centro della vita culturale e artistica di Londra.

Qui si trova la Royal Opera House, uno dei più importanti teatri d’opera del mondo, inoltre abbiamo passeggiato osservando il caratteristico mercatino di creazioni artistiche, souvenir e graziosi atelier.

Per provare il cibo proveniente da quasi tutto il mondo ti consigliamo il SEVEN DIALS MARKET, si tratta di un’area su più livelli con decine di micro ristoranti e bar che offrono una scelta quasi infinita di pietanze!!

GIORNO 3

Hai presente le classiche casette dai colori pastello che si vedono sempre nei film ambientati a Londra? Si trovano a NOTTING HILL, in particolare ricorderai la libreria famosissima del film con Julia Roberts e Hugh Grant.

Poco distante ci ha colpito la street art di PORTOBELLO ROAD.

Attraversiamo HYDE PARK che, con i suoi 140 ettari, rappresenta il parco più grande del centro di Londra. 

Il luogo perfetto per rilassarsi e passeggiare immersi nel verde.

Raggiungiamo quindi il NATIONAL HISTORY MUSEUM.

Lo abbiamo adorato, sia all’esterno perché sembra di essere catapultati direttamente in un film di Harry Potter per la sua architettura, sia all’interno.

È immenso, per visitarlo tutto serve almeno mezza giornata, non avendo tanto tempo a disposizione abbiamo visitato solo alcune aree.

Spettacolare lo scheletro della balenottera azzurra appeso al soffitto all’ingresso e sai qual’è la notizia bomba?

È totalmente gratuito! Non puoi perderlo assolutamente.

Questa invece è una mostra immersiva permanente che si chiama FRAMELESS, a pochi passi da Marble Arch, un pò costosa ma super emozionante. 

Probabilmente la mostra immersiva più bella mai vista finora.

Un must quando si tratta di shopping a Londra sono gli HARRODS, non abbiamo comprato nulla, anche perché i prezzi sono folli, eravamo solo curiosi di immergerci nel mood del più famoso centro commerciale di lusso della città.

GIORNO 4

Iniziamo il nostro quarto e ultimo giorno alla BRITISH LIBRARY, la biblioteca nazionale del Regno Unito e una delle più importanti al mondo.

Al centro si trova una torre di vetro di 6 piani contenente la “biblioteca del Re” ed è spettacolare, ci ha fatto ripensare molto ad una scena del film Interstellar.

Vicino alla biblioteca troviamo la KING’S CROSS STATION, la stazione ferroviaria di Londra dove si trova anche il binario 9 e tre quarti del film Harry Potter, è stato però spostato dalla posizione originaria ed è diventata la classica “trappola per turisti” con il tipico negozietto di souvenir accanto.

A nostro avviso invece, merita molto di più una visita la stazione di ST PANCRAS, costruita durante l’età vittoriana.

L’esterno della struttura è particolarmente suggestivo e sembra di tornare indietro nel tempo, o dentro ad un film.

Da FORTNUM E MAISON ci siamo mangiati dei mega gelatoni e fatto brunch pazzeschi, si tratta però di un luogo molto, molto turistico.

Ma a volte turistico non significa cattivo, giusto?

Passiamo ora a due grandi classici: OXFORD STREET che con i suoi 2 km di lunghezza rappresenta la via commerciale più grande d’Europa e PICCADILLY CIRCUS, famosa per le enormi insegne luminose delle varie pubblicità.

Un altro quartiere caratteristico da visitare a Londra è SOHO, è il centro della movida con la vita notturna, i movimenti artistici, la zona più trasgressiva se consideriamo i sexy shop e i bar gay.

Il quartiere è particolarmente legato alla musica rock, infatti qui hanno vissuto e suonato artisti e band come Beatles, Rolling Stones, Elton John, i Queen, e tanti altri.

In questo quartiere siamo rimasti affascinati dai colori di CARNABY STREET, una meta da non perdere per lo shopping nei negozi vintage, in stretto rapporto con la musica e la cultura pop.

Conclusioni:

Ovviamente a Londra c’è anche tanto altro, ma come primo viaggio direi che può andare. Abbiamo visto diversi lati di una città che non dorme mai. Dalle mille sfaccettature e le mille sorprese.

Questi 4 giorni a Londra ci hanno permesso di scoprire il meglio della città, dai monumenti storici alle esperienze autentiche. 

Ma anche il peggio, purtroppo, chi ci ha seguito nelle storie su instagram lo sa bene.

Per questo ti mettiamo in guardia, attenzione ai furti anche in pieno centro.

Con questo non vogliamo scoraggianti a visitare Londra, anzi tutt’altro, vogliamo solo informarti che con qualche accortezza in più potrai goderti una vacanza magnifica.

Speriamo che questo itinerario possa esserti utile se stai organizzando un viaggio a Londra, se invece la conosci e vuoi consigliare altri luoghi pazzeschi da visitare scrivili nei commenti!

Noi ti aspettiamo al prossimo Portami a Vedere.

Vista di Venezia
RUBRICHE, UN GIORNO A

Cosa vedere 1 giorno a Venezia, itinerario e consigli

Un affascinante viaggio attraverso i canali e le bellezze della città

Benvenuti a Venezia, la città dei canali incantevoli, dei palazzi maestosi e delle atmosfere romantiche! 

Se hai solo un giorno per esplorare questa meravigliosa città, non temere, perché in questo articolo ti guideremo attraverso un tour giornaliero per scoprire tanti luoghi pazzeschi di questa città. 

Preparati ad immergerti nell’arte, nella storia e nel fascino di Venezia!

Prima di tutto svegliati presto e indossa un paio di scarpe comode perché dovrai camminare un bel po’.

Noi ci siamo fatti ben 21 km in circa 12 ore!!

