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Dolomiti in inverno itinerario
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Dolomiti in Inverno senza sciare

Itinerario perfetto di 3 giorni tra neve, laghi ghiacciati e borghi da fiaba

Patrimonio Naturale dell’Umanità UNESCO, le Dolomiti sono una delle catene montuose più spettacolari d’Europa e, senza paura di esagerare, del mondo intero. Ogni stagione offre panorami differenti e in ogni caso sono sempre incredibili, ma in questo articolo ci concentreremo sull’esperienza invernale.

Quando si pensa alle Dolomiti in inverno, però, l’immaginario collettivo corre subito verso piste da sci, impianti di risalita e giornate passate con gli scarponi ai piedi. E se ti dicessimo che le Dolomiti sono una meta pazzesca anche se non sai sciare?

Nonostante a noi piace molto sciare, abbiamo dedicato un intero weekend invernale sulle Dolomiti per esplorare, fare esperienze e scoprire molto più di quanto immaginassimo. Tra passeggiate nella neve, laghi ghiacciati, borghi di montagna, slittino, terme e rifugi, abbiamo vissuto tre giorni intensi, rilassanti e incredibilmente vari.

In questo articolo ti raccontiamo il nostro itinerario completo di 3 giorni sulle Dolomiti in inverno, pensato proprio per chi non scia, ama la natura ma senza fatica estrema, cerca un mix di relax, panorami ed esperienze autentiche.

Perché scegliere le Dolomiti in inverno anche se non scii

Se ami camminare, fotografare, rilassarti e scoprire piccoli borghi, l’inverno sulle Dolomiti è un periodo davvero magico, soprattutto durante le feste di Natale.

In questa stagione puoi trovare:

  • paesaggi innevati (ovviamente dipende molto dalle temperature e dalle precipitazioni)
  • laghi ghiacciati che sembrano usciti da una cartolina
  • sentieri battuti adatti a tutti
  • rifugi aperti con piatti della tradizione
  • terme con vista sulle montagne
  • mercatini di Natale tra i più belli d’Italia (tra novembre e inizio gennaio)

Il nostro itinerario: 3 giorni sulle Dolomiti in inverno senza sci

Questo itinerario è pensato come weekend lungo di 3 giorni, perfetto tra dicembre e marzo. È intenso ma fattibile, e ogni giornata ha un suo ritmo ben preciso. 

Ti consigliamo di controllare quale di questa esperienza fa al caso tuo e riadattare il tutto in base alle tue preferenze.


GIORNO 1- Slittino, Val Fiscalina e laghi ghiacciati

Slittino a Croda Rossa: adrenalina sulla neve

Iniziamo il nostro weekend con un’esperienza super divertente e adrenalinica: lo slittino sulla pista di Croda Rossa a Sesto, in Alta Val Pusteria.

Qui trovi una delle piste per slittino più interessanti della zona, facilmente raggiungibile con gli impianti e ben organizzata, ma attenzione perché in alcuni tratti diventa abbastanza ripida.

Quindi se questa è la primissima esperienza in slittino abbiamo creato un reel con delle alternative per chi è meno esperto!!

Salire in quota già regala panorami incredibili, ma è la discesa che ti fa tornare bambino. Velocità, curve, risate e neve ovunque: un modo perfetto per rompere il ghiaccio e iniziare il viaggio con energia.

Consiglio: porta guanti impermeabili, pantaloni adatti, casco (oramai è obbligatorio) e anche un bel paio di occhiali o meglio ancora una maschera.

Passeggiata in Val Fiscalina: una delle valli più belle delle Dolomiti

Dopo lo slittino ci spostiamo in Val Fiscalina, una valle che secondo noi è una delle più belle in assoluto delle Dolomiti, soprattutto in inverno.

Qui il paesaggio è da fiaba, il sentiero è largo e ben battuto con boschi innevati e una vista meravigliosa.

La passeggiata è facile e pianeggiante, perfetta anche se non sei allenato. Camminare qui è un vero piacere grazie al silenzio, al rumore dei passi sulla neve e all’aria pulita.

Pranzo al Rifugio Fondo Valle

A fine passeggiata raggiungiamo il Rifugio Fondo Valle, uno di quei posti dove il tempo sembra fermarsi.

Il rifugio è accogliente, caldo, con cucina tipica altoatesina. Piatti abbondanti, sapori di montagna e quell’atmosfera che solo i rifugi sanno regalare.

È il classico pranzo che ti rimette al mondo dopo una camminata nella neve.

Ma ricorda di prenotare se vuoi pranzare all’interno, altrimenti le attese potrebbero essere lunghe, in alternativa puoi mangiare all’esterno, come abbiamo fatto noi, se il meteo lo consente.

Lago di Dobbiaco: una cartolina d’inverno

Nel pomeriggio ci spostiamo verso il Lago di Dobbiaco, che in inverno assume un fascino completamente diverso.

Se lo trovi parzialmente o totalmente ghiacciato il panorama è molto suggestivo, la passeggiata intorno al lago è facilissima e le montagne si riflettono creando giochi di luce pazzeschi.

È una tappa perfetta per rilassarsi, fare foto e camminare senza fretta.

Brunico e atmosfera alpina

Concludiamo la giornata con una visita a Brunico, uno dei centri più vivi della Val Pusteria. Il centro storico è curato, pieno di luci e con una bellissima atmosfera alpina.

Passeggiare qui al tramonto è il modo perfetto per chiudere il primo giorno.

Troverai anche tanti locali per aperitivo e cena e se andrai nel periodo natalizio ci saranno anche gli immancabili Mercatini di Natale.


GIORNO 2 – Relax alle terme, borghi ladini e passi iconici

QC Terme Dolomiti: relax totale tra le montagne

Il secondo giorno lo dedichiamo al relax, e lo facciamo nel modo migliore possibile, con le QC Terme Dolomiti.

Queste terme sono un vero paradiso, con piscine esterne con vista sulle Dolomiti, saune panoramiche, bagni turchi, idromassaggi caldi anche con la neve intorno, zone relax con tisane e molto altro.

È il posto ideale per recuperare le energie, rallentare e godersi l’inverno senza freddo.

I prezzi variano molto a seconda del periodo, del giorno della settimana e del pacchetto scelto (quante ore, con o senza massaggi, con o senza pranzo), qui trovi tutte le proposte.

Per l’opzione del pranzo si può scegliere tra la versione più light, a buffet, o quella compresa anche di primo.

A nostro parere la light è davvero ottima, ci sono tante proposte e tutte di qualità.

Moena: la Fata delle Dolomiti

Nel pomeriggio ci spostiamo a Moena, uno dei borghi più belli della Val di Fassa, conosciuto come la Fata delle Dolomiti.

Il centro è raccolto, elegante e perfetto da girare a piedi. Durante il periodo natalizio l’atmosfera è ancora più magica, tra luci, decorazioni, mercatini e montagne che circondano il paese.

Passo Sella: uno dei panorami più iconici delle Dolomiti

Da Moena proseguiamo in auto verso il Passo Sella, una delle strade panoramiche più belle in assoluto.

Qui ti consigliamo di fermarti, scendere dall’auto e goderti a pieno questo panorama che lascia senza fiato.

Le Dolomiti qui sono immense, maestose e silenziose. Questo è uno di quei luoghi che ti fa sentire piccolo e incredibilmente fortunato di poterle ammirare.

Selva di Val Gardena

Concludiamo la giornata a Selva di Val Gardena, passeggiando nel centro e godendoci l’atmosfera invernale, ci sono anche molte proposte per fare apertivi o per cenare. 

Nei periodi natalizi, i mercatini rendono tutto ancora più suggestivo, grazie alla lunga via decorata con cabinovie di legno in miniatura.


GIORNO 3 – Laghi iconici e chiusura a Bressanone

Lago di Braies in inverno: pura magia

Il terzo giorno ci svegliamo presto per raggiungere uno dei luoghi più iconici delle Dolomiti: il Lago di Braies.

In inverno è completamente diverso rispetto all’estate, infatti c’è molta meno folla, l’atmosfera è silenziosa e spesso il lago è ghiacciato.

Camminare intorno al lago con la neve è un’esperienza quasi mistica. Uno di quei posti che non stancano mai, anche se li hai già visti mille volte.

In inverno non ci sono limitazioni per le auto, si può raggiungere tranquillamente il parcheggio più vicino, preparati però ai prezzi elevati che sembrano quasi compensare l’assenza di biglietto per ingresso al lago.

Lago di Anterselva

Proseguiamo verso il Lago di Anterselva, un altro gioiello incastonato tra le montagne.

Il giro del lago è semplice e bellissimo, per sicurezza portati dei ramponcini da inserire al bisogno perché alcuni tratti potrebbero essere ghiacciati.

A metà percorso ci fermiamo per pranzare in rifugio, ricaricando le energie prima dell’ultima tappa.

Per chi ama particolarmente lo slittino, da qui parte un sentiero di circa 1 ora e mezza che raggiunge il Passo Stalle, in Austria, dal quale si può scendere appunto in slittino.

Se non hai un tuo slittino personale, lo puoi noleggiare all’inizio della passeggiata del lago, oppure a monte (controllare le aperture) e rilasciare al rifugio a valle.

Bressanone: atmosfera alpina

Chiudiamo il nostro weekend a Bressanone, uno dei borghi più affascinanti dell’Alto Adige.

Il centro storico è elegante, vivace e perfetto per una passeggiata finale. I mercatini di Natale, quando presenti, rendono l’atmosfera ancora più speciale.

Consigli utili per organizzare il weekend

  • Auto indispensabile per muoverti con libertà
  • Abbigliamento a strati
  • Scarpe impermeabili
  • Prenota in anticipo: soprattutto terme e alloggi
  • Non avere fretta: il bello delle Dolomiti è rallentare

In Conclusione

Chi ha detto che per vivere le Dolomiti in inverno servano per forza gli sci?

Questo itinerario ci ha dimostrato che anche senza sciare puoi vivere un’esperienza completa, fatta di natura, relax, panorami incredibili e piccoli momenti che restano impressi.

Se cerchi emozioni, silenzio, bellezza e un ritmo più lento, le Dolomiti sapranno sorprenderti, se invece hai bisogno di altre idee per trascorrere più giorni sulle Dolomiti in inverno ti consigliamo di leggere anche questo nostro articolo.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile per organizzare al meglio il tuo weekend sulle Dolomiti in inverno anche senza sciare.

Noi, come sempre, ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

Panicale visto dal drone
BORGHI, RUBRICHE

Mugnano e Panicale: l’Umbria da scoprire in una giornata

I due Borghi segreti

Ci sono luoghi che non finiscono nelle classifiche più famose, che non trovi sulle copertine patinate, ma che sanno sorprendere. Luoghi dove il tempo rallenta, dove camminare senza fretta diventa un piacere e dove ogni dettaglio racconta una storia.

Mugnano e Panicale sono due piccoli borghi umbri poco conosciuti, perfetti per chi ama viaggiare fuori dai soliti itinerari, lontano dalla folla e dal turismo di massa. Sono ideali per una gita fuori porta in giornata, magari partendo la mattina e tornando a casa con la sensazione di aver scoperto qualcosa di speciale.

In questo articolo ti portiamo con noi alla scoperta di questi due gioielli nascosti, dandoti tutti i consigli pratici per visitarli al meglio, sapere cosa vedere e goderti l’esperienza con lentezza.


Perché visitare Mugnano e Panicale se ami i borghi autentici

Questa gita fuori porta è perfetta se ti piacciono i borghi piccoli e silenziosi, i luoghi insoliti e poco battuti, l’arte che si scopre camminando, i panorami che sorprendono e la cucina tradizionale.

Mugnano e Panicale sono due borghi vicinissimi tra loro (circa 20 minuti di auto), perfetti da abbinare nello stesso giorno, senza stress e senza corse. Uno più artistico e intimo, l’altro elegante e panoramico, entrambi con un’anima forte e riconoscibile.

Mugnano: il paese dei muri dipinti

Dove si trova Mugnano

Mugnano si trova in Umbria, in provincia di Perugia, non lontano dal Lago Trasimeno. È una piccola frazione immersa nella campagna umbra, facilmente raggiungibile in auto e perfetta come prima tappa della giornata.

Il consiglio è arrivare in mattinata, quando il borgo è ancora silenzioso e la luce valorizza al meglio i colori dei murales.


La storia di Mugnano

Le sue origini risalgono al Medioevo, periodo in cui il borgo nacque come insediamento fortificato sviluppandosi attorno ad un castello.

Nel corso dei secoli passò sotto il controllo di diverse famiglie nobili e spesso fu contesa tra comuni, signorie e Stato Pontificio.

Per lungo tempo qui la vita è stata scandita da agricoltura, allevamento e ritmi lenti legati alle stagioni.

Fino al Novecento Mugnano è rimasto un borgo rurale, abitato da famiglie di contadini, poi negli anni ’80 arriva l’idea di trasformare il borgo in una galleria d’arte a cielo aperto, nasce quindi il progetto “Mugnano… Dipinto”.


Mugnano, il borgo che racconta storie sui muri

Mugnano è oggi conosciuto come il paese dei muri dipinti, e già questo basterebbe a incuriosire. Qui i muri delle case non sono semplici facciate, ma diventano tele a cielo aperto, su cui artisti italiani e internazionali hanno dipinto opere ispirate alla cultura contadina, alla tradizione umbra, alla natura circostante, alla vita quotidiana e alla memoria storica del luogo.

Passeggiare per Mugnano è come entrare in una galleria d’arte diffusa, dove ogni angolo può sorprenderti.


I murales di Mugnano: cosa rappresentano

I murales non sono messi lì a caso, raccontano il territorio e la sua identità.

Troverai infatti scene di vita rurale, simboli legati alla terra e ai raccolti, figure umane immerse nella natura, richiami alla spiritualità ed elementi fantastici che dialogano con la realtà.

La cosa più bella è che non serve una mappa: basta camminare lentamente e lasciarsi guidare dalla curiosità, ogni vicolo nasconde un dipinto.


Il Pozzo di Piazza del Castello: il simbolo di Mugnano

Uno degli elementi più particolari e affascinanti di Mugnano è senza dubbio il pozzo di Piazza del Castello.

All’esterno il pozzo colpisce per la sua posizione centrale, per il contesto medievale che lo circonda e per i dipinti esterni, ma la magia prosegue anche dentro, ricordati di sbirciare all’interno!!


Quanto tempo serve per visitare Mugnano

Mugnano è piccolissimo e si visita tranquillamente in un’oretta, anche con passo lento e fermandosi spesso per osservare i murales e scattare qualche foto.

Consigli pratici:

  • Rispetta il luogo: è un borgo abitato
  • Prenditi il tempo di osservare, non correre
  • Abbinalo a Panicale per una giornata completa

Panicale: il borgo medievale a forma di chiocciola

Dove si trova Panicale?

Dopo Mugnano, con circa 20 minuti di auto, si arriva a Panicale, uno dei borghi più affascinanti dell’Umbria, inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

Situato su una collina che domina la Valdichiana umbra e il Lago Trasimeno, Panicale è considerato uno dei borghi medievali meglio conservati della regione.

Il passaggio da Mugnano a Panicale è perfetto: da un borgo artistico e intimo si passa a uno strutturato, panoramico e ricco di storia.


La storia di Panicale 

Le origini di Panicale risalgono a un’epoca anteriore al Medioevo, l’area era infatti già frequentata in epoca etrusca e poi abitata dai Romani.

È però nel Medioevo che Panicale assume l’aspetto che vediamo ancora oggi e lo assume per facilitare la difesa.

Anche qui, come a Mugnano, ci furono periodi di tensione legati alle lotte tra comuni, signorie e poteri ecclesiastici, nonostante questo mantiene una forte identità comunitaria, diventando un centro rurale ma culturalmente attivo.


La struttura a chiocciola di Panicale

Panicale ha una particolarità che lo rende unico: la sua struttura medievale a chiocciola.

Le strade salgono verso il centro seguendo un andamento circolare, fino ad arrivare alla piazza principale. Camminare per Panicale significa salire dentro la storia, tra vicoli concentrici, archi, scalinate e scorci panoramici.

Il bello è che non ti perdi, ogni strada porta verso il centro e ogni angolazione regala una vista diversa.


Il Teatro Caporali: uno dei teatri più piccoli d’Italia

Una delle chicche più sorprendenti di Panicale è il Teatro Cesare Caporali, considerato uno dei teatri più piccoli d’Italia.

Il teatro si trova nel centro storico, è visitabile tramite orari che variano a seconda della stagione o su richiesta e spesso l’accesso avviene tramite l’ufficio turistico o durante eventi.

Consiglio pratico: prima di arrivare, controlla gli orari di apertura aggiornati o chiedi tramite i contatti.

Il teatro è piccolo, raccolto, elegante, e rappresenta perfettamente l’anima culturale del borgo.


Pranzo a Panicale: Ristorante Masolino

Dopo la passeggiata mattutina, Panicale è il posto perfetto per fermarsi a pranzo.

Noi ti consigliamo il Ristorante Masolino, una vera garanzia se cerchi la cucina umbra tradizionale, dei piatti curati ma autentici, un’ottima selezione di vini e un’atmosfera rilassata e accogliente.

È il classico ristorante dove sederti, rilassarti e goderti il momento, senza fretta, come dovrebbe essere una tranquilla gita fuori porta.

Consiglio: se vai nel weekend, prenota per tempo.


Chiesa di San Michele Arcangelo

Dopo pranzo puoi continuare la visita partendo dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, uno dei luoghi più interessanti dal punto di vista artistico.

Qui puoi vedere degli affreschi ben conservati in un’atmosfera raccolta e con dei dettagli pittorici che raccontano la spiritualità del territorio.

Anche in questo caso gli orari di apertura della chiesa potrebbero variare quindi controllali prima di andare o chiedi direttamente in loco appena arrivi a Panicale (questo vale anche per tutti gli altri punti di interesse che prevedono un ingresso).


Piazza del Podestà e il panorama

Uno dei momenti più belli della visita a Panicale è arrivare nella piazza di fronte al Palazzo del Podestà.

Da qui si gode di un senso di pace totale grazie all’ampia vista sulla campagna umbra e sul Lago Trasimeno ed è uno dei panorami più belli della zona, goditelo al tramonto!!


Museo del Tulle

Panicale custodisce anche una tradizione artigianale particolare, raccontata nel Museo del Tulle, mostra una lavorazione antica e delicata, legata alla manualità femminile e alla storia locale.

Il museo è visitabile su richiesta, o secondo orari che variano a seconda della stagione.


Chiesa della Madonna della Sbarra

Appena fuori dalle mura di Panicale si trova la Chiesa della Madonna della Sbarra.

Il nome curioso (della Sbarra) deriva dal fatto che in passato qui sorgeva un casello daziario con una sbarra, che regolava il transito delle merci verso e dal borgo.

Al piano superiore dell’edificio, dove un tempo si trovava un modesto romitorio con celle per i religiosi, oggi ha sede il Museo dei paramenti sacri e degli oggetti liturgici.


L’affresco di San Sebastiano del Perugino

Uno dei tesori più importanti di Panicale è sicuramente l’affresco del martirio di San Sebastiano del Perugino, pittore umbro del Rinascimento, custodito nella Chiesa di San Sebastiano.


Quanto tempo serve per visitare Panicale

Per Panicale ti consigliamo mezza giornata, considerando una passeggiata nel borgo, la visita dei luoghi principali e un bel pranzetto con calma.

In conclusione:

Se stai cercando una gita fuori porta diversa dal solito, fatta di arte diffusa, borghi silenziosi, panorami umbri e buon cibo, Mugnano e Panicale sono una scelta perfetta.

Sono poco conosciuti, autentici, facili da visitare, vicini tra loro e ideali in ogni stagione.

Sono borghi che non urlano, ma sussurrano. E se sai ascoltare, ti regalano molto.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile per organizzare al meglio la tua giornata e scoprire due angoli d’Umbria che meritano di essere vissuti con lentezza.

Se ami i borghi piccoli, ricchi di dipinti e murales leggi anche questo articolo dove ti parliamo di altri due borghi “artistici”, questa volta però nelle Marche.

Noi, come sempre, ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

Mercatini di Natale
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Natale nel Centro Italia: Eventi e Mercatini

I migliori mercatini e atmosfere da non perdere

Il Natale è quel periodo dell’anno in cui anche le pietre antiche e le vie medievali sanno raccontare storie, accendendosi di luci, profumi, musica e magia. Se ami l’atmosfera natalizia fatta di borghi, casette in legno e artigianato, allora il Centro Italia è una miniera di sorprese.

Tra colline, laghi, borghi medievali e città storiche potrai trovare eventi per ogni gusto: mercatini, presepi viventi, alberi luminosi, ruote panoramiche, trenini per bambini, degustazioni e tanto spirito natalizio. In questo articolo puoi trovare la nostra selezione di mercatini ed eventi natalizi tra Umbria, Lazio e Toscana, per organizzare al meglio la tua gita invernale.

Luci sul Trasimeno (Umbria) — laghi, luci e magia sull’acqua

Date 2025-2026: dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Immagina un grande lago e sull’acqua un albero di Natale luminoso, un’installazione suggestiva che rende unico questo evento. A tutto questo si aggiungono mercatini, artigianato locale, uno spettacolo di luci, musica e un’atmosfera romantica e giocosa. Luci sul Trasimeno ha saputo conquistare molti visitatori diventando un riferimento tra gli eventi natalizi del Centro Italia. 

Cosa fare e vedere

  • Ammirare l’albero sull’acqua: l’installazione luminosa riflessa sul lago dona uno spettacolo unico al tramonto o di sera. Appena prima dell’accensione non perderti lo spettacolo di luci, che a tempo di musica regala emozioni uniche!!
  • Passeggiare lungo il percorso del mercatino: con bancarelle di artigianato, addobbi natalizi, prodotti tipici e regali originali.  
  • Godersi spettacoli, musica e intrattenimento per famiglie e bambini: mercatini con area food, decorazioni e iniziative pensate per grandi e piccoli, un esempio è la pista di pattinaggio, il sentiero del presepe e “Castiglione del Lego”.  
  • Relax sul lungolago: la bellezza del territorio del Trasimeno, magari con un bicchiere di vin brulè.

Consiglio

Scegli una serata limpida e vestiti molto caldo!!

A Natale regalati Orvieto (Umbria) — presepi e luci a ritmo di jazz

Date 2025-2026: dal 20 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Orvieto è un borgo medievale che da sempre affascina per i suoi vicoli, il Duomo e le sue atmosfere. A Natale tutto si illumina: le vie del centro storico, le piazze, gli scorci, il pozzo, e diventa una cornice perfetta per respirare l’atmosfera natalizia.

Cosa fare e vedere

  • Percorrere le vie del centro storico: con bancarelle di artigianato, addobbi e proposte regalo.
  • Ammirare luminarie e decorazioni nel cuore del borgo medievale: la magia di Orvieto col Natale è un sapore antico ma mai scontato, non perderti il pozzo di San Patrizio illuminato.
  • Vivere l’atmosfera del Natale tra storia e architettura: le piazze, gli scorci, il Duomo, il Teatro si prestano perfettamente per una passeggiata romantica o in famiglia.
  • Partecipare ai tanti eventi: concerti sia a pagamento che nelle piazze con Umbria Jazz Winter e il Circuito dei Presepi.

Consiglio

Durante il periodo di capodanno tutto diventa più vivo e speciale anche grazie ad Umbria Jazz e quindi non perderti almeno uno dei loro concerti!! Se hai la fortuna di essere ad Orvieto il primo dell’anno ricordati del meraviglioso Coro Gospel al Duomo, non te ne pentirai!!

Gubbio è… Natale! (Umbria) — il Natale da record con l’albero più grande del mondo

Date 2025-2026: dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Gubbio è celebre in tutto il mondo per il suo Albero di Natale più grande del mondo, che ogni anno si accende sul Monte Ingino, regalando uno spettacolo di luci visibile da chilometri. “Gubbio è… Natale!” trasforma il centro storico in un villaggio fatto di casette, luminarie, animazioni, pista di pattinaggio, trenino e molto altro: un mix di magia, spirito natalizio e divertimento. 

Cosa fare e vedere

  • Ammirare l’albero luminoso sul monte: un simbolo forte, suggestivo e unico.
  • Visitare i mercatini in Piazza Quaranta Martiri: artigianato, idee regalo, prodotti tipici umbri.  
  • Vivere le attrazioni natalizie: giostre, trenino, ruota panoramica, laboratori per bambini, presepe a grandezza naturale, il tutto è perfetto se viaggi in famiglia.  
  • Passeggiare tra le vie medievali del centro, magari con una cioccolata calda, con la vista sulle luci accese che si riflettono tra le pietre.

Consiglio

Sali sulla funivia del Colle Eletto per una vista panoramica spettacolare.

Arezzo Città del Natale (Toscana) — mercatini, spettacoli e villaggio tirolese

Date 2025-2026: dal 15 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Arezzo si trasforma in un villaggio natalizio di ispirazione tirolese. Manifestazione completa, pensata per grandi e piccoli: casette in legno, street food, ruota panoramica, villaggio di Natale, eventi, musica, luci e atmosfera da film. 

Cosa fare e vedere

  • Passeggiare tra le casette in legno in Piazza Grande, cercando regali artigianali, addobbi e dolci natalizi.
  • Salire sulla ruota panoramica per godere di una vista sulla città illuminata e sui tetti medievali.
  • Visitare la Brick House Art, il Bosco delle Emozioni, la Casa di Babbo Natale e la Fortezza delle meraviglie: tutte idee divertenti e perfette per famiglie con bambini.  
  • Vivere gli spettacoli e gli eventi serali: light show, musica, performance, l’atmosfera è vivace e ideale per una serata ricca di emozioni.

Consiglio

Se non ami la folla evita i weekend, il Natale ad Arezzo è molto conosciuto e durante i giorni di punta potresti non godertelo al massimo per la quantità eccessiva di persone.

Natale a Montepulciano (Toscana) — mercatini rinascimentali e atmosfera romantica

Date 2025-2026: dal 22 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Montepulciano è un borgo rinascimentale che fa innamorare a prima vista. A Natale, la grande manifestazione “Natale a Montepulciano” trasforma le sue strade in un mercatino elegante e curato, perfetto per chi cerca una festa natalizia in tono più soft e romantico.

Cosa fare e vedere

  • Visitare le circa 70 casine in legno nelle vie del centro, tra Piazza Grande e Via San Donato: artigianato, idee regalo, prodotti tipici, street food e vini locali.  
  • Gustare un’atmosfera rilassata: l’illuminazione e le mura rinascimentali rendono il tutto intimo e suggestivo.
  • Scoprire la tradizione enogastronomica della zona: Montepulciano offre sapori autentici tutto l’anno, perfetti per abbinare vino, passeggiata e mercatini.
  • Partecipare agli eventi dedicati: musica, animazione, luci ed eventi per bambini al Castello di Babbo Natale.

Consiglio

Se ami il buon vino e i luoghi insoliti, ricordati di fare una degustazione alla cantina Tolosa, una cantina sotterranea scavata nel tufo davvero suggestiva.

Natale a Cortona (Toscana) — un borgo meno conosciuto vestito a festa

Date 2025-2026: dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026

Perché andare

Cortona è un borgo toscano che sembra uscito da un dipinto: vicoli di pietra, storia, colline e una vista che abbraccia la valle. A Natale la città si veste di luci e decorazioni, e diventa una meta perfetta per chi cerca romanticismo, tranquillità e autenticità.

Cosa fare e vedere

  • Camminare per le vie del centro storico illuminate, magari con una tazza di vin brulè o cioccolata calda in mano.
  • Scoprire i mercatini e le bancarelle di artigianato locale, perfetti per regali fatti a mano.
  • Ammirare scorci panoramici sulla valle sottostante, magari al tramonto: Cortona in inverno ha un fascino speciale, raccolto e suggestivo.
  • Vivere il Natale slow: niente caos, niente folle, solo un borgo medievale che respira il Natale con calma e fascino.

Consiglio

La piazza principale ti saprà stupire con i suoi colori, ma cerca di perderti anche tra i vicoli alla ricerca di mostre suggestive che spesso si possono ammirare in questo periodo.

Viterbo Christmas Village (Lazio) — magia medievale e fantasia per grandi e piccoli

Date 2025-2026: dal 15 novembre 2025 al 6 gennaio 2026 

Perché andare

Il centro storico di Viterbo, con le sue mura medievali, le torri e le piazze antiche, si trasforma in un vero e proprio villaggio natalizio. Il Viterbo Christmas Village è un mix di magia, divertimento, tradizione e spettacolo, pensato per famiglie e chi vuole vivere il Natale con occhi da bambino. 

Cosa fare e vedere

  • Visitare la Casa di Babbo Natale a il Palazzo degli Alessandri e far consegnare ai bambini la letterina.  
  • Esplorare i mercatini tradizionali nelle vie e piazze del centro: artigianato, dolci, decorazioni, stand gastronomici locali.  
  • Provare le novità 2025: tra queste la Slitta Express in realtà virtuale (VR), un’attrazione per immergersi nella magia del Natale in modo innovativo.  
  • Ammirare il presepe, Rudolph e l’Albero dei Desideri, la dimora del Grinch, la Casa della Befana e altre installazioni pensate per far sognare grandi e piccoli.  
  • Passeggiare del centro storico medievale illuminato, magari fermarsi per una cioccolata calda, l’atmosfera perfetta per una serata natalizia.

Consiglio

Per visitarlo al meglio, cerca di andare in settimana per evitare la folla del weekend.

Presepe Vivente di Civita di Bagnoregio (Lazio) fascino senza tempo per un Natale autentico

Durante le feste natalizie (da verificare ogni anno)

Perché andare

Civita di Bagnoregio è un borgo sospeso nel tempo con un ponte stretto e le case in pietra. Il suo presepe vivente, con scenografie naturali, atmosfera raccolta e quel mix di storia e spiritualità, è un’esperienza che tocca il cuore. 

Cosa fare e vedere

  • Attraversare il ponte alla sera, con le luci, per un effetto suggestivo che già vale il viaggio.
  • Vivere il presepe semplicemente camminando tra le vie del borgo, osservando costumi tradizionali, scenografie, suoni e odori natalizi.
  • Scattare foto: Civita di Bagnoregio è uno di quei luoghi dove ogni angolo è perfetto per una foto da cartolina.

Consiglio

Nei giorni in cui si tiene il presepe preparati alla folla, è inevitabile. Se invece vuoi respirare davvero la magia del luogo, meglio andarci in settimana.

Altri mercatini ed eventi natalizi da tenere d’occhio

Oltre a quelli che conosciamo bene, ci sono molte altre località nel Centro Italia che ogni anno propongono mercatini e feste natalizie molto carine.

Ne abbiamo raccolte alcune (anche se non le abbiamo vissute personalmente), così le puoi segnare e valutare per una futura gita:

  • Assisi (Umbria) — mercatini, presepi, spiritualità natalizia.  
  • Greccio (Lazio) — tradizioni natalizie, presepi storici.  
  • Abbadia San Salvatore (Toscana) — borgo con fiaccole la notte di Natale.  
  • Deruta (Umbria) — albero in ceramica e luci nel borgo.
  • Corciano (Umbria) — mercatini e luci natalizie nel borgo.  
  • Narni (Umbria) — mercatini e atmosfera medievale.  
  • Bolsena (Lazio) — presepe vivente ed eventi natalizi.
  • Foligno (Umbria) — eventi natalizi, mercatini, presepi.  
  • Perugia (Umbria) — mercatini sotterranei, decorazioni, castelli medievali vestiti a festa.  
  • Monte Castello di Vibio (Umbria) — “paese del Natale”, luci e spettacoli nel borgo.  
  • Villa Borghese / Christmas World (Roma, Lazio) — per chi vuole un Natale urbano e creativo.  
  • Pistoia (Toscana) — eventi e attrazioni nel borgo illuminato.
  • Vetralla (Lazio) — mercatini e attrazioni per bambini.

Se ne conosci altri… scrivili nei commenti! Così ogni anno la lista può crescere.

Consigli utili per vivere al meglio i mercatini ed eventi natalizi

  • Scegli il giorno giusto: evita i weekend affollati se cerchi un Natale tranquillo e romantico.
  • Vestiti con cura: scarpe comode, giacca calda, magari una sciarpa, i centri storici sono perfetti per passeggiate serali.
  • Controlla sempre date e programmi: eventi e mercatini possono cambiare, soprattutto per quanto riguarda orari e ZTL (centri storici).
  • Soggiorna nei borghi, nelle strutture locali: vivere il territorio aiuta a immergersi davvero nell’atmosfera natalizia del luogo.
  • Gusta il Natale con street-food, prodotti tipici e ristoranti locali, anche questo fa parte dell’esperienza!

In Conclusione

Il Centro Italia è un mix perfetto di storia, architettura, natura e tradizione. In inverno, quando le luci natalizie scaldano i borghi e le piazze, questi luoghi mostrano il loro volto più scintillante.

Rispetto alle località più turistiche o alle città grandi piene di caos, qui trovi un Natale genuino, intimo, con radici e sapori veri.

È ideale per coppie, famiglie o amici che cercano una giornata o un fine settimana speciale: non serve volare lontano per lasciarsi sorprendere.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile per organizzare al meglio la tua gita o mini-vacanza durante le feste.

E noi come sempre ci vediamo al prossimo Portami a Vedere!!

Alpe di Siusi
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Guida completa per visitare l’Alpe di Siusi in Estate

Ecco come vivere un’estate da sogno tra prati fioriti, trekking e sapori alpini

Se stai cercando un luogo che unisca natura incontaminata, attività all’aperto, panorami da cartolina e i sapori autentici delle Dolomiti, questo articolo è perfetto per te. 

In queste righe ti raccontiamo ogni dettaglio dell’Alpe di Siusi, da dove si trova e come arrivarci, a quelle esperienze “da non perdere” per innamorarti di questo angolo di paradiso.


Cos’è l’Alpe di Siusi e dove si trova

L’Alpe di Siusi (o Seiser Alm in tedesco) è l’altopiano più grande d’Europa, situato in Alto Adige tra la Val Gardena, il Gruppo del Sassolungo e il massiccio dello Sciliar.

Si estende a circa 1.600–2.300 metri sul livello del mare e ospita vaste distese erbose, sentieri e malghe con una vista spettacolare sulle vette dolomitiche.

È una meta estiva amata da famiglie, escursionisti, ciclisti, parapendisti e ovviamente appassionati di fotografia: un vero paradiso naturale!


Breve storia e curiosità

L’Alpe di Siusi ha origini antiche: già nel Medioevo era utilizzata come pascolo estivo dai contadini di Castelrotto, Tiers e Siusi. Oggi è tutelata per la sua biodiversità, l’equilibrio tra pascoli, fiori alpini e specie protette.

Strategica per il turismo, è raggiungibile con cabine, autobus o auto con limitazioni, una scelta che appunto tutela l’ambiente e dona un’esperienza rilassata, lontana dal traffico.


Il paesaggio e la vista mozzafiato

Immagina prati fioriti e verdi a perdita d’occhio, circondati da guglie rocciose e cime sterminate. L’estate qui trasforma l’altopiano in un quadro, tra il verde intenso dell’erba e l’azzurro del cielo, con le Dolomiti a dominare la scena.