1. PONTE dei SOSPIRI

Si parte dal Ponte dei Sospiri, il ponte che collega il Palazzo Ducale alle Prigioni.

Secondo la storia, il termine sospiri è riconducibile ad attimi di disperazione infatti il condannato, percorrendo il ponte, aveva l’occasione di guardare per l’ultima volta il cielo attraverso le piccole fessure e sospirare un lento addio alla sua libertà.

2. PIAZZA SAN MARCO

A pochi passi potrai ammirare Piazza San Marco, la Basilica, il Campanile e la Torre dell’Orologio, ma se hai solo un giorno a disposizione e vuoi vedere anche tante altre cose dovrai ammirarli solo dall’esterno. 

Oppure puoi decidere di dedicare almeno mezza giornata alla loro visita tralasciando altre cose.

3. GIARDINI REALI

Poco distanti ci sono i Giardini Reali, si possono visitare gratuitamente ma solo in alcuni giorni della settimana e in orari specifici, quindi controlla il caro vecchio Google.

Si tratta comunque di una visita abbastanza breve.

4. SCALA CONTARINI del BOVOLO

Proseguiamo con la Scala Contarini del Bovolo, la scala a chiocciola più famosa di Venezia.

Si narra che Pietro Contarini fece costruire questa scala perché voleva raggiungere la sua camera da letto a cavallo.

È alta 28 metri e con un biglietto di 8 euro si può salire per avere la visuale dall’alto della città e visitare una mostra all’interno del palazzo.

5. PONTE di RIALTO

Non può mancare l’iconico Ponte di Rialto.

Famoso sia per la sua struttura architettonica che per la sua storia.

Per anni fu il fulcro dell’economia di Venezia, venne costruito tra il 1588 e il 1591 per sostituire la precedente struttura il legno, dopo essere collassata e bruciata più volte.

Diverse leggende si celano dietro alla sua lenta costruzione.

6. FONDACO dei TEDESCHI

Accanto al ponte si trova il Fondaco dei Tedeschi, un centro commerciale di lusso con una terrazza panoramica visitabile gratuitamente, ma solo con prenotazione on-line.

Non fare il nostro stesso errore, ci siamo totalmente dimenticati di prenotare e ci siamo persi la sua famosa vista panoramica.

7. MERCATO di RIALTO

Non perdere l’occasione di fare un salto anche al Mercato di Rialto, infatti ha origini antichissime, si realizza fin dal 1097.

Lo puoi trovare tutte le mattine dalle 9:00 alle 12:00 nel Campo della Pescaria.

8. TEATRO ITALIA

Continuiamo con il Teatro Italia, si tratta di un supermercato all’interno di un ex teatro e qui potrai ammirare gratuitamente gli affreschi girando tra gli scaffali del supermercato.

Molto particolare e suggestivo.

9. PONTE CHIODO

Siamo poi andati al Ponte Chiodo, l’unico ponte senza parapetto, scoprendo solo più tardi che fosse oramai un ponte privato.

Rimane comunque una particolare attrazione da osservare a Venezia.

10. PALAZZO TETTA

Proseguendo, in pochi passi, ci siamo ritrovati sul Ponte dei Conzafelzi, il luogo perfetto per poter ammirare il Palazzo Tetta, uno dei pochi palazzi a Venezia circondato dall’acqua da tre lati.

11. CALLE VARISCO

Ci siamo schiacciati a Calle Varisco, la via più stretta della città per scoprire che sbucava direttamente sul canale quindi siamo tornati indietro, ma è stato comunque molto divertente.

12. LIBRERIA ACQUA ALTA

Una tappa imperdibile ma purtroppo presa d’assalto dai turisti è la Libreria Acqua Alta,  molto particolare perché qui i libri sono stati anche trasformati in veri e propri oggetti d’arredamento.

Però armati di pazienza, perché ci sarà la fila a tutte le ore, merita comunque una sbirciatina se è la tua prima volta a Venezia.

13. PALAZZO GRIMANI

Siamo poi entrati a Palazzo Grimani, una dimora storica, ricca di pavimenti decorati, preziosi marmi e volte affrescate.

Seguendo un percorso ben preciso si giunge alla stanza più famosa: la Tribuna, un tempio chiuso su tre lati e illuminato dall’alto, ispirato al Pantheon.

Al Secondo piano invece vengono allestite delle mostre temporanee.

14. MUSEO FORTUNY

Abbiamo proseguito con il Museo Fortuny, la casa-museo dell’artista Mariano Fortuny.

Si tratta di uno dei più grandi palazzi di Venezia in stile gotico, all’interno purtroppo non abbiamo potuto fare video, solo tante foto.

15. PONTE dell’ACCADEMIA

Continuando il nostro giro ci siamo fermati al Ponte dell’Accademia, infatti dalle sue scalinate si coglie una delle viste più romantiche e paesaggistiche di tutto il Canal Grande.

Ti consigliamo di trovarti qui al tramonto per rendere lo scenario ancora più suggestivo.

16. CHIESA di SAN ZACCARIA

Abbiamo terminato la nostra esplorazione entrando nella Chiesa di San Zaccaria.

Qui abbiamo potuto visitare la sua cripta allagata al prezzo di 3 euro.

Si tratta di una visita molto breve e forse ci è piaciuta più la chiesa rispetto alla sua cripta, ma è comunque una cosa molto particolare da osservare, per cui te la menzioniamo.

BACARO TOUR

Inoltre, durante questo giro di circa 21 km è stato un piacere perderci per le suggestive vie della città.

Infine abbiamo concluso la giornata con un divertentissimo Bacaro Tour.

Il Bacaro è la tipica osteria veneziana dove prendere Ombre e Cicchetti.