Che tu sia amante dei paesaggi naturali, del birdwatching, oppure di passeggiate lente, ogni scorcio ti regalerà quella sensazione di “wow” infinita.


Come arrivare e dove parcheggiare

Accesso alla piana

  • Auto privata: è consentita prima delle 9:00 e dopo le 17:00, altrimenti la strada è chiusa. L’uscita invece è consentita in qualsiasi momento. Considera che soprattutto nei fine settimana e in caso di bel tempo, può capitare che la strada chiuda già prima delle 9:00 ossia quando viene raggiunta la capacità di parcheggio sull’Alpe di Siusi.
  • Cabinovia Siusi–Compatsch: parte da Siusi allo Sciliar e funziona tutti i giorni 8–18. Per eventuali chiusure o variazioni ti suggeriamo di consultare il sito ufficiale.
  • Ovovia Ortisei–Alpe di Siusi: alternativa da Val Gardena, a circa 35 € A/R, anche in questo caso controlla eventuali variazioni sul loro sito web.
  • Bus: utile alternativa alla cabinovia.

Parcheggi principali

  • Parcheggio a valle: vicino alla cabinovia, sia gratuito che con tariffa oraria 1,50 €, max 6 €/giorno; ottimo se vuoi salire in cabinovia.
  • P1 Spitzbühel: 15 €/giorno.
  • P2 Compatsch (in quota): costo 28,50 €/giorno (in bassa stagione potrebbe essere ridotto).

Raggiungere l’altopiano con la propria auto è più semplice se alloggi sulla piana: in quel caso potrai avere permessi speciali per salire anche in altri orari.


Cosa fare all’Alpe di Siusi: attività all’aperto

Passeggiate ed escursioni a piedi

L’altopiano è un labirinto di oltre 450 km di sentieri, adatti a tutti i livelli. 

Ecco tre esempi:

  • Malga Sanon: facile, ideale per famiglie.
  • Sentiero Hans & Paula Steger: percorso panoramico, adatto a tutti.
  • Verso Sciliar o Sassopiatto: trekking più impegnativi, con scenari spettacolari, perfetti per camminatori più esperti.

Mountain bike e Gravel

Se ami la bici, troverai percorsi su misura come il Tour dei Rifugi, il Giro dell’Alpe di Siusi, e tantissimi altri.

In ogni caso il nostro consiglio è quello di portare, abbigliamento tecnico e scarpe adeguate: anche ad agosto il meteo può cambiare in un attimo!

Parapendio e volo panoramico

Da Spitzbühl partono voli in parapendio tandem.

Decollare sopra l’altopiano e planare fra le vette è un’esperienza indimenticabile per chi vuole vedere le Dolomiti dall’alto, chissà magari prima o poi vinceremo la paura e ci lanceremo anche noi!!

Incontro con la fauna

Passeggiando potresti incontrare caprioli, marmotte, lepri, volpi, uccelli rapaci… un vero spettacolo in movimento.

E sì, noi abbiamo visto anche un gruppo di alpaca super simpatici!


Dove mangiare: sapori alpini

Malga Sanon: offre una incredibile vista panoramica, un’atmosfera rustica e dei piatti locali come formaggi e polenta. Ma ciò che abbiamo più amato in questo posticino speciale è un dolce tipico, il Kaiserschmarren, una frittella dolce soffice con zucchero a velo, uvetta e marmellata, una delizia che non dimenticheremo facilmente.

Rifugio Spitzbuhl: mentre osservavamo i ragazzi lanciarsi con il parapendio, ci siamo gustati un super pranzetto con vista, consigliassimo soprattutto nelle giornate limpide, per il panorama mozzafiato.

In ogni caso lungo i sentieri trovi diversi rifugi e malghe e tutti propongono menu locali come canederli, speck, salsicce, polenta e strudel. 

Assolutamente perfetti per una pausa energica durante le escursioni.


Cosa mettere in valigia e come vestirsi

  • Scarpe da trekking: indispensabili per i sentieri sterrati
  • Abbigliamento a strati: maglietta tecnica, pile e k-way per essere pronti a reagire al meteo alpino
  • Cappellino, occhiali da sole e crema solare: l’aria in quota brucia anche se non ce ne accorgiamo
  • Borraccia e snack energetici, per quando sarai lontano dai rifugi
  • Macchina fotografica o smartphone ben carico perché avrai voglia di immortalare tanta bellezza!!

Dove dormire: vivere l’Alpe

Se vuoi un’esperienza completa, puoi dormire sull’altopiano. Qui i residence e gli hotel possono offrire:

  • Permessi per salire in auto in ore limitate ma più estese rispetto a chi non soggiorna qui
  • Colazione con vista, musica dal vivo in terrazza, caminetti serali
  • Possibilità di partire al mattino per un’escursione senza stress

Molti hotel organizzano anche pacchetti con navette, noleggio bici e mappe incluse.


Conclusione: una vacanza che ricarica corpo e mente

Che sia per uno o più giorni, l’Alpe di Siusi in estate è un’esperienza che resta nel cuore.

Si tratta del mix perfetto tra paesaggio da cartolina, buona cucina, attività all’aria aperta e relax. Questo è uno dei luoghi che preferiamo sulle Dolomiti.

Speriamo che questa guida ti sia stata utile per pianificare la tua vacanza da sogno. 

Se hai altri suggerimenti, consigli o esperienze che approfondiscano questo argomento, scrivili pure nei commenti!

Se invece vuoi continuare l’esplorazione, leggi anche il nostro articolo per un’avventura indimenticabile sulle Dolomiti.

E noi come sempre ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere! 

fioritura Castelluccio di Norcia
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Fioritura di Castelluccio di Norcia

Guida completa per vivere l’esperienza al meglio

Se stai cercando un evento naturale che ti lasci senza fiato, la Fioritura di Castelluccio di Norcia è quello che fa per te.

Ogni anno, tra la fine di maggio e la prima metà di luglio, l’altopiano dei Monti Sibillini si trasforma in un quadro vivente di colori, profumi e meraviglia.

Questo fenomeno è uno spettacolo imperdibile per chi ama la natura e la fotografia.

Cos’è la Fioritura di Castelluccio e perché è così speciale

La fioritura di Castelluccio è una magia naturale. Ogni estate, la coltivazione di lenticchie e cereali unito alla presenza di fiori spontanei crea un tappeto di colori che spazia dal giallo, rosso, viola al blu e bianco. 

Le tonalità cambiano di settimana in settimana, grazie alla fioritura sfalsata di specie come papaveri, genzianelle, narcisi, fiordalisi, violette, camomilla e gigli rossi.

È un’esperienza irripetibile: ogni anno è diversa, influenzata da temperature e agenti atmosferici. Ma sempre magica.


Dove si trova il Borgo e l’Altopiano

Castelluccio di Norcia, è una frazione di Norcia (PG), situata a circa 1452 metri di altitudine, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. 

Attorno al borgo si trovano i Piani di Castelluccio, tre vasti altopiani carsico-alluvionali:

  • Piano Grande, il più esteso e in provincia di Perugia
  • Piano Piccolo, con una vegetazione più varia, sempre in provincia di Perugia
  • Piano Perduto, con una maggiore presenza di colture, ma principalmente in provincia di Macerata. 

La storia del Borgo e dell’Altopiano

L’area ha origini antiche: sul Pian Grande si coltivavano cereali da secoli, e Castelluccio sorge come insediamento pastorale e di agricoltura d’alta quota. 

Il borgo ha resistito al tempo ma il devastante terremoto del 2016 ha causato gravi danni, rendendolo quasi inabitabile. Rappresenta oggi un simbolo di resistenza e rinascita, inoltre la fioritura lo ha reso molto famoso.


Il periodo migliore per la fioritura

Entrare in mezzo ai campi di Castelluccio durante la Fioritura è come immergersi in un quadro vivente.

La fioritura può iniziare già a fine maggio, ma il clou è tra fine giugno e inizio luglio. Il periodo esatto varia ogni anno, a causa delle condizioni meteo.

Il nostro consiglio è quello di controllare una webcam aggiornata e le previsioni locali pochi giorni prima della partenza.


Ogni anno è un dipinto diverso

La vera magia della Fioritura è la dinamicità.

Oltre a non esistere due anni uguali, le fioriture avvengono in diverse fasi e i colori si alternano a seconda della semina dei campi. 

I primi a sbocciare sono i papaveri e la senape selvatica, colorando i campi di giallo e rosso, seguiti dalle camomille portando sfumature bianche, infine si aggiungono i fiordalisi completando il quadro con il caratteristico colore blu.

Se torni ogni settimana, vedrai un panorama sempre nuovo.


Perché la biodiversità è importante

L’alternanza tra le specie coltivate (lenticchie, farro, senape) e specie spontanee (papaveri, violette, ecc.) crea una sinergia unica: aiuta a mantenere sano il terreno, favorisce gli insetti impollinatori e crea un habitat ricco per insetti e piccoli animali. È il risultato di secoli di pastorizia e coltivazione sostenibile. 

Ma è anche fragile: basta un passo fuori sentiero per rovinare un intero micro-ambiente.

Ecco perché è fondamentale rispettare le regole:

  • non calpestare i campi
  • seguire i sentieri segnati
  • evitare qualsiasi azione che danneggi o rimuova piante
  • portare via i rifiuti

Percorsi consigliati

Dal basso: passeggiate leggere

Puoi camminare a piedi tra le file di fiori, seguendo i sentieri sul Pian Grande e Pian Perduto dove senti profumo di natura e ascolti il silenzio interrotto solo dagli insetti e dal vento.

Dall’alto: panorami mozzafiato

Salendo in macchina (nelle giornate senza restrizioni) puoi ammirare una vista ampia dalla strada panoramica che costeggia la piana. Alcuni punti di sosta consentiti permettono foto strepitose.

Inoltre con una breve camminata che parte dal borgo e prosegue in Via Monte Valletta avrai la visuale migliore sul Pian Grande che è anche la zona più estesa e colorata.


Restrizioni al traffico: come muoversi durante i weekend

Nei weekend durante il periodo di massima fioritura, l’accesso ai Piani di Castelluccio è vietato ad auto e camper.

Puoi però arrivare in:

  • moto, bici, a piedi
  • autobus turistici autorizzati

In questi weekend è obbligatorio parcheggiare in aree predisposte (Scentinelle, Monti del Sole, Forca di Presta, Forca Canapine, Monte Prata) e usare le navette prenotabili.

Nei giorni feriali l’accesso è libero, ma è sempre vietata la sosta fuori dai parcheggi autorizzati.


Mangiare a Castelluccio: tipicità e sapori autentici

Visitare Castelluccio in periodo di fioritura non significa soltanto ammirare uno spettacolo mozzafiato: significa anche gustare i sapori autentici di una comunità che ha saputo valorizzare la propria terra.

Mangiare qui non solo è delizioso, ma aiuta anche l’economia locale e la rinascita del borgo.

Vi troverete bene ovunque, noi per la precisione abbiamo mangiato alla Norcineria Famiglia Coccia.

Oltre a poter acquistare prodotti tipici, qui puoi sederti, provare un panino o focaccia con ciauscolo, un must per noi, assaggiare zuppe calde con lenticchie IGP, oppure scegliere fra formaggi locali e affettati in un piccolo spazio esterno ideale per un pranzo veloce ma gustoso. La cortesia e la qualità sono sempre al top.

Se cerchi una birra dell’altopiano, la linea +1452 è fatta apposta per te. Si tratta di quattro birre artigianali create con materie prime del territorio:

  • Fiorita: doppio malto con miele millefiori di Castelluccio
  • Pilato: scura con roveja di Norcia
  • Verusta: ambrata con farro perlato
  • Vettore: chiara con lenticchia IGP di Castelluccio

Perfette da abbinare ai salumi e formaggi a Km 0.


Consigli smart per goderti questa esperienza al meglio

  1. Visitare questa zona nei giorni feriali significa meno caos, e quindi panorama e tranquillità garantiti  
  2. Arrivare presto o nel tardo pomeriggio potrebbe essere la scelta migliore per trovare la luce perfetta, il clima mite e le navette più libere
  3. Parcheggia solo nelle aree dedicate (no soste selvagge!)
  4. Porta acqua, crema solare e scarpe comode soprattutto per i sentieri sterrati
  5. Controlla le fonti ufficiali per aggiornamenti su date e restrizioni

Gli alberi a forma di Italia

Se durante la tua passeggiata nella Piana alzi lo sguardo verso le colline circostanti, potresti notare una sagoma inconfondibile: quella dell’Italia!

Si tratta di un piccolo boschetto di pini piantato proprio con l’intento di riprodurre la forma della nostra penisola, e oggi è diventato un vero simbolo iconico di Castelluccio di Norcia.

Questo curioso “monumento verde” si trova sul fianco del Monte Vettore ed è un piccolo segreto in più da cercare mentre sei immerso nei colori della Fioritura.

In Conclusione:

La Fioritura di Castelluccio non è solo un evento naturale, è un’emozione che si rinnova ogni anno, un’esplosione di colori e profumi, una lezione di equilibrio tra uomo e natura.

Speriamo che questa guida ti sia stata utile per organizzare al meglio la tua visita. E se hai altri consigli su questo argomento, scrivili nei commenti!

Buona Fioritura e noi, come sempre, ti diamo appuntamento al prossimo… Portami a Vedere. 

Bolsena drone
BORGHI, RUBRICHE

Cosa fare e vedere a Bolsena, più bonus

Guida completa per scoprire il borgo sul lago tra storia, natura e sapori

Stai cercando un posto perfetto per una gita fuori porta o un weekend all’insegna del relax, della buona cucina e di paesaggi incantevoli? Bolsena, affacciata sull’omonimo lago vulcanico, è una meta ideale per chi ama borghi storici, tramonti mozzafiato e esperienze autentiche tra natura e tradizioni.

In questa guida ti raccontiamo cosa fare e vedere a Bolsena, dai luoghi imperdibili come il centro storico, la Rocca Monaldeschi e la Chiesa di Santa Cristina, alle esperienze da vivere lungo lago, come passeggiate romantiche, sport acquatici, spiagge rilassanti e trekking nel Parco di Turona. Non mancheranno ovviamente i nostri consigli su dove mangiare bene a Bolsena, tra pesce di lago e taglieri golosi.

Dove si trova Bolsena

Bolsena si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, lungo le rive del suggestivo Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa. È posizionata strategicamente al confine con l’Umbria e la Toscana, il che la rende una meta perfetta per una gita fuori porta da molte città del Centro Italia.

Questo piccolo gioiello del Lazio settentrionale è immerso in un paesaggio verde e tranquillo, tra colline, vigneti e uliveti che scendono dolcemente verso il lago. Bolsena è attraversata anche dalla Via Francigena, l’antico cammino dei pellegrini che unisce il nord Europa a Roma, e proprio per questo è spesso scelta anche dagli amanti del trekking e dei cammini spirituali.

Noi la frequentiamo spesso, proprio perché vivendo ad Orvieto, Bolsena per noi è comodissima da raggiungere: è il nostro rifugio ideale ogni volta che vogliamo staccare la spina e goderci una giornata con vista lago!

Un tuffo nella storia di Bolsena

Bolsena è una città ricca di storia, infatti ha visto fiorire alcune delle civiltà più antiche del Centro Italia. Le sue origini risalgono all’epoca etrusca, con Volsinii, una delle città più importanti della dodecapoli etrusca (Velzna in etrusco). Dopo la conquista romana, il centro fu spostato più vicino al lago, dando vita all’attuale Bolsena, che nel tempo ha saputo conservare la sua anima antica.

La città è nota in tutto il mondo per un evento religioso che ha segnato la storia della Chiesa cattolica: il Miracolo Eucaristico di Bolsena

Secondo la tradizione, nel 1263 un sacerdote boemo, in pellegrinaggio verso Roma, celebrava la messa proprio sull’altare della chiesa di Santa Cristina. Colto da dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia, vide l’ostia sanguinare, macchiando il corporale (il panno liturgico) e le pietre dell’altare. 

Questo evento straordinario fu interpretato come una manifestazione divina e scosse profondamente la Chiesa cattolica.

Il Miracolo di Bolsena ebbe un impatto enorme: quando il Papa Urbano IV ne fu informato (si trovava ad Orvieto), istituì l’anno successivo la festa del Corpus Domini, una delle celebrazioni più sentite nel calendario liturgico.

E proprio ad Orvieto è custodito ancora oggi quel famoso corporale, nel Duomo. Questo legame storico e spirituale tra Bolsena e Orvieto è ancora oggi fortissimo.

Inoltre oggi, durante il Corpus Domini, Bolsena si riempie di colori con l’Infiorata, dei tappeti floreali che decorano il centro storico.

Ma la storia di Bolsena si legge anche nei suoi vicoli medievali, nel suo castello imponente, nelle chiese antiche e nelle testimonianze archeologiche etrusche e romane.

Passeggiare per il centro storico significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, tra pietre antiche e panorami mozzafiato.

Cosa fare e vedere a Bolsena

Esplora il centro storico di Bolsena: tra vie caratteristiche e la Rocca Monaldeschi

Una delle esperienze più affascinanti da fare a Bolsena è perdersi nel suo centro storico, un gioiello medievale che si sviluppa in salita, tra vicoli lastricati, archi in pietra e scorci sul lago da cartolina.

Il borgo è perfettamente conservato e ti regala quell’atmosfera autentica di un tempo passato, lontano dal turismo di massa. Ogni angolo ha una storia da raccontare e ogni finestra fiorita sembra voler accogliere i visitatori con un sorriso.

Il punto più alto e simbolico del borgo è senza dubbio la Rocca Monaldeschi della Cervara, un castello imponente che domina la città dall’alto. Costruita a più riprese tra XI e XIV secolo, la Rocca aveva una funzione difensiva e fu ristrutturata nel corso dei secoli. Oggi è uno dei monumenti più iconici di Bolsena ed è visitabile tutto l’anno.