L’Ombra sarebbe un bicchiere di vino della casa e i Cicchetti prendono il nome dal latino Ciccus che significa piccole quantità infatti stiamo parlando di piccoli bocconcini, generalmente fette di pane con sopra affettati o baccalà ma anche fritti e tante altre cose sfiziose.

CONCLUSIONI

Speriamo che questo articolo ti sia piaciuto e possa esserti di aiuto.

Se conosci altri luoghi che meritano di essere visti a Venezia scrivili nei commenti.

Così darai un prezioso consiglio a tutti i lettori.

Sarà sicuramente utile anche a noi per un futuro soggiorno a Venezia.

Se vuoi dare un’occhiata ad altri itinerari giornalieri ti consigliamo la nostra rubrica UN GIORNO A.

E noi come sempre ti aspettiamo al prossimo Portami a Vedere.

Altarocca degustazione panorama
ENOGASTRONOMIA, RUBRICHE

Degustazione di Vino in Umbria, a due passi da Orvieto

Altarocca Wine Resort:

Un’oasi di lusso e raffinatezza immersa tra le colline umbre, a pochi passi dalla città di Orvieto. 

Le camere e le suite del Resort offrono una vista mozzafiato sui vigneti e gli uliveti circostanti. 

Gli ospiti possono godere di servizi di prima classe, tra cui una piscina all’aperto, un centro benessere e un ristorante per deliziare il palato con prelibatezze locali e vini di produzione propria.

Altarocca infatti è rinomata per la produzione di vini di alta qualità che riflettono l’autenticità e il carattere del territorio umbro. 

L’Anima della Cantina:

Fondata agli inizi degli anni 2000, la Cantina Altarocca è il risultato della passione tramandata di nonno Mario ai suoi nipoti, una passione che si traduce in vini di eccellenza. 

Le uve, provenienti da vigneti di proprietà estesi per 11 ettari a 350 metri di altitudine, trovano terreno ideale su suoli ricchi di argilla e tufo, baciati dal sole umbro. 

Altarocca abbraccia varietà tipiche del territorio orvietano, dall’antico Procanico alla Malvasia, dal Grechetto al Canaiolo, senza trascurare vitigni internazionali come il Merlot e lo Chardonnay. 

Dal 2016, la certificazione biologica è la testimonianza tangibile dell’impegno per la sostenibilità e la qualità.

Visita di Vigne e Cantina:

La visita di vigne e cantina è un’esperienza coinvolgente ed educativa che permette ai visitatori di scoprire i segreti della produzione vinicola umbra. 

Guidati da esperti, i partecipanti vengono condotti in un viaggio attraverso il processo di produzione del vino, dalla cura delle viti alla vinificazione.

Gli ospiti hanno quindi l’opportunità di esplorare le strutture della cantina, osservando da vicino le moderne attrezzature e i tradizionali metodi artigianali impiegati nella produzione dei vini Altarocca. 

L’esperienza di degustazione:

La degustazione, guidata con passione da Sommelier esperti, offre informazioni dettagliate su ciascun vino.

Un viaggio sensoriale attraverso i sapori e gli aromi.

Ogni sorso è un’esperienza unica, arricchita dalla bellezza dei paesaggi circostanti ed il tutto è accompagnato da prelibati assaggi di prodotti locali, come formaggi e salumi.

Entrando nello specifico, abbiamo dato il via alla degustazione con 2 calici di vino bianco, proseguito con dell’olio extravergine di oliva e terminato con 2 calici di vino rosso.

Ed ora ve li presentiamo uno ad uno:

Arcosesto Orvieto Classico DOC

Immagina di sollevare il calice e lasciare che la luce danzi attraverso il colore giallo paglierino del vino, accarezzato da leggeri riflessi verdognoli che invitano ad un viaggio sensoriale. 

All’olfatto, un bouquet delicato si apre, rivelando note di frutta fresca e profumi di fiori bianchi, che anticipano l’esperienza gustativa imminente. 

Con un sorso, freschezza e delicatezza si fondono armoniosamente, mentre una spiccata acidità e mineralità danzano sulla lingua.

Arcosesto si dimostra un compagno versatile e raffinato. 

Perfetto come aperitivo, accompagna con maestria antipasti leggeri, piatti di pesce fresco e carni bianche, elevando ogni boccone con la sua freschezza e complessità.

Si ottiene da uve di Grechetto, Procanico e Malvasia.

Albaco Orvieto Classico Superiore DOC

Dal brillante colore giallo paglierino, con riflessi dorati.

All’olfatto si possono percepire deliziose note di frutta fresca, accompagnate da eleganti accenni di fiori di acacia, mentre sussurri avvolgenti di legno completano l’esperienza sensoriale.

Il primo sorso svela un equilibrio perfetto, secco ma al contempo elegante, con note di frutta matura che si intrecciano con sottili accenni di spezie, lasciando un’impronta di raffinata armonia.

Versatile e sofisticato, perfetto in abbinamento a zuppe di verdure, carni bianche succulente, prelibati fritti e selezione di formaggi.

Servito a una temperatura consigliata di 12 gradi, rivela tutta la sua complessità e personalità.

Albaco è il risultato di un’armoniosa fusione di uve di Grechetto, Chardonnay e Procanico.

Librato Rosso Orvietano DOC

Il suo colore è rosso rubino intenso con riflessi violacei.

All’olfatto, note ricche di frutta rossa matura e di sentori vegetali.

Il primo sorso è un’esplosione di pienezza ed equilibrio, con eleganti note di frutta che si fondono armoniosamente con tannini morbidi e avvolgenti, creando un’esperienza gustativa indimenticabile.

Librato si sposa magnificamente con primi piatti di carne, carni arrosto e formaggi semi-stagionati, aggiungendo un tocco di raffinatezza e complessità a ogni boccone. 

Servito a una temperatura consigliata tra i 14 e i 16 gradi, rivela appieno la sua complessità e personalità.

Si ottiene da uve di Cabernet Franc e Canaiolo.

Lavico Rosso Umbria IGT

Il suo rosso rubino luminoso brilla come un gioiello nel bicchiere. 

All’olfatto, un bouquet intenso cattura i sensi, con note di ribes, amarena e accenni di cacao, creando un’atmosfera avvolgente e affascinante. 

Il primo sorso è un’esplosione di complessità e pienezza, con una decisa presenza di tannini che si sposano armoniosamente con la freschezza e una leggera mineralità.

Lavico è il compagno ideale per primi piatti succulenti, carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, servito a una temperatura consigliata tra i 16 e i 18 gradi.

Ottenuto da uve Merlot e Cabernet Sauvignon.

In ogni sorso di Lavico si rivela la forza e l’eleganza di un vino che incarna la bellezza e l’autenticità del territorio umbro, offrendo un’esperienza degustativa unica e coinvolgente, capace di appagare i sensi e l’anima di chiunque lo assapori.

Non a caso è stato senza dubbio il nostro preferito!

Olio Extravergine Biologico Certificato Frantoio Altarocca

Frutto di un sapiente blend delle varietà tradizionali moraiolo, leccino e frantoio, questo olio è una vera delizia per i sensi. 

Con una bassissima acidità e un’elevata concentrazione di polifenoli, offre non solo un gusto squisito ma anche notevoli proprietà antiossidanti e una longevità ineguagliabile.

Con un’età media di 20 anni, ogni pianta è curata con passione e rispetto per la tradizione, garantendo un’olio di qualità superiore.

La raccolta delle olive avviene a mano, con attenzione e dedizione, da metà ottobre a metà novembre, preservando la freschezza e l’integrità del frutto. 

Subito dopo la raccolta, le olive sono sottoposte a una lavorazione rapida ed efficiente, attraverso un ciclo continuo che consente di ottenere l’olio finito in sole due ore. 

La molitura avviene con sottilissime lame e martelli, senza sprigionamento di calore, seguita da un’estrazione a freddo e un attento processo di decantazione e filtraggio per garantire la massima purezza e freschezza del prodotto.

Si presenta con un colore giallo dorato e leggere note verdi, emanando un profumo ampio e fine, arricchito da sentori di agrumi e una dolcezza vegetale. 

Al palato, rivela un fruttato delicato e avvolgente. 

Ideale per un consumo a crudo, per arricchire piatti e insalate, ma grazie al suo punto di fumo elevato, si presta anche all’uso in cucina, conferendo un tocco di eccellenza a ogni preparazione.

In conclusione:

L’esperienza di degustazione presso Altarocca Wine Resort è molto più di un semplice assaggio di vino, è un’opportunità per immergersi completamente nella cultura enogastronomica dell’Umbria, scoprendo i suoi tesori nascosti e lasciandosi incantare dalla sua bellezza e autenticità.

Per questo motivo la consigliamo sia ai locali sia a chi invece decide di trascorrere qualche giorno nella zona di Orvieto, per entrare ancora più in sintonia con il territorio.

Ringraziamo Altarocca Wine Resort per averci offerto l’opportunità di vivere questa fantastica esperienza.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile, se ti va scrivici cosa ne pensi nei commenti, se sei mai stato in Umbria o se vorresti degustare anche tu queste prelibatezze.

Ti leggiamo con grande piacere!

Se ti piacciono le degustazioni, ti invitiamo a leggere anche la nostra esperienza in Chianti nell’articolo dedicato.

Buon viaggio, tra gusti e sapori, e noi ti aspettiamo come sempre al prossimo Portami a Vedere.

Fuerteventura
EUROPA, I NOSTRI VIAGGI

CANARIE: FUERTEVENTURA IN 7 GIORNI

Esplorare l’isola da nord a sud: ecco cosa fare e vedere

In questo articolo vi portiamo alla scoperta di Fuerteventura, un’isola delle Canarie, sportiva e avventurosa ma che allo stesso tempo ci regala calma e tranquillità. Attraverso questo tour virtuale gireremo l’isola da nord a sud, mostrandovi le tante meraviglie che offre.

Il clima? É mite tutto l’anno. Il mare? Una meraviglia! Risultato? Non volevamo più tornare a casa!

Ecco cosa siamo riusciti a vedere in 7 giorni.

PARTIAMO DAL NORD:

1. Corralejo

Una cittadina molto viva, ricca di locali, ristoranti, strutture alberghiere e ovviamente di turisti.

Se parliamo di cibo qui ce n’è davvero per tutti i gusti, che vogliate fare un aperitivo, mangiare pesce, carne, la famosa paella o le tapas tipiche del luogo, troverete di tutto.

Oltre a mangiare e divertirvi in città, vi basterà spostarvi di qualche km per rimanere affascinati dalle Dune di Corralejo, diventato parco naturale nel 1982.

Vi sembrerà di sbucare direttamente in mezzo al deserto, provare l’ebbrezza di camminare tra le dune, dove però a pochi passi troverete l’oceano, con sabbia bianca, finissima e acqua cristallina.

Per i più avventurosi è anche possibile prenotare delle escursioni in quad proprio tra le dune.

Inoltre, per chi ha ancora più sete di scoperta, da Corralejo partono dei traghetti diretti all’isola di Lobos (più piccola e vicina) o a Lanzarote (altra grande isola che fa sempre parte delle Canarie).

2. Pop-Corn Beach

Spostandoci ancora più a nord una tappa bizzarra è la famosa pop-corn beach.

Sì, avete letto bene!

Una spiaggia diventata oramai famosa grazie alle foto dei visitatori, nella quale al posto della classica sabbia sembra di camminare su una distesa di popcorn.