All’interno della Rocca si trova il Museo Territoriale del Lago di Bolsena, che racconta la storia geologica, archeologica e culturale della zona. Potrai scoprire reperti etruschi, ceramiche medievali, mappe antiche e una sezione dedicata alla pesca e alla vita sul lago.

In cima alla Rocca troverai anche un punto panoramico imperdibile, che offre una vista mozzafiato sull’intero Lago di Bolsena, sulle isole Martana e Bisentina e sul verde che circonda la città. 


Visita la Chiesa di Santa Cristina

Se visiti Bolsena, una tappa fondamentale è la Chiesa di Santa Cristina, non solo per la sua bellezza e il suo valore spirituale, ma perché è qui che, secondo la tradizione, è avvenuto il Miracolo di Bolsena.

L’edificio conserva tracce di diverse epoche storiche: dal portale romanico alla cripta sotterranea dove si trova la Cappella Nuova del Miracolo, fino alle cappelle barocche. Una delle parti più affascinanti è sicuramente la Tomba di Santa Cristina, martire cristiana a cui la chiesa è dedicata: un luogo di raccoglimento e devozione ancora molto frequentato.

All’interno della chiesa potrai vedere la pietra macchiata di sangue e l’altare dove sarebbe avvenuto il miracolo. L’atmosfera è densa di spiritualità e silenziosa. 

Che tu sia credente o no, è un luogo che tocca il cuore, dove storia, fede e arte si intrecciano profondamente.

In estate, durante la festa di Santa Cristina (24 luglio), il miracolo viene rievocato attraverso la celebre “Sacra Rappresentazione”, una suggestiva processione notturna in costume che coinvolge tutto il paese e attira ogni anno centinaia di visitatori. 

Un evento da non perdere se ti trovi in zona in quel periodo.


Passeggiata romantica sul lago di Bolsena

Una delle esperienze più belle e rilassanti da fare a Bolsena è sicuramente una passeggiata romantica lungo il lago, magari al tramonto, quando i colori del cielo si specchiano sull’acqua.

Il punto di partenza ideale è il porto turistico di Bolsena, dove potrai osservare le caratteristiche barchette dei pescatori e le piccole imbarcazioni a vela che punteggiano la riva. 

Qui la vita scorre lenta, tra chi si gode un aperitivo con vista, chi rientra da una giornata sul lago e chi si rilassa semplicemente seduto su una panchina ad ascoltare il suono dell’acqua.

Il porticciolo è uno dei luoghi più fotografati del borgo, ed è facile capirne il motivo: è romantico, autentico e suggestivo in ogni stagione.

Il lungolago di Bolsena è perfetto anche per una passeggiata rilassata dopo cena, quando l’aria è più fresca e i lampioni si riflettono nell’acqua creando un’atmosfera dolce e poetica. L’intero percorso è pianeggiante, ben curato, con panchine, aiuole fiorite, gelaterie e piccoli chioschi.

È il classico posto dove ti viene voglia di rallentare, di vivere il momento e goderti la semplicità delle cose belle.


Spiagge, sport d’acqua e relax

Se stai pianificando una giornata o un weekend sul Lago di Bolsena, non puoi perderti le sue spiagge. Durante la bella stagione, il lago diventa la meta ideale per chi cerca relax, natura e attività all’aria aperta ma lontano dal caos del mare.

Le spiagge del Lago di Bolsena sono in gran parte libere, accessibili e circondate da un ambiente verde. L’acqua è tranquilla e il fondale scende dolcemente, rendendolo perfetto anche per famiglie con bambini. Inoltre, essendo un lago vulcanico, la sabbia è scura e naturale, con aree erbose che regalano ombra e frescura.

Le Naiadi: spiaggia libera con servizi

Una delle zone più conosciute e frequentate è quella delle Naiadi, dove si trova una lunga spiaggia libera, ben tenuta, circondata da alberi e adatta a chi cerca semplicità e contatto diretto con la natura. Qui potrai stendere il tuo telo sulla sabbia, fare un tuffo rigenerante nel lago o rilassarti leggendo un libro all’ombra.

Riva Verde: il nostro posto del cuore

Se invece cerchi comfort e relax totale, ti consigliamo quello che per noi è davvero il posto del cuore a Bolsena: Riva Verde. Si tratta di uno stabilimento balneare super curato, con una bellissima area verde dove noleggiare lettini e ombrelloni.

Riva Verde è perfetto anche se non vuoi portarti nulla da casa: qui trovi un ottimo ristorante dove gustare piatti freschi e gustosi, ma anche un bar per pranzi veloci, panini, insalatone o semplicemente un buon caffè da gustare con vista. Il tutto in un’atmosfera rilassata e immersa nella natura, a pochi minuti dal centro di Bolsena.

Sport d’acqua sul Lago di Bolsena: SUP, canoa e molto altro

Oltre al relax, il Lago di Bolsena è anche la meta perfetta per chi ama gli sport acquatici. L’acqua calma lo rende ideale per praticare SUP (stand up paddle), canoa, ma anche pedalò o semplici nuotate. Alcuni punti lungo il lungolago offrono la possibilità di noleggiare attrezzature a ore o per l’intera giornata.


Trekking nel Parco Archeologico Naturalistico di Turona

Se sei un amante del verde, delle passeggiate e dei luoghi poco battuti dal turismo di massa, ti consigliamo un’escursione nel Parco Archeologico Naturalistico di Turona.

Questo luogo, ancora poco conosciuto rispetto ad altre attrazioni della zona, è perfetto per chi ama il trekking nella natura e desidera scoprire un volto autentico e selvaggio dell’Alto Lazio.

Situato a pochi chilometri dal centro storico di Bolsena, il Parco di Turona è facilmente raggiungibile in auto o anche in bici per i più sportivi. Si tratta di un’area che unisce natura rigogliosa, archeologia e paesaggi rilassanti, dove potrai immergerti tra boschi, corsi d’acqua, sentieri ombreggiati e piccole cascate.

Il silenzio che regna nel parco, interrotto solo dal suono dell’acqua o dal canto degli uccelli, rende questa esperienza particolarmente rilassante, ideale per rigenerare corpo e mente.

Consiglio: porta con te scarpe comode, una borraccia e magari uno snack per goderti una pausa sotto gli alberi.

Non perdere una sosta al Santuario della Madonna di Turona, una piccola chiesa rurale immersa nella quiete, che racconta una parte della tradizione religiosa del territorio.

Noi adoriamo andarci soprattutto in primavera o in autunno, quando il bosco si tinge di colori accesi e l’aria è fresca e profumata. Ma anche d’estate, se vuoi sfuggire al caldo delle ore centrali, questo luogo è perfetto: fresco, ombreggiato e poco affollato.

Dove mangiare a Bolsena

Una visita a Bolsena non è completa senza aver assaggiato le sue eccellenze gastronomiche.

Che tu sia un amante del pesce di lago, della pizza, o sei alla ricerca di un aperitivo sfizioso, la cittadina saprà conquistarti anche a tavola. 


Pesce di lago con vista: Ristorante Il Gabbiano

Se vuoi mangiare del pesce di lago fresco in una location incantevole, ti consigliamo Il Gabbiano. 

Questo ristorante si affaccia direttamente sul lago, con tavoli posizionati su un bellissimo pratino verde proprio fronte spiaggia. Il contesto è rilassante e romantico, perfetto anche per una cena al tramonto. 

Il menù propone specialità di pesce come il coregone alla griglia, il luccio in salsa verde, o i tagliolini con il persico. 

Piatti semplici, ma preparati con ingredienti locali e cura.


Cucina tipica e pesce top: Trattoria da Giggetto

Un altro posto che amiamo e che vale assolutamente il tragitto in auto (si trova però a Gradoli, a circa 13 km dal centro di Bolsena) è la Trattoria da Giggetto. 

Qui si mangia pesce di lago, ma anche di mare, cucinato in modo tradizionale, con sapori che ricordano la cucina di una volta. 

È un locale semplice, senza fronzoli, ma con piatti che parlano da soli. Ottimi anche gli antipasti misti e la frittura.

È uno di quei posti in cui torni volentieri ogni volta che vuoi mangiare bene, sentirti a casa e goderti una bella giornata all’aperto con vista sul lago.


Ancora da provare ma molto promettente: Giò Ristocantina

Tra le novità più interessanti a Bolsena, ci hanno parlato molto bene di Giò Ristocantina, nasce dall’idea di creare un ristorante con una cucina territoriale, rivisitata in chiave moderna.

Anche se non ci siamo ancora stati di persona, è nella nostra lista dei posti da provare. Se ci vai prima di noi, raccontaci com’è!


Pizza super croccante alla pala: Ristorante La Francigena

Se sei in vena di pizza, una tappa obbligatoria è il Ristorante La Francigena, famoso per la sua pizza alla pala: croccante, leggera e cotta alla perfezione. 

È l’ideale per una cena informale o da condividere con gli amici.


L’apericena perfetto: Alimentari Retrogusto

Se stai cercando un posto dove fare un aperitivo diverso dal solito a Bolsena, ti consigliamo di cuore l’Alimentari Retrogusto. 

Un vero paradiso per chi ama il vino naturale, i taglieri ricchi e i prodotti locali selezionati con cura. 

Qui puoi scegliere direttamente al bancone i salumi e i formaggi che preferisci e comporre il tuo tagliere su misura, accompagnandolo con una buona bottiglia di vino. 

È il posto perfetto per una serata informale ma di qualità, immersi in un’atmosfera conviviale e rilassata.


Per uno spuntino easy: Pareo Bar

Se invece hai voglia di qualcosa di semplice e veloce, magari dopo una passeggiata sul lungolago o prima di rimetterti in viaggio, allora ti consigliamo una sosta al Pareo Bar. 

Si trova proprio vicino alla spiaggia “le naiadi”, è informale, perfetto per un pranzo leggero, un panino veloce o un aperitivo con vista. 

Ottimo anche per una colazione sul lago o un caffè rigenerante durante la giornata. 

Il servizio è rapido e cordiale, e la posizione è davvero strategica.

Suggerimenti pratici per visitare Bolsena al meglio

Se stai pianificando una gita a Bolsena, oppure vuoi semplicemente viverla con più consapevolezza e comodità, ecco qualche consiglio pratico che ti tornerà sicuramente utile.


Dove parcheggiare a Bolsena

Se visiti Bolsena in auto arriva presto, soprattutto nei weekend e nei mesi estivi. I parcheggi ci sono, ma si riempiono in fretta.

  • Se vuoi parcheggiare vicino al lago, ci sono diverse aree a pagamento lungo Viale Cadorna o vicino agli stabilimenti.
  • Per visitare il centro storico e la Rocca, ti conviene lasciare l’auto nel parcheggio a pagamento in Piazza Martiri di Nassirya in basso o in Via Madonna del Cacciatore in alto rispetto al borgo.
  • Alcuni parcheggi, specialmente fuori dal centro, sono gratuiti ma richiedono una breve camminata.

Quando visitare Bolsena: i periodi migliori

Bolsena è bella tutto l’anno, ma ogni stagione offre qualcosa di diverso:

  • In primavera (aprile-maggio), il clima è perfetto per passeggiare, fare trekking e godersi il lago senza il caos estivo.
  • L’estate è la stagione regina: spiagge, stabilimenti aperti, barche, gelati, eventi. Ma anche più affollata.
  • A settembre il lago è ancora caldo e il turismo più soft: un periodo che adoriamo per la sua atmosfera tranquilla.
  • In autunno e inverno puoi scoprire il lato più autentico e rilassante di Bolsena, magari gustando piatti caldi in trattoria dopo una passeggiata nel borgo.

Cosa mettere in valigia

Dipende ovviamente dal periodo, ma in linea generale, ecco qualche must-have:

  • Costume e telo mare (se vieni d’estate)
  • Scarpe comode per camminare nel centro e nel parco
  • Un k-way o giacchetto antivento (soprattutto in riva al lago)
  • Una felpa per la sera, anche d’estate
  • Una borraccia e crema solare
  • Macchina fotografica o smartphone carico: i panorami meritano

In conclusione:

Bolsena è una meta perfetta per una gita fuori porta, un weekend romantico o una vacanza rilassante sul lago.

È facilmente raggiungibile, offre tanto da vedere e da fare, ed è adatta a ogni tipo di viaggiatore, dalle famiglie agli amanti della natura, passando per chi cerca semplicemente un po’ di pace con vista.

E adesso tocca a te: se hai visitato Bolsena e hai voglia di condividere i tuoi posti del cuore, o se conosci qualche angolo segreto che ci è sfuggito, scrivicelo nei commenti: ci fa sempre piacere scoprire consigli autentici da chi ama i viaggi come noi!

E come sempre, noi ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere! 

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Dove dormire per un Weekend Romantico tra Arte, Design e Relax

Se stai organizzando un weekend romantico a Torino e vuoi vivere un soggiorno indimenticabile tra arte e benessere, il DUPARC Contemporary Suites è l’hotel ideale per te.

Situato nel quartiere di San Salvario, a due passi dal Parco del Valentino e non lontano dal centro città, questo elegante hotel 4 stelle è una vera oasi di tranquillità e bellezza, perfetta per coppie in cerca di un’esperienza speciale.

Architettura premiata e design d’autore

Il DUPARC è molto più di un semplice hotel: è un luogo dove il design moderno incontra l’arte contemporanea.

L’atmosfera è elegante e curata in ogni dettaglio, con ambienti luminosi, arredamenti ricercati e una forte identità estetica che rende l’esperienza davvero unica.

La struttura, progettata negli anni Settanta, è considerata un esempio di architettura brutalista e razionalista, integrata armoniosamente nel tessuto urbano della città. Le sue linee pulite, i volumi decisi e l’imponente facciata in cemento a vista e vetro, rendono l’edificio immediatamente riconoscibile.

Negli anni, l’edificio è stato oggetto di importanti riconoscimenti architettonici, ed è oggi valorizzato da un concept che unisce ospitalità, arte e design.

L’interno dell’hotel ospita infatti una collezione privata di opere d’arte contemporanea, con lavori firmati da artisti italiani e internazionali, trasformando ogni spazio, dalla hall ai corridoi, in una piccola galleria d’arte.

La Nostra Suite: un nido romantico con vista

Durante il nostro soggiorno, abbiamo avuto il piacere di alloggiare nella Luxury Terrace Junior Suite, una camera che ci ha davvero conquistati per il suo mix di eleganza, comodità e charme.

La suite è spaziosa e ben distribuita: un ambiente unico con zona notte e area living. Ma il vero punto forte è la terrazza privata panoramica, perfetta per godersi la colazione all’aperto o un aperitivo al tramonto con vista sui tetti di Torino, peccato solo che il tempo non era dei migliori durante il nostro soggiorno.

L’arredamento è moderno, con elementi di design curati nei minimi dettagli, e l’atmosfera è calda e intima: ideale per un soggiorno di coppia. Il letto king size è comodissimo, mentre il bagno spazioso con doppio lavandino, doccia gigante e vasca ci ha regalato quella coccola in più.

In dotazione abbiamo amato i prodotti super profumati, come crema corpo, shampoo e bagnodoccia, che ci hanno regalato un’esperienza sensoriale piacevole e rilassante. 

Tra l’altro questi prodotti sono stati selezionati per garantire non solo qualità ma anche rispetto per l’ambiente.

Benessere e Relax nella DUPARC Oriental SPA: una pausa rigenerante nel cuore di Torino

Una delle chicche del DUPARC è la sua Oriental SPA, ispirata ai rituali di benessere orientali.

L’ambiente è intimo e curato nei dettagli, con luci soffuse, profumi rilassanti e un sottofondo musicale pensato per accompagnare l’ospite in un viaggio multisensoriale.

La SPA propone un percorso benessere che unisce tradizione orientale e comfort occidentale e include:

  • Bagno turco, ideale per liberare le tossine e favorire il rilassamento muscolare.
  • Una vasca idromassaggio e docce emozionali, che stimolano la circolazione e coccolano i sensi.
  • Una zona relax con tisaneria, dove godersi un momento di pace assoluta.

Per chi cerca un momento speciale da condividere, la SPA offre anche trattamenti di coppia pensati per rilassarsi insieme, come i massaggi rilassanti, aromaterapici o a base di oli essenziali.

Inoltre la SPA è accessibile anche agli ospiti esterni all’hotel, ma la prenotazione è obbligatoria per garantire un’esperienza esclusiva e non affollata.

Mentre per chi soggiorna al DUPARC, l’accesso alla SPA può essere incluso in alcuni pacchetti o riservato con offerte speciali.

Gusto e Qualità per Iniziare la Giornata

Al DUPARC, la colazione a buffet nel ristorante interno è un momento speciale, pensato per coccolare gli ospiti sin dal mattino.

Tra le proposte dolci, spiccano brioches, torte, marmellate e creme spalmabili, mentre per chi preferisce il salato, abbiamo trovato un mondo di formaggi e salumi locali, ma anche uova, bacon e molto altro.

Decisamente una colazione ricca e golosa!!

E non mancano nemmeno le proposte vegetariane e gluten-free.

Per un’esperienza ancora più intima, è possibile richiedere la colazione in camera, ideale per godersi un momento di relax nella propria suite.

Ma dopo la colazione perfetta arriva il momento di prepararsi per esplorare le meraviglie di Torino.

Una Posizione Strategica per Scoprire Torino

La posizione del DUPARC è ideale per chi vuole godersi Torino senza stress. 

In pochi minuti a piedi infatti si raggiunge il Parco del Valentino, uno dei più romantici della città, dal quale è facile raggiungere anche il centro, sia a piedi che con i mezzi pubblici.