Si tratta di piccoli coralli bianchi che una volta arrivati a riva dalla corrente si sono modellati negli anni con l’erosione marina, fino ad assumerne la tipica forma.

3. Faro del Toston

Il faro più a nord dell’isola, bianco e rosso, crea un piacevole contrasto con cielo e oceano. 

Si trova a circa 5 km da El Cotillo, e dal 1897 illumina lo stretto di Bocaina che divide Fuerteventura e Lanzarote.

All’interno troverete anche il Museo della pesca tradizionale. 

Qui ci siamo goduti il nostro primo tramonto, vi consigliamo di portare un telo da stendere sulla spiaggia per ammirare lo spettacolo che la natura vi offrirà.

I tramonti su questa isola sono magici. 

4. El Cotillo

Cosa c’è di meglio del godersi una gustosa cenetta magari con vista sull’oceano? 

Soprattutto dopo una giornata di escursioni, un po’ di relax è l’ideale e ad El Cotillo siete nel posto giusto, qui ci sono i migliori ristoranti di pesce dell’isola.

Poco distante dalla zona abitata partono delle stradine sterrate che vi porteranno alle meravigliose spiagge (Playa de la Escalera ne è un esempio), sono davvero enormi con un’alternanza di sabbia fina e rocce scure sulle quali si infrangono le onde imponenti. 

I surfisti saranno i protagonisti, soprattutto nelle giornate più ventilate.

Qui altri tramonti mozzafiato vi aspettano.

5. Barranco de Los Encantados

Una vera e propria zona paleontologica: il Barranco de los Encantados, un luogo in continuo mutamento, formatosi nel corso del tempo (millenni) grazie all’accumulo di sabbia proveniente dall’oceano, che ritiratosi, ha esposto le terre agli agenti atmosferici. 

Il susseguirsi di questi fenomeni naturali ha scavato e levigato la roccia rendendola ricca di cunicoli e creando forme particolarissime.

Come arrivare al Barranco?

Abbiamo parcheggiato qui (queste le coordinate 28.629763 – 14.005064) e proseguito a piedi seguendo il letto del fiume. 

Abbiamo camminato fino ad arrivare ad un cartello che ci ha confermato di essere nel posto giusto.

Piccolo appunto: evitate le ore più calde, armatevi di acqua fresca e cappello perchè  addentrandovi il vento potrebbe calare rendendo la camminata più difficoltosa.

6. Calderon Hondo

Fuerteventura è di origine vulcanica, proprio per questo oggi è possibile scalare e ammirare uno dei vulcani più conosciuti dell’isola. 

Quindi senza dubbio un’altra tappa imperdibile a nord è il Calderon Hondo.

Dal parcheggio si cammina lungo il percorso per circa 15 minuti, l’ultimo tratto in salita ci porta alla cima dove si ha modo di ammirare la bocca del vulcano e dalla parte opposta il panorama che sfuma verso il mare e vede Lanzarote sullo sfondo.

Andare all’orario dell’alba o del tramonto rende l’ambiente ancora più spettacolare.

Noi abbiamo optato per il tramonto. 

LA PARTE CENTRALE DELL’ISOLA

7. Piscine naturali

Una cosa davvero affascinante è osservare come cambia il paesaggio in base alle maree.

Proprio in merito a questo vi vogliamo parlare di luoghi che ci hanno molto colpito: le piscine naturali.

Per evitare di trovarvi impreparati vi consigliamo di controllare l’andamento di queste tramite il sito web e cercare di raggiungere questi posti più vicini possibile all’ora della bassa marea.

Partiamo dalle più estese e scenografiche: le piscine naturali di Aguas Verdes, a Playa del Valle.

Qui dovrete camminare sugli scogli per scegliere la piscina che più vi piace, si tratta di un ambiente molto selvaggio e forse proprio per questo così spettacolare.

Immaginate di essere già lì, l’oceano si infrange sulla roccia scura, eppure questa vi ripara dalle onde e dal vento per creare un piccolo angolo di paradiso, un bel sole splende sopra di voi e l’acqua cristallina vi rinfresca, fate un bel tuffo ed ecco che non vorrete più andare via.

Esattamente dal lato opposto e quindi sulla costa ad Est di Fuerteventura troviamo la piscina naturale di Caleta De Fuste. Una volta raggiunto il paese, molto carino e turistico, lo attraverserete e appena fuori dalla zona residenziale troverete un piccolo parcheggio molto vicino alla “piscina”.

Molto importante: se decidete di fermarvi per godervi lo spettacolo portate cibo e acqua dato che non troverete bar o ristoranti nelle vicinanze.

8. Mulini a vento

Spostandovi all’interno dell’isola abbiamo notato una sua peculiarità: gli antichi mulini a vento. 

Alcuni sono in ottimo stato, quindi visitabili e decisamente instagrammabili.

Il luogo perfetto per fermarvi a scattare qualche foto.

9. Saline del Carmen

Sempre nella zona centrale ci siamo fermati alle Saline del Carmen, sono le uniche saline di Fuerteventura ancora in funzione. 

Qui troviamo due percorsi, uno interno con il museo vero e proprio dove viene spiegato il ruolo del sale nel corso del tempo e la sua importanza, l’altro esterno dove si possono osservare le vasche nelle quali viene raccolta l’acqua per poi farla evaporare grazie al calore del sole e poter infine procedere con l’estrazione del sale.


Tra le vasche e il mare si trova imponente lo scheletro di una balena, impressionante poterlo osservare da vicino.

A movimentare il tutto c’è stato un gruppo di piccoli amici pelosetti. A guardia delle saline, nascosti in una piccola struttura composta da pietre, ci siamo imbattuti in dei simpatici scoiattolini che prima si avvicinano in cerca di cibo ed un attimo dopo si lanciano per gioco in inseguimenti mozzafiato. 

10. Faro de la Entallada

Altra tappa da non perdere è sicuramente il faro a nostro avviso più bello dell’isola: il Faro de la Entallada.

Si trova nella costa ad est ed è il punto più vicino all’Africa, quindi fondamentale per il traffico marittimo di questa zona. 

Bellissimi i suoi colori, in muratura rossa e bianca, ottima la sua posizione che permette di godersi il panorama in ogni sua angolazione. 

Occhio a chi soffre di vertigini, la sua altezza e il pendio che scende ripido nell’oceano potrebbero impressionare.

Il faro infatti si trova sulla cima di una montagna, arrivare significa percorrere in auto una stradina abbastanza stretta e non troppo rassicurante se incontrerete altre auto nella direzione opposta, ma una volta in cima troverete un vista che vi toglierà il fiato. 


Essere in cima ad una scogliera di circa 200 metri può darvi l’impressione di essere molto piccoli in confronto all’infinito che avrete di fronte, ma state tranquilli perché è ben protetto.

È anche possibile visitarlo all’interno, dove un tempo si trovavano le stanze adibite a residenza per il guardiano e la sua famiglia, oggi c’è uno spazio espositivo, con mostre che si alternano durante l’anno.

11. Arco de Las Penitas

Siete pronti per una bella camminata? 

Armiamoci di acqua, vestiti comodi, scegliamo un’ora del giorno non troppo calda e andiamo al Barranco de las Penitas. 

Vi avvertiamo, ci sono dei punti difficoltosi dove dovrete quasi arrampicarvi, ma nulla di impossibile. Prendetevi i vostri tempi e una volta raggiunta la cima del barranco godetevi la meraviglia.

Vi troverete di fronte ad un’opera d’arte dove l’unica artista è la natura, sarete di fronte all’Arco de las Penitas.

Si tratta di un arco in pietra rossa levigato e modellato dal vento, dalla sabbia e dalla pioggia nel corso del tempo.

Una meraviglia.

ED ORA PARLIAMO DEL SUD

Il sud vi stupirà per le immense spiagge.

Qui avrete la possibilità di rilassarvi in luoghi incontaminati.

12. Playa de Cofete

La più isolata e selvaggia in assoluto è Playa de Cofete.

Una lingua di terra lunga chilometri che divide la catena montuosa di Jandia dalle onde prorompenti dell’oceano.

Arrivare significa guidare per una buona mezzora su strade sterrate, ma ne vale veramente la pena.

Date le sue dimensioni, nonostante non mancheranno sicuramente i turisti, potete trovare tranquillamente (facendo pochi passi in più) un posticino tutto per voi.

Portate acqua e cibo perché intorno non troverete bar o ristoranti. 

Questo è il posto giusto per staccare la spina e respirare a pieni polmoni. 

13. Playa de Sotavento

L’altra spiaggia che ci ha rubato il cuore è stata Playa de Sotavento, molto diversa dalle altre zone dell’isola. 

La consigliamo soprattutto durante la bassa marea quando si vengono a creare delle insenature che donano all’ambiente un aspetto da sogno, da non perdere assolutamente.

Questo è il luogo perfetto per rilassarvi, prendere il sole, nuotare nell’oceano o fare surf, a voi la scelta.

14. Morro Jable

Torniamo alla civiltà andando in città, il paese più a sud dell’isola si chiama Morro Jable.

Qui continuiamo a trovare spiagge chilometriche ma anche negozi, ristoranti, hotel e stabilimenti.

Ottimo per pranzo o cena.

In conclusione:

Il nostro tour virtuale nell’isola di Fuerteventura termina qui.

Speriamo di avervi dato tanti spunti interessanti per organizzare il vostro itinerario e se invece conoscete altri luoghi da non perdere assolutamente in questa bellissima isola vi invitiamo a scriverli nei commenti.

Sarà un ottimo modo per aiutare tutti i lettori e anche un prezioso consiglio per il nostro prossimo viaggio a Fuerte.

Ora, come sempre, vi diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

elia ilenia chianti copertina
ENOGASTRONOMIA, RUBRICHE

Esplorando il fascino del Chianti

Vino, Storia, Territorio e Degustazioni

Il Chianti, celebre regione vinicola situata nel cuore della Toscana, incanta gli amanti del vino con la sua ricca tradizione, la bellezza paesaggistica e il gusto inconfondibile dei suoi vini.

Al centro di questa esperienza sensoriale straordinaria si trova il Chianti Classico, un vino raffinato che riflette secoli di storia e impegno artigianale.

Il Vino Chianti Classico: Eleganza Inconfondibile

Il Chianti Classico, prodotto nella zona delimitata tra le città di Firenze e Siena, è una denominazione che ha conquistato il palato di intenditori di tutto il mondo.

Composto principalmente da uve Sangiovese, questo vino si distingue per il suo colore rubino intenso, il bouquet floreale e fruttato, e la sua complessità aromatica che si sviluppa con l’invecchiamento.

La produzione del Chianti Classico è soggetta a regole rigorose che preservano la qualità e la tradizione. La percentuale di Sangiovese deve essere almeno dell’80%, accompagnato da uve autoctone come Canaiolo e Colorino, con possibilità di integrare altre varietà.

Questa combinazione artigianale dona al vino la sua personalità unica, riflettendo il carattere del territorio circostante.

Storia Vinicola Intramontabile

La storia del Chianti affonda le sue radici nei secoli.

La prima menzione del vino risale al XIII secolo, ma è nel Settecento che il Granduca di Toscana, Cosimo III de’ Medici, delimitò per la prima volta l’area di produzione, creando quello che oggi conosciamo come Chianti Classico.

La leggenda vuole che il gallo nero, simbolo del Consorzio del Chianti Classico, sia nato da una competizione enologica tra i comuni di Firenze e Siena, decidendo chi avrebbe guidato la produzione vinicola nella zona.