Informazioni Utili per il Tuo Soggiorno

  • Indirizzo: Corso Massimo D’Azeglio 21, Torino
  • Parcheggio: disponibile su richiesta
  • Servizi: oltre alla SPA troverai anche un centro fitness, Wi-Fi gratuito, e ovviamente il ristorante interno
  • Check-in/Check-out: flessibile

Per Concludere:

Che si tratti di un anniversario, una fuga romantica o un regalo a due, il DUPARC Contemporary Suites è davvero consigliato per un soggiorno a Torino super speciale.

Noi ci siamo sentiti coccolati dal primo all’ultimo momento e non vediamo l’ora di tornare!

Prima di salutarti siamo molto felici di lasciarti un piccolo regalino, ossia il nostro codice sconto PORTAMIAVEDERE, ti basterà inserirlo in fase di prenotazione sul sito web della struttura per avere un bel 20% di sconto per il tuo soggiorno al DUPARC!!

Speriamo che questo articolo sia stato utile per organizzare il tuo weekend a Torino.

Se cerchi altre idee su cosa vedere e fare in città, leggi anche il nostro Weekend Romantico a Torino, Itinerario.

E se hai altri consigli da dare, scrivili pure nei commenti!

Noi come sempre ci vediamo al prossimo… Portami a Vedere! 

Musei Reali a Torino
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Weekend Romantico a Torino, itinerario

Fuga per due tra Arte, Relax e Gusto

Torino, elegante e sorprendente, è una delle città più romantiche d’Italia. 

Perfetta per un weekend di coppia, offre una combinazione affascinante di architettura regale, musei straordinari, ristoranti storici e parchi.

Se sogni una fuga tra cultura, benessere e buon cibo, ecco il nostro itinerario per due giorni da vivere mano nella mano nel cuore del Piemonte.

Giorno 1 – Tesori Reali, Atmosfere Storiche e Aperitivi d’autore

Musei Reali di Torino: un Viaggio nell’Arte e nella Storia

Inizia il tuo weekend romantico visitando i Musei Reali, una delle esperienze culturali più complete e affascinanti della città. 

Situati nel cuore del centro storico, questo complesso museale permette di immergersi nella storia della dinastia Savoia, tra sale affrescate, collezioni d’arte, manoscritti antichi e scorci reali che vi faranno sentire parte della nobiltà piemontese.

Palazzo Reale

Un tempo residenza ufficiale dei Savoia, il Palazzo Reale è un capolavoro barocco che ti lascerà senza fiato. 

Le sontuose Sale di Rappresentanza sono decorate con stucchi dorati, specchi, arazzi francesi e mobili d’epoca, una vera meraviglia.

Armeria Reale

Considerata una delle collezioni di armi antiche più importanti del mondo, ospita armature, sciabole e pistole finemente decorate. 

L’allestimento, situato nella maestosa Galleria della Regina, è particolarmente scenografico, ma preparati psicologicamente perché é anche una delle stanze più affollate dell’intero complesso!!

Cappella della Sindone

Capolavoro barocco di Guarino Guarini, la cappella è stata restaurata dopo l’incendio del 1997. Qui veniva custodita la Sacra Sindone, oggi conservata nel Duomo.

Assolutamente da non perdere, probabilmente è stata la parte della visita che ci ha più colpito.

Galleria Sabauda

Un paradiso per gli amanti della pittura rinascimentale e barocca.

Museo di Antichità e Galleria Archeologica

Per un viaggio nell’antico Piemonte, con reperti romani e egizi.

Giardini Reali

Ideali per una pausa romantica durante la visita. 

Progettati nel Seicento, sono stati recentemente restaurati e collegano armoniosamente i diversi edifici museali.

A differenza del resto del complesso l’ingresso ai giardini è gratuito.

Biblioteca Reale

Un vero gioiello per gli appassionati di manoscritti. Ospita oltre 200.000 volumi, tra cui disegni di Leonardo da Vinci, mappe antiche e codici miniati.

La visita del Salone Monumentale è libera e gratuita, mentre l’accesso alla Sala Lettura per la consultazione dei documenti necessita di prenotazione e registrazione on-line.


Visita la Mole Antonelliana e il Museo Nazionale del Cinema

Nel pomeriggio, sali sulla Mole Antonelliana, simbolo indiscusso di Torino. 

Con la sua inconfondibile cupola e i suoi 167 metri di altezza, domina lo skyline torinese ed è una delle attrazioni turistiche più visitate in Italia. 

L’esperienze più romantica consiste nel salire a bordo dell’ascensore panoramico in cristallo che, attraversando la cupola, porta fino al “tempietto” panoramico a 85 metri di altezza. Da qui si gode di una vista mozzafiato su Torino e sulle Alpi.

Inoltre, all’interno della Mole si trova il Museo Nazionale del Cinema, considerato uno dei più affascinanti e innovativi al mondo. Disposto in verticale lungo l’interno della cupola, il percorso museale è un’esperienza immersiva che ripercorre la storia del cinema, dalle origini ai giorni nostri.

Tra scenografie, manifesti storici, oggetti di scena e installazioni interattive, potrete rivivere l’emozione dei primi film muti, scoprire i segreti del montaggio cinematografico e persino sdraiarvi su comode poltrone per guardare spezzoni di pellicole proiettate sul soffitto. 

Un’esperienza coinvolgente e perfetta da vivere in due!

Ti suggeriamo di dedicare almeno due ore alla visita del museo e di concludere con la salita panoramica verso il cielo torinese. Ti resterà nel cuore.


Aperitivo a La Drogheria: il cuore del cocktail torinese tra tapas gourmet ed Extra Vermouth

Durante un weekend romantico a Torino, non può mancare un aperitivo a La Drogheria, uno dei locali più iconici della città, affacciata su Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze più grandi d’Europa e simbolo della movida torinese.

Il nome richiama le vecchie botteghe di spezie e rimedi naturali, e il locale mantiene ancora oggi un’anima eclettica e raffinata, con interni curati, pareti artistiche e dettagli vintage che raccontano la sua evoluzione.

Il vero fiore all’occhiello della Drogheria è il menu dei cocktail, dove la mixology è portata al massimo livello. 

Ogni drink è pensato come un’esperienza sensoriale: vengono utilizzati ingredienti freschi, sciroppi e infusioni artigianali e spezie selezionate. 

I cocktail sono originali, curati anche nella presentazione e aggiornati stagionalmente.

Che tu sia un amante dei classici come il Negroni o voglia provare qualcosa di insolito e sperimentale, troverai sempre qualcosa che sorprende.

Accanto alla mixology, La Drogheria propone anche una cucina di altissimo livello, ispirata al mondo delle tapas spagnole, ma reinterpretata. 

Le porzioni sono perfette per essere condivise, e i piatti variano tra proposte vegetariane, pesce, carne e specialità internazionali con un tocco gourmet.

Non perderti poi l’Extra Vermouth, l’esperienza dei veri torinesi.

Un tasting guidato alla scoperta del celebre Vermouth di Torino, nato nel Settecento, dove potrai assaggiare le diverse tipologie: bianco, rosso (il nostro preferito) e dry.


Dormire al DUPARC Contemporary Suites

Concludi la giornata al DUPARC Contemporary Suites, un elegante hotel 4 stelle vicino al Parco del Valentino. 

Le suite, ampie e moderne, sono decorate con opere d’arte contemporanea ed è secondo noi il posto ideale per un soggiorno intimo e raffinato.

Te ne parliamo nel dettaglio nel nostro articolo L’Hotel Perfetto a Torino.

Inoltre con il codice sconto PORTAMIAVEDERE avrai il 20% di sconto in fase di prenotazione, direttamente dal sito della struttura.

Giorno 2 – Relax, gusto e passeggiate romantiche

Relax al DUPARC Oriental SPA

Inizia la tua giornata con un’esperienza rigenerante nel DUPARC Oriental SPA, ispirata alla filosofia giapponese. 

Troverai percorsi benessere con docce tropicali a diverse temperature, bagno di vapore all’eucalipto, cascata per cervicale, jacuzzi, zona relax con tisane e avrai la possibilità di prenotare dei massaggi di coppia.

L’ideale per iniziare la giornata in perfetta armonia.


Passeggiata nel Parco del Valentino

Dopo la SPA, goditi una passeggiata nel vicino Parco del Valentino, lungo le rive del Po. 

Si tratta di uno dei luoghi più romantici di Torino, dove potrai scoprire il Borgo Medievale, ricostruzione fedele di un villaggio del XV secolo, e il Castello del Valentino, sede della Facoltà di Architettura.


Pranzo tipico Piemontese al Ristorante Porto di Savona

Fermati per pranzo in uno dei ristoranti più storici della città: il Ristorante Porto di Savona, affacciato su Piazza Vittorio Veneto. Aperto nel lontano 1863, è considerato un vero e proprio punto di riferimento per la cucina piemontese tradizionale.

L’ambiente conserva un fascino d’epoca con arredi sobri, pareti ricche di fotografie e dettagli che raccontano oltre 150 anni di storia.

Tra le specialità tipiche non può mancare il vitello tonnato, l’antipasto più celebre del Piemonte, con fettine sottili di vitello e salsa cremosa al tonno, e il bonet, il classico dolce al cucchiaio a base di cacao, amaretti e rum.


Passeggiata in centro tra Galleria Subalpina, Palazzo Carignano e Piazza San Carlo

Il weekend romantico a Torino può concludersi con una passeggiata tra le vie più eleganti e ricche di storia della città, dove l’atmosfera regale si respira in ogni dettaglio.

Parti dalla Galleria Subalpina, tra Piazza Castello e Piazza Carlo Alberto, uno degli angoli più suggestivi della città. 

Progettata nel 1873, è un raffinato passaggio coperto in ferro e vetro, che ricorda le gallerie parigine. 

L’atmosfera qui è d’altri tempi: tra boutique vintage, caffè storici e una luce soffusa che filtra dal tetto vetrato, la Galleria è perfetta per una breve sosta o per scattare foto di coppia in un contesto romantico e retrò.

Prosegui poi verso Palazzo Carignano, uno degli edifici barocchi più belli d’Italia e sede del primo Parlamento del Regno d’Italia. 

Altro capolavoro progettato da Guarino Guarini, questa volta per i principi di Carignano.

Questo palazzo in mattoni rossi colpisce per la sua facciata ondulata e oggi ospita il Museo del Risorgimento.

Concludi la passeggiata in Piazza San Carlo, soprannominata il “salotto di Torino”. Questa elegante piazza porticata è dominata dalle Chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo, e impreziosita da caffè storici come il Caffè San Carlo e il Caffè Torino, dove puoi respirare tutto il fascino aristocratico della città.

Se ti resta ancora un po’ di tempo, ti suggeriamo di esplorare anche Via Po e magari fare un’ultima sosta in una cioccolateria artigianale per assaggiare i famosi gianduiotti.

In conclusione:

Ringraziamo Turismo Torino e Provincia per averci invitato a scoprire meglio questa meravigliosa città.

Ne parliamo anche sui nostri profili social e in particolare ti invitiamo a scoprire il cuore di Torino attraverso la nostra guida per una Fuga Romantica a Torino e il Reel per immergerti ancora di più nell’atmosfera elegante e raffinata dei Musei Reali.

Speriamo che il nostro itinerario per un weekend romantico a Torino ti sia stato utile! Se hai più tempo da dedicare alla città, ti invitiamo a leggere anche il nostro itinerario insolito di 3 giorni a Torino.

E se hai dei consigli da condividere con tutti i lettori, scrivili pure nei commenti!

Noi, come sempre, ti diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere.

palazzo uffici olivetti ivrea
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Sito UNESCO di Ivrea: la città ideale di Olivetti

Una città industriale che ha fatto la storia (e continua a ispirare)

Nel cuore del Piemonte esiste una città diversa da tutte le altre: Ivrea. Non è solo un centro industriale, ma un laboratorio sociale e culturale nato dal sogno di Camillo e Adriano Olivetti. Qui, tra gli anni ’30 e ’60, è stata costruita una città a misura d’uomo, dove il lavoro non era solo produzione, ma anche dignità, bellezza e comunità.

Dal 2018, Ivrea è riconosciuta come Patrimonio Mondiale UNESCO per il suo eccezionale valore culturale legato alla visione industriale e sociale di Adriano Olivetti. 

Ma cosa visitare? Di seguito ti raccontiamo la nostra esperienza.

Inizia dal Visitor Centre, il punto di partenza per esplorare Ivrea

modellino visitor centre ivrea

Per comprendere appieno la visione olivettiana, il Visitor Centre in Via Jervis 11 è il luogo ideale da cui partire. Qui troverai mappe, plastici 3D e personale pronto a raccontarti la storia di questo incredibile sito UNESCO. L’ingresso è gratuito!

Orari di apertura:

  • Dal 16 marzo al 15 ottobre: dal martedì alla domenica e festivi, 10:00–18:00
  • Dal 16 ottobre al 15 marzo: venerdì, sabato, domenica e festivi, 10:00–18:00
  • Negli altri giorni, aperto su prenotazione o su chiamata 

Contatti:

Telefono: +39 379 1694756 

Email: unescovisitorcentre@ivreacittaindustriale.it

Core Zone: il cuore pulsante della visione olivettiana

La Core Zone rappresenta il nucleo originario del progetto di Adriano Olivetti. 

Qui si trovano edifici emblematici che testimoniano l’integrazione tra industria, architettura e servizi sociali. 


La Fabbrica dei Mattoni Rossi: l’inizio del sogno industriale di Olivetti

La Fabbrica dei Mattoni Rossi, progettata da Camillo Olivetti all’inizio del Novecento, rappresenta il primo passo concreto della visione industriale che ha reso Ivrea una città unica nel suo genere. 

Costruita nel 1896 lungo Via Jervis, questa struttura segna l’avvio della produzione Olivetti e diventa il simbolo della trasformazione di Ivrea da borgo piemontese a capitale dell’innovazione industriale italiana. 

Oggi, la Fabbrica dei Mattoni Rossi è parte integrante del sito UNESCO “Ivrea, città industriale del XX secolo” e testimonia il desiderio di Camillo Olivetti di creare un’industria che fosse moderna, efficiente ma anche profondamente umana. 


Le Officine ICO: il cuore pulsante della produzione Olivetti

Le Officine ICO (Industrie Camillo Olivetti) sono il cuore storico e simbolico della produzione olivettiana a Ivrea. Realizzate tra il 1937 e il 1958, rappresentano uno degli esempi più significativi di architettura industriale moderna in Italia. 

Progettate da architetti innovativi come Luigi Figini e Gino Pollini, le Officine ICO incarnano perfettamente la filosofia di Adriano Olivetti, che immaginava spazi produttivi luminosi, razionali e a misura d’uomo, in totale contrasto con l’idea di fabbrica cupa e alienante.

Con le loro grandi vetrate, le linee essenziali e l’integrazione armoniosa con il paesaggio urbano, queste officine non erano solo un luogo di lavoro, ma anche uno spazio dove il benessere dei lavoratori veniva messo al centro. 

Qui nascevano le celebri macchine da scrivere Olivetti, come la Lettera 22, simbolo di design e innovazione, apprezzata in tutto il mondo.


Il Palazzo Uffici Olivetti: dove l’architettura favorisce il dialogo

scalata palazzo uffici olivetti ivrea

Progettato tra il 1960 e il 1963 dagli architetti Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi e Gian Antonio Bernasconi, il Palazzo Uffici Olivetti rappresenta uno dei capolavori dell’architettura moderna italiana.

Il cuore del palazzo è la sua straordinaria scala centrale, un’opera architettonica che lascia senza fiato. La spirale geometrica che si innalza verso un soffitto esagonale ricoperto da una luminosa struttura a nido d’ape è molto più di un semplice elemento funzionale: è una vera e propria scultura abitabile, simbolo di come anche i luoghi del lavoro potessero essere attraversati dalla bellezza. 

Questa scala monumentale, protagonista di numerosi scatti fotografici, è oggi uno degli scorci più amati e rappresentativi dell’architettura moderna italiana, ma non è solo un elemento funzionale, è un vero e proprio simbolo dell’innovazione e della visione olivettiana: favorire l’incontro e la comunicazione tra le persone.


Talponia: l’architettura che si fonde con la natura

Il complesso residenziale noto come Talponia rappresenta un esempio straordinario di integrazione tra architettura e paesaggio. Progettato tra il 1968 e il 1971 dagli architetti Roberto Gabetti, Aimaro Oreglia d’Isola e Luciano Re, su commissione della Olivetti, Talponia fu concepito per ospitare temporaneamente i dipendenti dell’azienda. 

La particolarità di Talponia risiede nella sua progettazione: lunga circa 300 metri, si sviluppa su due piani con una pianta semicircolare, completamente interrata, ad eccezione della facciata rivolta verso una corte interna, presenta un tetto pavimentato accessibile dalla strada, che funge da terrazza panoramica affacciata su una collina. 

Gli alloggi sono disposti lungo una strada coperta e si affacciano su una vetrata continua che offre una vista sul bosco circostante. Il parcheggio delle auto, anch’esso interrato, e la copertura a prato contribuiscono all’armonia tra l’edificio e l’ambiente naturale, da cui deriva il soprannome “Talponia”. 


Centro dei Servizi Sociali e Biblioteca: l’anima culturale e sociale della visione olivettiana

Il Centro dei Servizi Sociali Olivetti ospitava una biblioteca aziendale, un’infermeria, servizi di assistenza sociale e un ufficio del personale, offrendo ai dipendenti e alle loro famiglie spazi dedicati alla cultura, alla salute e al benessere. 

La biblioteca, in particolare, era un centro culturale vivace, con un’intensa attività di prestiti e consultazioni, e organizzava conferenze, concerti e mostre d’arte, contribuendo a creare un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo. 