Il Territorio Incantevole

Il paesaggio toscano che circonda il Chianti Classico è un dipinto vivente.

Colline ondulate, vigneti ordinati, uliveti secolari e borghi medievali caratterizzano questo angolo di paradiso.

I vigneti si trovano spesso a quote variabili, contribuendo alla diversità di terroir e alla complessità dei vini.

Se amate rilassarvi ed osservare le bellezze della zona vi consigliamo uno spot molto suggestivo grazie anche alla Panchina Gigante numero 136.

Ci troviamo a Gaiole in Chianti, esattamente accanto al bellissimo Castello di Meleto.

Ti sarà capitato di vedere foto di panchine giganti sparse per il web. Si tratta di un progetto chiamato “Big Bench Community Project”, un’iniziativa no profit promossa dal designer americano Chris Bangle e dalla moglie Catherine.

Si trovano sempre in luoghi particolarmente suggestivi dal punto di vista naturalistico, ecco perché noi le amiamo così tanto!!

Ci danno l’impressione di tornare bambini per un istante riscoprendo allo stesso tempo la bellezza del paesaggio.

Degustazioni che passione!!

I tour enogastronomici nella regione offrono un’esperienza completa, permettendo ai visitatori di esplorare le cantine, degustare i vini e immergersi nella cucina toscana autentica.

La combinazione di paesaggi mozzafiato e sapori avvolgenti rende il Chianti una destinazione imperdibile per gli amanti del vino e dell’arte culinaria.

La nostra esperienza è stata molto positiva.

Abbiamo visitato una piccola cantina a conduzione familiare ed è stato splendido ascoltare i racconti del proprietario.

Con gli occhi che brillavano ci ha parlato di come è riuscito a realizzare il suo sogno mettendo a frutto la passione per la sua terra e per i prodotti che ne derivano.

Si tratta dell’Azienda Agricola di Maurizio Brogioni.

Abbiamo iniziato il tour con la storia del territorio e del vino tipico della zona.

Dopodiché Maurizio ci ha portati nel suo “ufficio”, la sua panchina di fronte ai vigneti, ci ha parlato delle varietà che ha scelto di impiantare, dei processi di produzione sia del suo vino che del suo olio.

Ci ha poi aperto le porte della sua piccola ma ben fornita cantina e infine ci ha deliziato con una degustazione ricca di sorprese!!


Tra i vari pacchetti disponibili noi abbiamo scelto l’esperienza base che ci ha comunque permesso di assaggiare ben 4 calici abbinati a degli spuntini di piatti tipici.

degustazione di chianti classico

Abbiamo bevuto un Bianco, un Chianti Classico, un Chianti Classico Riserva e un Supertuscan (il nostro preferito!!).

La degustazione ci ha poi stregato con il suo olio EVO al tartufo bianco, con il mosto cotto e la crema al cacao fondente contenete il 12% del loro olio.

E se pensate che sia finita qui, beh non dimentichiamoci che con il loro olio vengono prodotte anche creme per il corpo e per il viso, che ovviamente abbiamo provato durante l’esperienza.

Il tutto è stato condito dalla compagnia di un dolce cagnolino di nome Spritz.


Vi consigliamo questa cantina se volete vivere una realtà più piccola e autentica, dove verrete coccolati e potrete rilassarvi e godervi la giornata tra sapori, profumi e natura.

Per prenotare vi basterà inviare una e-mail che troverete tranquillamente sul sito web dell’azienda.

In conclusione

Il Chianti Classico non è solo un vino di alta qualità, ma una testimonianza della passione dei produttori e della storia intramontabile di questa regione. 

Esplorare il Chianti significa immergersi in un mondo di tradizione, bellezza e gusto, vivendo un’esperienza che soddisfa tutti i sensi.

Torneremo sicuramente per scoprire altre cantine, siamo infatti convinti che si tratta di un territorio che ha molto da offrire.

Speriamo anche che questo articolo ti sia stato utile, e se conosci delle cantine imperdibili da visitare, o degustazioni super da provare, non esitare a scrivere nei commenti.

Sarà un’ottimo spunto per tutti i lettori, e anche per noi!

Buon viaggio e noi ti aspettiamo come sempre al prossimo Portami a Vedere.

dolomiti inverno
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Dolomiti in inverno, cosa fare?

Ecco 20 esperienze (provate e da provare)

Le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO, sono una delle meraviglie naturali più affascinanti dell’Italia. 

Durante l’inverno, questo scenario mozzafiato si trasforma in un paesaggio incantato e offre una vasta gamma di attività per gli amanti della neve e della natura. 

In questo articolo, esploreremo le 20 cose da fare e vedere sulle Dolomiti durante la stagione invernale, un’esperienza indimenticabile per tutti coloro che desiderano abbracciare la magia del freddo.

11 ESPERIENZE PROVATE

1. Sciare sulle Piste Mondiali:

Le Dolomiti ospitano alcune delle migliori stazioni sciistiche al mondo, tra cui Cortina d’Ampezzo, Val Gardena, Alta Badia e altre. 

Goditi le discese scintillanti, immergendoti nella bellezza delle cime innevate e dei panorami mozzafiato.

2. Escursioni con le Ciaspole:

Indossa le ciaspole e immergiti nella quiete dell’inverno, seguendo sentieri innevati immersi nella natura. 

Questa esperienza ti permetterà di esplorare luoghi unici e incontaminati, lontano dalla folla.

3. Snowboard e Freestyle:

Per gli amanti di emozioni forti, le Dolomiti offrono anche fantastiche opportunità per lo snowboard e il freestyle. 

Goditi i vasti snowpark e le piste pensate per i freestyler di ogni livello.