Oggi, il Centro dei Servizi Sociali continua ad essere un luogo di aggregazione e formazione, ospitando attività culturali e sociali che mantengono viva l’eredità olivettiana.


Chiesa di San Bernardino: un bene FAI che testimonia l’attenzione di Olivetti per la spiritualità e la comunità. 

chesa di san bernardino affreschi ivrea

La Chiesa di San Bernardino a Ivrea è un gioiello del Rinascimento piemontese, situata nel cuore dell’area industriale Olivetti, oggi riconosciuta come sito UNESCO.

Costruita tra il 1455 e il 1457 dai Frati Minori Osservanti, la chiesa è celebre per il ciclo di affreschi “Vita e Passione di Cristo” realizzato da Giovanni Martino Spanzotti tra il 1480 e il 1490, considerato uno dei capolavori della pittura padana quattrocentesca .

Nel 1907, Camillo Olivetti acquistò il complesso per avvicinarsi alla sua fabbrica, trasformandolo successivamente nella residenza di famiglia. Nel 1955, la chiesa fu restaurata, preservando gli affreschi e l’architettura originale. Nel 2023, la famiglia Olivetti ha donato la chiesa al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), che ha avviato un progetto di restauro e valorizzazione.

Buffer Zone: l’espansione della città ideale

La Buffer Zone comprende le aree attorno ai principali edifici olivetani.

Serve a mantenere l’equilibrio tra città, architettura e paesaggio, evitando che nuove costruzioni o trasformazioni urbane alterino il valore culturale del sito UNESCO.


Quartiere Residenziale di Canton Vesco

Il Quartiere Residenziale di Canton Vesco, situato nella zona sud della città di Ivrea, fu sviluppato per offrire abitazioni confortevoli e integrate nel verde ai dipendenti dell’azienda .

Il progetto coinvolse architetti e urbanisti di rilievo, tra cui Ugo Sissa, Italo Lauro, Marcello Nizzoli, Annibale Fiocchi e Giuseppe Mario Oliveri . 

Il quartiere si estende su circa 400.000 metri quadrati e comprendeva non solo residenze, ma anche servizi essenziali per la comunità.


Chiesa del Sacro Cuore di Gesù

chiesa nel quartiere di Canton Vesco ivrea

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù nel quartiere Canton Vesco di Ivrea, si distingue per la sua copertura innovativa, che conferisce all’edificio un aspetto dinamico e moderno. 

La struttura richiama volutamente una tenda, simbolo biblico di peregrinazione e accoglienza, a sottolineare l’idea che la fede non sia una realtà statica, ma un percorso condiviso, un rifugio temporaneo lungo la strada della vita.


Asilo Nido, oggi sede dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa.

L’Asilo Nido Olivetti, sempre nel quartiere di Canton Vesco di Ivrea, rappresenta un esempio pionieristico di architettura educativa integrata nel contesto urbano e sociale.

L’asilo adottava un approccio educativo ispirato al metodo Montessori, promuovendo l’autonomia e la libertà dei bambini. Gli spazi erano progettati per stimolare l’esplorazione: i bambini potevano giocare all’aperto e persino accedere al tetto, trasformato in un’area sicura per il gioco, favorendo un contatto diretto con l’ambiente circostante.

Oggi, l’edificio ospita l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa, istituito nel 2005 in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la Regione Piemonte, il Comune di Ivrea e Telecom Italia.  

L’archivio conserva oltre 82.000 rulli di film realizzati a partire dai primi anni del Novecento, documentando la storia industriale italiana.  

Dotato di un laboratorio interno, l’archivio digitalizza e restaura pellicole e nastri magnetici, garantendo la preservazione e la diffusione di questo patrimonio audiovisivo. 


Case per dirigenti e famiglie numerose

quartiere canton vesco

Il quartiere residenziale di Canton Vesco a Ivrea, fu concepito per ospitare sia le famiglie numerose dei dipendenti che i dirigenti dell’azienda, promuovendo un modello di convivenza integrata e armoniosa .

Le abitazioni destinate alle famiglie numerose erano progettate per offrire spazi funzionali e confortevoli, con soluzioni architettoniche che includevano piccoli giardini privati e orti, favorendo l’autonomia e la qualità della vita quotidiana. Queste case, spesso organizzate su due piani, riflettevano l’attenzione di Olivetti per le esigenze delle famiglie operaie, garantendo loro un ambiente abitativo dignitoso e stimolante .

Le residenze destinate ai dirigenti erano caratterizzate da un design moderno e raffinato, offrivano maggiore privacy e comfort, rispecchiando il ruolo e le responsabilità dei dirigenti all’interno dell’azienda.

La coesistenza di queste diverse tipologie abitative all’interno dello stesso quartiere testimonia la volontà di Olivetti di superare le barriere sociali, promuovendo un senso di comunità e appartenenza tra tutti i dipendenti.


Laboratorio-Museo Tecnologic@mente: dove scoprire i tesori tecnologici che hanno reso Ivrea un punto di riferimento mondiale.

Il Laboratorio-Museo Tecnologic@mente di Ivrea è un luogo unico dove storia, innovazione e formazione si incontrano per raccontare l’eccezionale eredità tecnologica della Olivetti e offre ai visitatori un’esperienza immersiva tra esposizioni storiche e laboratori didattici. 

Il museo ospita una ricca collezione di macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche ed elettroniche, e personal computer che hanno segnato l’evoluzione tecnologica del XX secolo. Tra i pezzi più iconici spicca la Olivetti Programma 101, considerata da molti il primo personal computer della storia. 

Progettata tra il 1962 e il 1964 dall’ingegnere Pier Giorgio Perotto e presentata al pubblico nel 1965, la P101 rappresentò una rivoluzione nel mondo dell’informatica, grazie al suo design compatto e alle funzionalità avanzate per l’epoca. 

Oltre alla parte museale, Tecnologic@mente è anche un centro educativo all’avanguardia. Le aule attrezzate e i laboratori offrono attività didattiche rivolte a studenti di tutte le età, con percorsi che spaziano dalla programmazione con Arduino alla stampa 3D, dall’intelligenza artificiale alla robotica. Questi laboratori inclusivi mirano a stimolare la creatività e la voglia di sperimentare.


Archivio Storico Olivetti nella Villa Casana

Costruita nei primi anni del Novecento, Villa Casana è una villa storica situata su un’altura che offre una vista panoramica sulla città di Ivrea e sulle montagne circostanti. Nel 1952, la proprietà venne acquistata dalla Olivetti, che la ristrutturò e la adibì prima a uffici e successivamente a scuola dell’infanzia.

Dal 1987, Villa Casana è sede dell’Archivio Storico Olivetti, diventando un luogo simbolico dove passato e presente si incontrano. Nel 1998, l’archivio e i suoi fondi documentari sono stati riconosciuti di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta. 

Il patrimonio dell’archivio comprende una vasta gamma di materiali: documenti aziendali, lettere, libri, giornali, riviste, manifesti, disegni, fotografie, audiovisivi, prodotti, modellini e plastici. L’archivio è gestito dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, che si occupa della raccolta, riordino, conservazione, studio e promozione di questo vasto patrimonio. 

Oltre alla conservazione dei materiali, l’Archivio Storico Olivetti svolge un’intensa attività di ricerca e divulgazione. Collabora con studiosi, ricercatori e istituzioni culturali per promuovere la conoscenza della storia e dei valori olivettiani. Organizza mostre (come quella di cui vi parliamo nel prossimo paragrafo), conferenze, studi e pubblicazioni, contribuendo a mantenere viva la memoria di un’azienda che ha segnato profondamente la storia industriale e culturale italiana. 

Olivetti e i fotografi della Magnum

Fino al 26 ottobre 2025, il Museo Civico P.A. Garda ospita la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum”, che racconta la collaborazione tra l’industria Olivetti e quattro grandi maestri dell’agenzia Magnum Photos: Wayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson e Sergio Larrain. 

Attraverso i loro scatti, realizzati tra gli anni ’50 e ‘60, si esplora l’universo Olivetti, dai negozi di San Francisco alle fabbriche in Sud America, passando per le sedi produttive di Pozzuoli e gli spazi urbani di New York e Buenos Aires .

Queste immagini offrono una visione unica dell’azienda, evidenziando l’attenzione di Olivetti per il design, l’etica del lavoro e la qualità della vita dei dipendenti. 

In conclusione

Ivrea non è solo un sito UNESCO, ma un esempio concreto di come il lavoro possa creare comunità. 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile per la vostra prossima visita, se invece cercate altre esperienze da fare a Ivrea, te ne parliamo in qui

Se avete altre informazioni o esperienze da condividere, scrivetelo nei commenti! 

E noi, come sempre, vi diamo appuntamento al prossimo “Portami a vedere”.

Rafting Ivrea
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

Cosa vedere a Ivrea, 10 motivi + BONUS per visitarla

Ivrea è una di quelle città in grado di sorprendere. 

Magari non è ancora tra le mete più battute del Piemonte, ma credeteci: questa piccola perla custodisce bellezza, natura, storia industriale e angoli inaspettati tutti da scoprire. 

Noi abbiamo avuto la fortuna di viverla grazie al press tour organizzato da Turismo Torino e Provincia e dal Comune di Ivrea… e oggi vogliamo raccontarvela!

Abbiamo quindi raccolto per voi 10 motivi per cui dovreste mettere Ivrea in lista per il vostro prossimo weekend fuori porta. Alla fine dell’articolo, trovate anche qualche bonus per sapere dove mangiare bene e dove dormire in città.

1. Il Sito UNESCO dell’Architettura Olivettiana

Ivrea è Patrimonio UNESCO grazie all’eccezionale complesso architettonico e industriale legato alla visione di Camillo Olivetti, il padre, e Adriano Olivetti, imprenditore illuminato che ha rivoluzionato il concetto di fabbrica. Qui non si produceva solo, si costruiva una comunità.

Le ampie vetrate che facevano entrare luce naturale, migliorando la qualità della vita sul lavoro, molto prima che il benessere aziendale diventasse un tema centrale, ci fa capire quanto il loro approccio fosse rivoluzionario al tempo.

Inoltre pensate che attorno alla fabbrica, Adriano Olivetti fece costruire scuole, biblioteche, quartieri residenziali, impianti sportivi: un ecosistema urbano che metteva la persona al centro, quindi parliamo di un modello imprenditoriale innovativo e ancora oggi fonte di ispirazione.

Approfondiamo l’argomento della città ideale di Olivetti su questo articolo.


2. Avventura in Rafting con Eporedia Rafting Centre

Ivrea è una meta ideale per gli amanti degli sport fluviali, grazie alla presenza dello Stadio della Canoa e alle acque della Dora Baltea, che ospitano regolarmente competizioni nazionali e internazionali di rafting e canoa slalom. 

L’Eporedia Rafting Centre offre esperienze di rafting adatte a tutte le età, comprese attività per bambini a partire dai 6 anni, rendendo l’avventura accessibile anche alle famiglie. 

Le discese, come il “soft rafting”, permettono di esplorare la Dora Baltea in sicurezza, godendo di panorami unici sulla città e sulla natura circostante. 

Per chi cerca un’esperienza più culturale, l’attività “La Dora racconta” combina il rafting con una guida archeologica che narra la storia di Ivrea mentre si naviga il fiume. 

Durante i mesi estivi, il centro organizza anche discese con aperitivo, ideali per gruppi di amici e famiglie.

Partecipare a un’escursione con l’Eporedia Rafting Centre significa vivere Ivrea da una prospettiva diversa, unendo sport, natura e cultura in un’unica esperienza.

Noi abbiamo provato il rafting qui per la prima volta e non potevamo scegliere luogo migliore, è stato interessante ma anche troppo divertente!! 


3. Un panino da ricordare: il Trota di GiuLiVa Bistrocafè

A Ivrea, il GiuLiVa Bistrocafè è una tappa imperdibile per gli amanti del buon cibo. 

Il piatto forte è un panino! Sì, ma non uno qualunque. “Il Trota” di GiuLiVa Bistrocafè è uno di quei sapori che non si dimenticano facilmente. Sorprendente, creativo, goloso. 

Ve lo diciamo: è uno di quei motivi per cui vale la pena tornare a Ivrea solo per mangiarlo di nuovo!

La cucina, ispirata all’Asia ma radicata nei prodotti piemontesi, offre pranzi leggeri e gustosi.

Ma GiuLiVa Bistrocafè è rinomato anche per le sue colazioni, con croissant appena sfornati e paste fresche che deliziano i palati più esigenti. 

Inoltre, il locale ospita eventi culturali, come mostre d’arte contemporanea, rendendolo un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza gastronomica e culturale unica a Ivrea. 


4. Il Castello di Ivrea e i Camminamenti Panoramici

Il Castello di Ivrea, noto anche come il “castello dalle rosse torri”, è uno dei simboli più riconoscibili della città.

Risalente al XIV secolo, il castello ha svolto un ruolo cruciale nella storia della regione, fungendo da fortezza difensiva e successivamente da carcere fino al 1970 .

Dopo un lungo periodo di chiusura, il castello ha riaperto al pubblico nel luglio 2024, offrendo ai visitatori l’opportunità di esplorare anche i camminamenti di ronda, mai accessibili prima.

Questi percorsi panoramici lungo le mura offrono viste mozzafiato sulla città e vi faranno sentire un po’ cavalieri medievali.

Durante la visita, è possibile anche esplorare il cortile interno e alcune delle antiche celle carcerarie, testimoni silenziosi di secoli di storia.


5. Street Art a sorpresa: l’eredità visiva di Olivetti sui muri di Ivrea

Passeggiando per Ivrea, è impossibile non notare le vivaci opere di street art che adornano muri e palazzi.

Queste creazioni non sono semplici decorazioni: sono omaggi alla visione di Adriano Olivetti e al patrimonio industriale della città.

Grazie al progetto [In]visible Ivrea, artisti come Ermenegildo Nilson e Rombo hanno reinterpretato iconografie storiche dell’Olivetti, come la Divisumma 24 e la Lettera 22, su edifici situati sia nel centro storico che nei quartieri residenziali. 

Queste opere non solo valorizzano l’estetica urbana, ma raccontano anche la storia e l’innovazione che hanno reso Ivrea un sito UNESCO


6. La Cattedrale e la Cripta Labirintica

Nel cuore del centro storico di Ivrea si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta, un capolavoro architettonico che racconta secoli di storia e spiritualità. Costruita su un’antica area sacra romana, è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, unendo elementi romanici, barocchi e neoclassici.

Appena entrati, siamo rimasti senza fiato: gli interni sono eleganti, luminosi e ricchi di dettagli, con colonne imponenti e decorazioni che trasmettono un senso di pace e sacralità.

Ma il vero gioiello nascosto è la cripta sotterranea, un suggestivo labirinto di colonne e volte risalenti all’anno 1000. Qui si conservano affreschi del XV secolo, come una Madonna delle Grazie, e il sarcofago romano che custodisce le reliquie di San Besso.

Un luogo affascinante, silenzioso e misterioso, che vi consigliamo di visitare con una guida per ascoltare la sua storia e notare quei dettagli che altrimenti sarebbe impossibile cogliere.


7. Il Museo Tecnologic@mente e la P101: alle origini del personal computer

Se ami la tecnologia, non puoi perderti il Laboratorio Museo Tecnologic@mente di Ivrea, dedicato all’epopea dell’Olivetti.

Qui scoprirai il Programma 101, il primo personal computer da tavolo al mondo, e potrai ripercorrere la storia dell’innovazione italiana, dalle macchine da scrivere all’informatica.

Il museo propone visite guidate nei weekend e attività didattiche per scuole e gruppi, con laboratori pensati per stimolare la creatività e la voglia di sperimentare tra i più giovani.

Un vero tuffo nel passato… che parla però al futuro.


8. La Chiesa di San Bernardino: un gioiello quattrocentesco del FAI

La Chiesa di San Bernardino è un capolavoro del XV secolo noto per il ciclo di affreschi di Giovanni Martino Spanzotti, che raccontano la Vita e la Passione di Cristo con scene suggestive come l’Annunciazione e il Giudizio Universale.

Acquisita dalla famiglia Olivetti nel 1907 e restaurata negli anni ’50, oggi la chiesa è un bene del Fondo Ambiente Italiano (FAI) e si può visitare solo su prenotazione o durante eventi speciali.

Noi abbiamo avuto la fortuna di visitarla in compagnia di una “spilla d’oro“, si tratta di un riconoscimento che veniva conferito ai dipendenti dopo ben 25 anni di lavoro in Olivetti, ed è stato magico ascoltarne i racconti in un luogo così profondamente legato alla storia di Olivetti e della città di Ivrea.


9. Museo Civico Archeologico P.A. Garda: un viaggio tra storia e arte orientale

Situato nel cuore di Ivrea, il Museo Civico Pier Alessandro Garda offre un’affascinante immersione nella storia e nell’arte. La collezione archeologica del museo presenta reperti che vanno dal Neolitico al periodo basso medievale.

La parte che ci ha più colpito è però la collezione d’arte orientale, frutto della passione di Pier Alessandro Garda, che nel 1874 donò alla città oltre 500 opere provenienti dal Giappone, tra cui lacche, porcellane e oggetti in metallo. 

Il museo ospita anche mostre temporanee di rilievo, noi per esempio abbiamo visitato la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum”.


10. I 5 Laghi di Ivrea: un’oasi tra natura e silenzio

A pochi minuti dal centro, i Cinque Laghi di Ivrea — Sirio, Pistono, Nero, San Michele e Campagna — offrono uno scenario naturale mozzafiato, ideale per camminate o momenti di puro relax immersi nel verde.

Formati da un’antica erosione glaciale, questi laghi si trovano all’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, un ecosistema unico che regala panorami spettacolari in ogni stagione.

Un luogo perfetto per staccare la spina e ritrovare il contatto con la natura.

Noi non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitarli bene quindi sicuramente torneremo per un bel trekking o una giornata di relax, magari al lago Sirio, il più grande e balneabile!


BONUS: Dove Mangiare e Dormire a Ivrea

Dove dormire: 3T Boutique Hotel

Se cercate un alloggio che unisca innovazione, sostenibilità e tradizione, il 3T Boutique Hotel è la scelta perfetta. Design curato, accoglienza impeccabile e posizione strategica per esplorare la città.

Dove mangiare: 

  • Radici Cucina Genuina: per assaporare la vera cucina piemontese in chiave moderna. Materie prime locali, piatti stagionali e sapori autentici che vi conquisteranno dal primo assaggio.
  • La Direzione del Benessere: ve lo consigliamo se siete di corsa ma non volete rinunciare al gusto e cercate soluzioni salutari. Troverete piatti bilanciati e un’atmosfera giovane e dinamica.

Una nota sul Carnevale…

Ivrea è famosa anche per il suo Carnevale Storico, conosciuto in tutto il mondo per la spettacolare Battaglia delle Arance. 

Non abbiamo ancora avuto il piacere di viverlo in prima persona, ma chissà… forse un giorno! Intanto lo teniamo in wishlist!


In conclusione

Ivrea ci ha davvero sorpresi. È una città che mescola sapientemente natura, cultura, storia industriale e avventure outdoor. 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile per organizzare il vostro viaggio!

Se avete altri consigli o segnalazioni da aggiungere alla nostra guida, scriveteli nei commenti: siamo sempre felici di scoprire qualcosa di nuovo grazie a voi.

E come sempre vi diamo appuntamento al prossimo Portami a Vedere!


Equioasi Arcadia cavallo
I NOSTRI VIAGGI, ITALIA

12 Esperienze in Valdera: Toscana

La Toscana che non ti aspetti, lontana dal turismo di massa

Quando si pensa alla Toscana, spesso vengono in mente Firenze, Siena o la Val d’Orcia.

Ma c’è una Toscana meno conosciuta, lontana dal turismo di massa, che offre un’esperienza autentica tra borghi incantevoli, natura incontaminata e buon cibo.

Questa è la Valdera, una terra che abbiamo avuto il piacere di scoprire grazie a Visit Valdera.

In questo articolo ti proponiamo 12 esperienze imperdibili in Valdera, per scoprire il suo lato più autentico!

1. Visitare il Museo Piaggio di Pontedera

Il Museo Piaggio di Pontedera è una tappa imperdibile per gli amanti della Vespa e della storia del design italiano.

All’interno si trova un’esposizione che ripercorre l’evoluzione della Vespa dal 1946 ad oggi, con modelli iconici come la Vespa autografata da Salvador Dalí e la Vespa comparsa nei film di James Bond o La Dolce Vita.

Oltre alla collezione permanente, il museo ospita mostre temporanee ed eventi.

L’ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione online.

Orari di apertura: Martedì-Sabato (9:30-12:30, 14:00-17:00), seconda e quarta domenica del mese.

Ti invitiamo a vedere il Reel dove te lo raccontiamo meglio!!


2. Esplorare la Valdera in Vespa

Noleggiare una Vespa è il modo perfetto per esplorare le colline toscane con un tocco di libertà e stile. Grazie a Piaggio Bus Draghi, abbiamo attraversato itinerari panoramici visitando luoghi affascinanti come:

Lajatico, il borgo natale di Bocelli, arricchito da murales e installazioni artistiche.

• il Teatro del Silenzio a Lajatico, l’anfiteatro dove Andrea Bocelli si esibisce ogni anno.

Peccioli, con il suo progetto innovativo di ripopolamento e opere d’arte contemporanea.

Questa esperienza è perfetta per chi desidera scoprire la Toscana in un modo originale e coinvolgente.


3. Passeggiare nel centro di Pontedera tra arte urbana e installazioni contemporanee

Grazie a Visit Valdera, abbiamo esplorato il centro storico di Pontedera, scoprendo un mix di street art e sculture contemporanee.

Tra le installazioni più iconiche:

Ikaria Grande di Igor Mitoraj, una scultura affascinante e misteriosa.

Toro di Pietro Cascella, un simbolo di forza e determinazione.

Il Muro di Enrico Baj, un’esplosione di colori e ironia.

Maternità di Giuliano Vangi che celebra la vita e la femminilità in modo intenso e toccante.

Le panchine d’autore, vere e proprie opere di design urbano.

Pontedera è un vero museo a cielo aperto, perfetto per una passeggiata all’insegna dell’arte.


4. Pedalare tra borghi e natura in E-Bike

Esplorare la Valdera in E-Bike è un’esperienza unica per immergersi nei paesaggi toscani.

Grazie a Taddei Bike Rental, abbiamo attraversato borghi e colline panoramiche, tra cui:

Santo Pietro Belvedere, con le installazioni artistiche e il suo affaccio spettacolare.

Parlascio, un borgo autentico immerso nella natura

Ceppato, dove il verde domina il paesaggio.

Per gli appassionati di ciclismo, consigliamo anche la Randonnée MTB della Valdera, un evento che attira ciclisti da tutta Italia.

Questo evento non competitivo attraversa alcuni degli scenari più spettacolari della zona, con percorsi di diversa difficoltà che permettono di mettersi alla prova e di vivere una giornata all’insegna dello sport e della natura.


5. Vivere un’avventura con l’Escape Village a Palaia

L’Escape Village di Palaia trasforma il borgo in un’avventura interattiva.

Grazie a Sheila di Palaia Toscana, abbiamo risolto enigmi e scoperto il paese attraverso una missione digitale che mescola storia e leggenda.

Un’esperienza coinvolgente e divertente, perfetta per scoprire Palaia in modo originale!


6. Degustare i vini toscani in una cantina storica

Nel cuore della Valdera, Usiglian del Vescovo offre degustazioni di vini pregiati accompagnati da prodotti tipici.

Durante la visita abbiamo scoperto:

• Il processo di vinificazione nella storica barricaia.

• L’abbinamento perfetto tra vini locali, formaggi e salumi toscani.

Un’esperienza imperdibile per gli amanti del vino e della cultura enogastronomica.

Se ami questo tipo di esperienze ti invitiamo a leggere la nostra rubrica dedicata all’enogastronomia in viaggio.


7. Fare un trekking coinvolgendo tutti e cinque i sensi

Il borgo abbandonato di Toiano è il punto di partenza per un trekking che coinvolge tutti i sensi.

Con la guida ambientale Chiara, abbiamo scoperto:

• Fotografie di Fossili marini, testimonianza di un’antica era geologica.

• Profumi delle erbe spontanee usate in cucina.

• Racconti e leggende locali.

Un’escursione perfetta per chi ama immergersi nella natura.


8. Ammirare il tramonto sulla Sky Bench della Madonna dei Monti

La Sky Bench è una panchina panoramica che offre una delle viste più belle della Valdera, perfetta per rilassarsi e scattare foto mozzafiato al tramonto.

Un luogo suggestivo che merita assolutamente una sosta!


9. Cavalcare tra le colline toscane

Presso Equioasi Arcadia, abbiamo vissuto un’esperienza equestre etica e rispettosa del benessere animale.

Qui i cavalli vivono liberi nei pascoli e vengono montati senza morso, promuovendo una connessione autentica tra cavallo e cavaliere.

Oltre alle passeggiate, il centro offre anche percorsi di ippoterapia.


10. Assaporare la cucina toscana

Durante il nostro soggiorno, abbiamo scoperto tre locali che consigliamo per un’esperienza gastronomica indimenticabile.

Alterno (Pontedera): cucina toscana rivisitata in chiave moderna.

Garibaldi Innamorato (Casciana Terme): piatti tipici e ambiente accogliente.

Gran Caffè delle Terme (Casciana Terme): brunch e colazioni gourmet.

Perfetti per un viaggio attraverso i sapori autentici della Valdera!


11. Relax alle Terme di Casciana

Le Terme di Casciana sono l’ideale per concedersi momenti di puro benessere.

Tra le esperienze proposte:

• Piscina termale esterna, immersa nella natura.

• Trattamenti benessere e massaggi.

• Percorsi vascolari e terapie rilassanti.

Un’ottima tappa per rigenerarsi dopo giornate intense!


12. Il Telefono del Vento: un filo invisibile tra cielo e terra

A Lajatico, il Telefono del Vento è un’installazione emozionante che permette di “parlare” con chi non c’è più.

Ispirato all’installazione giapponese di Ōtsuchi, è un luogo di riflessione e connessione profonda.

Un’esperienza toccante in un angolo di Toscana pieno di magia.


Dove dormire in Valdera

Dopo giornate intense tra borghi, natura ed esperienze indimenticabili, concedersi un soggiorno in un luogo accogliente è fondamentale per ricaricare le energie. 

Noi abbiamo scelto Villa Borri, un’elegante dimora storica nel cuore di Casciana Terme.

Le camere e gli appartamenti sono arredati con materiali tradizionali come cotto e legno, creando un’atmosfera calda e rilassante.

La struttura si trova a pochi passi dalle famose terme di Casciana, il che la rende perfetta per chi desidera combinare un soggiorno rigenerante con i benefici delle acque termali.

Inoltre soggiornare a Casciana Terme significa avere anche l’opportunità di scoprire questo borgo, un piccolo gioiello della Valdera.

Passeggiando per il centro si respira un’aria tranquilla e rilassata, con piazze eleganti e meravigliosi edifici storici.

Per concludere

Se cerchi un angolo di Toscana lontano dal turismo di massa, dove natura, storia e tradizione si fondono in un’esperienza autentica, la Valdera è la meta che fa per te. 

Con la speranza che questo articolo ti sia stato di aiuto, ti ringraziamo per averlo letto fino alla fine.

Se hai altri suggerimenti o vuoi dirci cosa ne pensi lascia un commento e noi come sempre ci vediamo al prossimo Portami a Vedere.

Cacciano street art
BORGHI, RUBRICHE

Alla scoperta dei Borghi di Murales nelle Marche:

Un Viaggio tra Arte e Colori

Le Marche, una regione ricca di storia e paesaggi mozzafiato, nasconde tesori artistici inaspettati tra i suoi borghi. 

Abbiamo avuto il piacere di visitare due incantevoli borghi di murales, situati a circa mezz’ora di distanza l’uno dall’altro: Braccano e Cacciano

Questi piccoli gioielli sono veri e propri musei a cielo aperto, dove l’arte urbana si fonde con la bellezza del paesaggio circostante. 

È stata un’esperienza ricca di colori, creatività e ispirazione.

Braccano: Il Paese dei Murales

Il nostro viaggio è iniziato a Braccano, una piccola frazione di Matelica, in provincia di Macerata. 

Conosciuto come il Paese dei Murales, Braccano si distingue per la sua atmosfera accogliente e l’incredibile varietà di murales che decorano le sue strade e case.

A Braccano non esiste un tema specifico: gli artisti hanno la libertà di esprimere la propria creatività al 100% e questo ha portato alla realizzazione di opere estremamente diverse tra loro. 

Passeggiando per le vie del borgo, ci si immerge in un mondo di colori e forme che raccontano storie diverse, catturando l’attenzione e stimolando la fantasia. 

Ogni angolo del paese è una scoperta, un’opera d’arte unica che trasforma Braccano in un luogo magico.

La sua posizione strategica, incastonata tra le colline marchigiane, offre panorami mozzafiato e un’atmosfera di pace e tranquillità.

Cacciano: Il Paese dei Murales Artistici

Dopo aver esplorato Braccano, ci siamo diretti a Cacciano, una frazione di Fabriano, in provincia di Ancona. 

Anche qui, l’arte dei murales è protagonista, ma con una particolarità: ogni anno il borgo si rinnova, ospitando nuove opere di pittori locali e non. 

Questo fa sì che Cacciano sia in continua evoluzione, offrendo sempre qualcosa di nuovo e sorprendente ai visitatori.

I murales di Cacciano si distinguono per la loro qualità artistica e la capacità di integrare perfettamente le opere con l’architettura e l’ambiente circostante. 

Passeggiando per il borgo, si ha la sensazione di camminare in una galleria d’arte a cielo aperto, dove ogni opera racconta una storia e trasmette emozioni.

La varietà dei temi e degli stili rende la visita a Cacciano un’esperienza stimolante e coinvolgente.

Oltre ai murales, anche Cacciano offre un contesto naturale di grande bellezza.

Situato tra le colline marchigiane, il borgo è circondato da paesaggi suggestivi che invitano a lunghe passeggiate ed escursioni.

I sentieri che si snodano tra i boschi e le colline circostanti offrono panorami mozzafiato e momenti di tranquillità, rendendo Cacciano una destinazione ideale per chi cerca una combinazione di arte e natura.

Consigli per la Visita

Quando andare: sia Braccano che Cacciano sono affascinanti in ogni stagione, ma la primavera e l’autunno offrono temperature miti e colori naturali che si fondono perfettamente con i murales.

Come arrivare: Braccano è facilmente raggiungibile in auto da Matelica. Cacciano è facilmente raggiungibile in auto da Fabriano. Ci sono parcheggi disponibili nei pressi di entrambi i borghi.

Cosa portare: Una macchina fotografica per catturare la bellezza dei murales e scarpe comode per passeggiare tra le vie del borgo.

Un’Esperienza Unica

Per noi, amanti dei musei a cielo aperto, questa esplorazione è stata un vero divertimento. 

Abbiamo ammirato ogni murales con entusiasmo, lasciandoci sorprendere dalla creatività e dalla passione degli artisti che hanno trasformato questi borghi in autentici gioielli artistici.

Se siete alla ricerca di un’esperienza culturale unica nelle Marche, vi consigliamo vivamente di visitare Braccano e Cacciano. 

Questi borghi non solo vi offriranno l’opportunità di immergervi nell’arte urbana, ma vi permetteranno anche di scoprire angoli affascinanti di una regione ricca di storia e tradizioni. Non perdete l’occasione di vivere un viaggio tra arte e colori, alla scoperta dei murales che rendono questi luoghi così speciali.

Ci auguriamo che questo articolo possa esserti stato di aiuto e se anche tu ami i borghi di Murales ti invitiamo a scrivere nei commenti cosa ne pensi di Braccano e Cacciano, se li hai mai visitati o vorresti farlo e se ne conosci altri da consigliarci.

Noi come sempre ti aspettiamo al prossimo Portami a Vedere!

Vista di Venezia
RUBRICHE, UN GIORNO A

Cosa vedere 1 giorno a Venezia, itinerario e consigli

Un affascinante viaggio attraverso i canali e le bellezze della città

Benvenuti a Venezia, la città dei canali incantevoli, dei palazzi maestosi e delle atmosfere romantiche! 

Se hai solo un giorno per esplorare questa meravigliosa città, non temere, perché in questo articolo ti guideremo attraverso un tour giornaliero per scoprire tanti luoghi pazzeschi di questa città. 

Preparati ad immergerti nell’arte, nella storia e nel fascino di Venezia!

Prima di tutto svegliati presto e indossa un paio di scarpe comode perché dovrai camminare un bel po’.

Noi ci siamo fatti ben 21 km in circa 12 ore!!

1. PONTE dei SOSPIRI

Si parte dal Ponte dei Sospiri, il ponte che collega il Palazzo Ducale alle Prigioni.

Secondo la storia, il termine sospiri è riconducibile ad attimi di disperazione infatti il condannato, percorrendo il ponte, aveva l’occasione di guardare per l’ultima volta il cielo attraverso le piccole fessure e sospirare un lento addio alla sua libertà.

2. PIAZZA SAN MARCO

A pochi passi potrai ammirare Piazza San Marco, la Basilica, il Campanile e la Torre dell’Orologio, ma se hai solo un giorno a disposizione e vuoi vedere anche tante altre cose dovrai ammirarli solo dall’esterno. 

Oppure puoi decidere di dedicare almeno mezza giornata alla loro visita tralasciando altre cose.

3. GIARDINI REALI

Poco distanti ci sono i Giardini Reali, si possono visitare gratuitamente ma solo in alcuni giorni della settimana e in orari specifici, quindi controlla il caro vecchio Google.

Si tratta comunque di una visita abbastanza breve.

4. SCALA CONTARINI del BOVOLO

Proseguiamo con la Scala Contarini del Bovolo, la scala a chiocciola più famosa di Venezia.

Si narra che Pietro Contarini fece costruire questa scala perché voleva raggiungere la sua camera da letto a cavallo.

È alta 28 metri e con un biglietto di 8 euro si può salire per avere la visuale dall’alto della città e visitare una mostra all’interno del palazzo.

5. PONTE di RIALTO

Non può mancare l’iconico Ponte di Rialto.

Famoso sia per la sua struttura architettonica che per la sua storia.

Per anni fu il fulcro dell’economia di Venezia, venne costruito tra il 1588 e il 1591 per sostituire la precedente struttura il legno, dopo essere collassata e bruciata più volte.

Diverse leggende si celano dietro alla sua lenta costruzione.

6. FONDACO dei TEDESCHI

Accanto al ponte si trova il Fondaco dei Tedeschi, un centro commerciale di lusso con una terrazza panoramica visitabile gratuitamente, ma solo con prenotazione on-line.

Non fare il nostro stesso errore, ci siamo totalmente dimenticati di prenotare e ci siamo persi la sua famosa vista panoramica.

7. MERCATO di RIALTO

Non perdere l’occasione di fare un salto anche al Mercato di Rialto, infatti ha origini antichissime, si realizza fin dal 1097.

Lo puoi trovare tutte le mattine dalle 9:00 alle 12:00 nel Campo della Pescaria.