Il mio era decisamente basso, ma comunque super divertente!

4. Visita le città caratteristiche (e durante il periodo natalizio i loro Mercatini di Natale):

Durante le festività natalizie, molti paesi delle Dolomiti ospitano affascinanti mercatini di Natale, dove potrai scoprire l’artigianato locale, assaggiare prelibatezze tipiche e immergerti nell’atmosfera magica del periodo.

Ma anche durante tutto il resto dell’anno verrai rapito dalla bellezza e dalla particolarità di ogni paese, non lasciarteli sfuggire!!

Solo per citare qualche esempio: Cortina d’Ampezzo, Brunico, Moena, Bressanone, Selva di Val Gardena.

5. Rilassati alle Terme:

Dopo una giornata intensa all’aria aperta, coccola il tuo corpo e la tua mente con una visita alle terme locali. 

Le Dolomiti offrono molte strutture termali per rigenerarsi e ricaricarsi.

Noi ci siamo innamorati delle QC Terme, devi però sapere che abbiamo prenotato con ben 2 mesi di anticipo per assicurarci una giornata di relax al loro interno.

6. Goditi il Panorama dalle Funivie:

Salire in funivia è un’esperienza affascinante in qualsiasi momento dell’anno, ma durante l’inverno, la vista sulle cime innevate è davvero straordinaria. 

Non perdere l’opportunità di goderti panorami spettacolari comodamente seduto in cabina.

7. Pattinaggio sul Ghiaccio:

Molti paesi delle Dolomiti offrono piste di pattinaggio sul ghiaccio all’aperto, creando un’atmosfera magica e romantica per divertirsi con amici e familiari.

A Corvara invece puoi trovare la pista di pattinaggio coperta e noi ne abbiamo approfittato per cercare di rimanere in equilibrio con scarsi risultati.

8. Cucina Locale e Après-ski:

L’inverno è anche il momento perfetto per scoprire la deliziosa cucina locale delle Dolomiti. 

Dopo una giornata sulla neve, concediti un delizioso après-ski in un rifugio alpino, gustando piatti tradizionali e bevande calde.

9. Gita in Motoslitta:

Se vuoi provare un’esperienza emozionante, noleggia una motoslitta e sfreccia attraverso i panorami innevati delle Dolomiti, guidato da esperti locali.

10. Escursione ai Laghi Ghiacciati:

Durante l’inverno, i laghi alpini si trasformano in cristalline distese ghiacciate. 

Fai un’escursione per ammirare queste meraviglie naturali.

Noi siamo stati al Lago di Misurina, iconico e spettacolare.

11. Fotografia paesaggistica:

Se sei appassionato di fotografia, l’inverno sulle Dolomiti ti offre un’occasione straordinaria per catturare panorami spettacolari, vette innevate e paesaggi incantati.


Come puoi vedere le Dolomiti in inverno offrono un’esperienza unica e memorabile per tutti i tipi di viaggiatori. 

Dalle avventure sulla neve alle tranquille passeggiate, dalle escursioni con le ciaspole alla scoperta della cultura locale, c’è qualcosa per tutti. 

9 ESPERIENZE DA PROVARE:

1. Escursione al Tramonto:

Fai un’escursione al tramonto per ammirare il sole che scompare dietro le maestose vette delle Dolomiti. 

Le luci calde del tramonto creeranno un’atmosfera magica e unica.

2. Sci di Fondo:

Goditi il fascino del silenzio e del movimento dolce dello sci di fondo. 

Le Dolomiti offrono piste panoramiche e ben battute per gli amanti di questa disciplina.

3. Escursione con le Lampade Frontali:

Esplora la natura notturna delle Dolomiti con un’escursione guidata e le lampade frontali, ascoltando i suoni della foresta innevata.

4. Sperimenta la Vita in un Rifugio:

Prenota una notte in un rifugio di montagna per vivere l’esperienza autentica di trascorrere la notte in un ambiente incantato e circondato dalla natura.

Goditi questa pausa rilassante, magari sorseggiando cioccolata calda accanto al fuoco mentre ammiri il paesaggio innevato.

5. Yoga sulla Neve:

Partecipa a una sessione di yoga all’aperto sulla neve, respirando l’aria pura delle montagne e lasciandoti ispirare dalla natura circostante.

6. Osservazione delle Stelle:

Lontano dalle luci della città, le Dolomiti offrono condizioni ideali per l’osservazione delle stelle. 

Un’esperienza magica per gli amanti dell’astronomia.

7. Escursioni in Sled Dog:

Avventurati in un’esperienza nordica unica guidando una slitta trainata da cani attraverso boschi e paesaggi innevati. 

8. Snowkite:

Se sei un appassionato di sport d’azione, prova lo snowkite, un’attività che combina lo snowboard con l’utilizzo di una vela per sfruttare la forza del vento.

9. Escursioni con le Guide Locali:

Affidati alle guide locali esperte per scoprire i luoghi nascosti e meno frequentati delle Dolomiti, vivendo un’esperienza autentica e unica.


Con queste ulteriori 9 esperienze, avrai l’opportunità di immergerti completamente nella bellezza e nelle attività emozionanti offerte dalle Dolomiti durante la stagione invernale. Scegli le esperienze che più ti attraggono e preparati a vivere un’avventura indimenticabile in uno dei luoghi più affascinanti del mondo.


Speriamo che questo articolo ti sia stato di aiuto e se ti va scrivici nei commenti le tue attività preferite quando vai in montagna, quelle che già hai provato e quelle che vorresti provare.

Ti leggiamo.

Se vuoi scoprire cosa fare sulle Dolomiti durante il periodo estivo ti consigliamo il nostro articolo dove troverai anche l’itinerario per una settimana.

Buon viaggio e noi ci sentiamo al prossimo Portami a Vedere.

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