8. TEATRO ITALIA

Continuiamo con il Teatro Italia, si tratta di un supermercato all’interno di un ex teatro e qui potrai ammirare gratuitamente gli affreschi girando tra gli scaffali del supermercato.

Molto particolare e suggestivo.

9. PONTE CHIODO

Siamo poi andati al Ponte Chiodo, l’unico ponte senza parapetto, scoprendo solo più tardi che fosse oramai un ponte privato.

Rimane comunque una particolare attrazione da osservare a Venezia.

10. PALAZZO TETTA

Proseguendo, in pochi passi, ci siamo ritrovati sul Ponte dei Conzafelzi, il luogo perfetto per poter ammirare il Palazzo Tetta, uno dei pochi palazzi a Venezia circondato dall’acqua da tre lati.

11. CALLE VARISCO

Ci siamo schiacciati a Calle Varisco, la via più stretta della città per scoprire che sbucava direttamente sul canale quindi siamo tornati indietro, ma è stato comunque molto divertente.

12. LIBRERIA ACQUA ALTA

Una tappa imperdibile ma purtroppo presa d’assalto dai turisti è la Libreria Acqua Alta,  molto particolare perché qui i libri sono stati anche trasformati in veri e propri oggetti d’arredamento.

Però armati di pazienza, perché ci sarà la fila a tutte le ore, merita comunque una sbirciatina se è la tua prima volta a Venezia.

13. PALAZZO GRIMANI

Siamo poi entrati a Palazzo Grimani, una dimora storica, ricca di pavimenti decorati, preziosi marmi e volte affrescate.

Seguendo un percorso ben preciso si giunge alla stanza più famosa: la Tribuna, un tempio chiuso su tre lati e illuminato dall’alto, ispirato al Pantheon.

Al Secondo piano invece vengono allestite delle mostre temporanee.

14. MUSEO FORTUNY

Abbiamo proseguito con il Museo Fortuny, la casa-museo dell’artista Mariano Fortuny.

Si tratta di uno dei più grandi palazzi di Venezia in stile gotico, all’interno purtroppo non abbiamo potuto fare video, solo tante foto.

15. PONTE dell’ACCADEMIA

Continuando il nostro giro ci siamo fermati al Ponte dell’Accademia, infatti dalle sue scalinate si coglie una delle viste più romantiche e paesaggistiche di tutto il Canal Grande.

Ti consigliamo di trovarti qui al tramonto per rendere lo scenario ancora più suggestivo.

16. CHIESA di SAN ZACCARIA

Abbiamo terminato la nostra esplorazione entrando nella Chiesa di San Zaccaria.

Qui abbiamo potuto visitare la sua cripta allagata al prezzo di 3 euro.

Si tratta di una visita molto breve e forse ci è piaciuta più la chiesa rispetto alla sua cripta, ma è comunque una cosa molto particolare da osservare, per cui te la menzioniamo.

BACARO TOUR

Inoltre, durante questo giro di circa 21 km è stato un piacere perderci per le suggestive vie della città.

Infine abbiamo concluso la giornata con un divertentissimo Bacaro Tour.

Il Bacaro è la tipica osteria veneziana dove prendere Ombre e Cicchetti.

L’Ombra sarebbe un bicchiere di vino della casa e i Cicchetti prendono il nome dal latino Ciccus che significa piccole quantità infatti stiamo parlando di piccoli bocconcini, generalmente fette di pane con sopra affettati o baccalà ma anche fritti e tante altre cose sfiziose.

CONCLUSIONI

Speriamo che questo articolo ti sia piaciuto e possa esserti di aiuto.

Se conosci altri luoghi che meritano di essere visti a Venezia scrivili nei commenti.

Così darai un prezioso consiglio a tutti i lettori.

Sarà sicuramente utile anche a noi per un futuro soggiorno a Venezia.

Se vuoi dare un’occhiata ad altri itinerari giornalieri ti consigliamo la nostra rubrica UN GIORNO A.

E noi come sempre ti aspettiamo al prossimo Portami a Vedere.

Altarocca degustazione panorama
ENOGASTRONOMIA, RUBRICHE

Degustazione di Vino in Umbria, a due passi da Orvieto

Altarocca Wine Resort:

Un’oasi di lusso e raffinatezza immersa tra le colline umbre, a pochi passi dalla città di Orvieto. 

Le camere e le suite del Resort offrono una vista mozzafiato sui vigneti e gli uliveti circostanti. 

Gli ospiti possono godere di servizi di prima classe, tra cui una piscina all’aperto, un centro benessere e un ristorante per deliziare il palato con prelibatezze locali e vini di produzione propria.

Altarocca infatti è rinomata per la produzione di vini di alta qualità che riflettono l’autenticità e il carattere del territorio umbro. 

L’Anima della Cantina:

Fondata agli inizi degli anni 2000, la Cantina Altarocca è il risultato della passione tramandata di nonno Mario ai suoi nipoti, una passione che si traduce in vini di eccellenza. 

Le uve, provenienti da vigneti di proprietà estesi per 11 ettari a 350 metri di altitudine, trovano terreno ideale su suoli ricchi di argilla e tufo, baciati dal sole umbro. 

Altarocca abbraccia varietà tipiche del territorio orvietano, dall’antico Procanico alla Malvasia, dal Grechetto al Canaiolo, senza trascurare vitigni internazionali come il Merlot e lo Chardonnay. 

Dal 2016, la certificazione biologica è la testimonianza tangibile dell’impegno per la sostenibilità e la qualità.

Visita di Vigne e Cantina:

La visita di vigne e cantina è un’esperienza coinvolgente ed educativa che permette ai visitatori di scoprire i segreti della produzione vinicola umbra. 

Guidati da esperti, i partecipanti vengono condotti in un viaggio attraverso il processo di produzione del vino, dalla cura delle viti alla vinificazione.

Gli ospiti hanno quindi l’opportunità di esplorare le strutture della cantina, osservando da vicino le moderne attrezzature e i tradizionali metodi artigianali impiegati nella produzione dei vini Altarocca. 

L’esperienza di degustazione:

La degustazione, guidata con passione da Sommelier esperti, offre informazioni dettagliate su ciascun vino.

Un viaggio sensoriale attraverso i sapori e gli aromi.

Ogni sorso è un’esperienza unica, arricchita dalla bellezza dei paesaggi circostanti ed il tutto è accompagnato da prelibati assaggi di prodotti locali, come formaggi e salumi.

Entrando nello specifico, abbiamo dato il via alla degustazione con 2 calici di vino bianco, proseguito con dell’olio extravergine di oliva e terminato con 2 calici di vino rosso.

Ed ora ve li presentiamo uno ad uno:

Arcosesto Orvieto Classico DOC

Immagina di sollevare il calice e lasciare che la luce danzi attraverso il colore giallo paglierino del vino, accarezzato da leggeri riflessi verdognoli che invitano ad un viaggio sensoriale. 

All’olfatto, un bouquet delicato si apre, rivelando note di frutta fresca e profumi di fiori bianchi, che anticipano l’esperienza gustativa imminente. 

Con un sorso, freschezza e delicatezza si fondono armoniosamente, mentre una spiccata acidità e mineralità danzano sulla lingua.

Arcosesto si dimostra un compagno versatile e raffinato. 

Perfetto come aperitivo, accompagna con maestria antipasti leggeri, piatti di pesce fresco e carni bianche, elevando ogni boccone con la sua freschezza e complessità.

Si ottiene da uve di Grechetto, Procanico e Malvasia.

Albaco Orvieto Classico Superiore DOC

Dal brillante colore giallo paglierino, con riflessi dorati.

All’olfatto si possono percepire deliziose note di frutta fresca, accompagnate da eleganti accenni di fiori di acacia, mentre sussurri avvolgenti di legno completano l’esperienza sensoriale.

Il primo sorso svela un equilibrio perfetto, secco ma al contempo elegante, con note di frutta matura che si intrecciano con sottili accenni di spezie, lasciando un’impronta di raffinata armonia.

Versatile e sofisticato, perfetto in abbinamento a zuppe di verdure, carni bianche succulente, prelibati fritti e selezione di formaggi.

Servito a una temperatura consigliata di 12 gradi, rivela tutta la sua complessità e personalità.

Albaco è il risultato di un’armoniosa fusione di uve di Grechetto, Chardonnay e Procanico.

Librato Rosso Orvietano DOC

Il suo colore è rosso rubino intenso con riflessi violacei.

All’olfatto, note ricche di frutta rossa matura e di sentori vegetali.

Il primo sorso è un’esplosione di pienezza ed equilibrio, con eleganti note di frutta che si fondono armoniosamente con tannini morbidi e avvolgenti, creando un’esperienza gustativa indimenticabile.

Librato si sposa magnificamente con primi piatti di carne, carni arrosto e formaggi semi-stagionati, aggiungendo un tocco di raffinatezza e complessità a ogni boccone. 

Servito a una temperatura consigliata tra i 14 e i 16 gradi, rivela appieno la sua complessità e personalità.

Si ottiene da uve di Cabernet Franc e Canaiolo.

Lavico Rosso Umbria IGT

Il suo rosso rubino luminoso brilla come un gioiello nel bicchiere. 

All’olfatto, un bouquet intenso cattura i sensi, con note di ribes, amarena e accenni di cacao, creando un’atmosfera avvolgente e affascinante. 

Il primo sorso è un’esplosione di complessità e pienezza, con una decisa presenza di tannini che si sposano armoniosamente con la freschezza e una leggera mineralità.

Lavico è il compagno ideale per primi piatti succulenti, carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, servito a una temperatura consigliata tra i 16 e i 18 gradi.

Ottenuto da uve Merlot e Cabernet Sauvignon.

In ogni sorso di Lavico si rivela la forza e l’eleganza di un vino che incarna la bellezza e l’autenticità del territorio umbro, offrendo un’esperienza degustativa unica e coinvolgente, capace di appagare i sensi e l’anima di chiunque lo assapori.

Non a caso è stato senza dubbio il nostro preferito!

Olio Extravergine Biologico Certificato Frantoio Altarocca

Frutto di un sapiente blend delle varietà tradizionali moraiolo, leccino e frantoio, questo olio è una vera delizia per i sensi. 

Con una bassissima acidità e un’elevata concentrazione di polifenoli, offre non solo un gusto squisito ma anche notevoli proprietà antiossidanti e una longevità ineguagliabile.

Con un’età media di 20 anni, ogni pianta è curata con passione e rispetto per la tradizione, garantendo un’olio di qualità superiore.

La raccolta delle olive avviene a mano, con attenzione e dedizione, da metà ottobre a metà novembre, preservando la freschezza e l’integrità del frutto. 

Subito dopo la raccolta, le olive sono sottoposte a una lavorazione rapida ed efficiente, attraverso un ciclo continuo che consente di ottenere l’olio finito in sole due ore. 

La molitura avviene con sottilissime lame e martelli, senza sprigionamento di calore, seguita da un’estrazione a freddo e un attento processo di decantazione e filtraggio per garantire la massima purezza e freschezza del prodotto.

Si presenta con un colore giallo dorato e leggere note verdi, emanando un profumo ampio e fine, arricchito da sentori di agrumi e una dolcezza vegetale. 

Al palato, rivela un fruttato delicato e avvolgente. 

Ideale per un consumo a crudo, per arricchire piatti e insalate, ma grazie al suo punto di fumo elevato, si presta anche all’uso in cucina, conferendo un tocco di eccellenza a ogni preparazione.

In conclusione:

L’esperienza di degustazione presso Altarocca Wine Resort è molto più di un semplice assaggio di vino, è un’opportunità per immergersi completamente nella cultura enogastronomica dell’Umbria, scoprendo i suoi tesori nascosti e lasciandosi incantare dalla sua bellezza e autenticità.

Per questo motivo la consigliamo sia ai locali sia a chi invece decide di trascorrere qualche giorno nella zona di Orvieto, per entrare ancora più in sintonia con il territorio.

Ringraziamo Altarocca Wine Resort per averci offerto l’opportunità di vivere questa fantastica esperienza.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile, se ti va scrivici cosa ne pensi nei commenti, se sei mai stato in Umbria o se vorresti degustare anche tu queste prelibatezze.

Ti leggiamo con grande piacere!

Se ti piacciono le degustazioni, ti invitiamo a leggere anche la nostra esperienza in Chianti nell’articolo dedicato.

Buon viaggio, tra gusti e sapori, e noi ti aspettiamo come sempre al prossimo Portami a Vedere.

elia ilenia chianti copertina
ENOGASTRONOMIA, RUBRICHE

Esplorando il fascino del Chianti

Vino, Storia, Territorio e Degustazioni

Il Chianti, celebre regione vinicola situata nel cuore della Toscana, incanta gli amanti del vino con la sua ricca tradizione, la bellezza paesaggistica e il gusto inconfondibile dei suoi vini.

Al centro di questa esperienza sensoriale straordinaria si trova il Chianti Classico, un vino raffinato che riflette secoli di storia e impegno artigianale.

Il Vino Chianti Classico: Eleganza Inconfondibile

Il Chianti Classico, prodotto nella zona delimitata tra le città di Firenze e Siena, è una denominazione che ha conquistato il palato di intenditori di tutto il mondo.

Composto principalmente da uve Sangiovese, questo vino si distingue per il suo colore rubino intenso, il bouquet floreale e fruttato, e la sua complessità aromatica che si sviluppa con l’invecchiamento.

La produzione del Chianti Classico è soggetta a regole rigorose che preservano la qualità e la tradizione. La percentuale di Sangiovese deve essere almeno dell’80%, accompagnato da uve autoctone come Canaiolo e Colorino, con possibilità di integrare altre varietà.

Questa combinazione artigianale dona al vino la sua personalità unica, riflettendo il carattere del territorio circostante.

Storia Vinicola Intramontabile

La storia del Chianti affonda le sue radici nei secoli.

La prima menzione del vino risale al XIII secolo, ma è nel Settecento che il Granduca di Toscana, Cosimo III de’ Medici, delimitò per la prima volta l’area di produzione, creando quello che oggi conosciamo come Chianti Classico.

La leggenda vuole che il gallo nero, simbolo del Consorzio del Chianti Classico, sia nato da una competizione enologica tra i comuni di Firenze e Siena, decidendo chi avrebbe guidato la produzione vinicola nella zona.

Il Territorio Incantevole

Il paesaggio toscano che circonda il Chianti Classico è un dipinto vivente.

Colline ondulate, vigneti ordinati, uliveti secolari e borghi medievali caratterizzano questo angolo di paradiso.

I vigneti si trovano spesso a quote variabili, contribuendo alla diversità di terroir e alla complessità dei vini.

Se amate rilassarvi ed osservare le bellezze della zona vi consigliamo uno spot molto suggestivo grazie anche alla Panchina Gigante numero 136.

Ci troviamo a Gaiole in Chianti, esattamente accanto al bellissimo Castello di Meleto.

Ti sarà capitato di vedere foto di panchine giganti sparse per il web. Si tratta di un progetto chiamato “Big Bench Community Project”, un’iniziativa no profit promossa dal designer americano Chris Bangle e dalla moglie Catherine.

Si trovano sempre in luoghi particolarmente suggestivi dal punto di vista naturalistico, ecco perché noi le amiamo così tanto!!

Ci danno l’impressione di tornare bambini per un istante riscoprendo allo stesso tempo la bellezza del paesaggio.

Degustazioni che passione!!

I tour enogastronomici nella regione offrono un’esperienza completa, permettendo ai visitatori di esplorare le cantine, degustare i vini e immergersi nella cucina toscana autentica.

La combinazione di paesaggi mozzafiato e sapori avvolgenti rende il Chianti una destinazione imperdibile per gli amanti del vino e dell’arte culinaria.

La nostra esperienza è stata molto positiva.

Abbiamo visitato una piccola cantina a conduzione familiare ed è stato splendido ascoltare i racconti del proprietario.

Con gli occhi che brillavano ci ha parlato di come è riuscito a realizzare il suo sogno mettendo a frutto la passione per la sua terra e per i prodotti che ne derivano.

Si tratta dell’Azienda Agricola di Maurizio Brogioni.

Abbiamo iniziato il tour con la storia del territorio e del vino tipico della zona.

Dopodiché Maurizio ci ha portati nel suo “ufficio”, la sua panchina di fronte ai vigneti, ci ha parlato delle varietà che ha scelto di impiantare, dei processi di produzione sia del suo vino che del suo olio.

Ci ha poi aperto le porte della sua piccola ma ben fornita cantina e infine ci ha deliziato con una degustazione ricca di sorprese!!


Tra i vari pacchetti disponibili noi abbiamo scelto l’esperienza base che ci ha comunque permesso di assaggiare ben 4 calici abbinati a degli spuntini di piatti tipici.

degustazione di chianti classico

Abbiamo bevuto un Bianco, un Chianti Classico, un Chianti Classico Riserva e un Supertuscan (il nostro preferito!!).

La degustazione ci ha poi stregato con il suo olio EVO al tartufo bianco, con il mosto cotto e la crema al cacao fondente contenete il 12% del loro olio.

E se pensate che sia finita qui, beh non dimentichiamoci che con il loro olio vengono prodotte anche creme per il corpo e per il viso, che ovviamente abbiamo provato durante l’esperienza.

Il tutto è stato condito dalla compagnia di un dolce cagnolino di nome Spritz.


Vi consigliamo questa cantina se volete vivere una realtà più piccola e autentica, dove verrete coccolati e potrete rilassarvi e godervi la giornata tra sapori, profumi e natura.

Per prenotare vi basterà inviare una e-mail che troverete tranquillamente sul sito web dell’azienda.

In conclusione

Il Chianti Classico non è solo un vino di alta qualità, ma una testimonianza della passione dei produttori e della storia intramontabile di questa regione. 

Esplorare il Chianti significa immergersi in un mondo di tradizione, bellezza e gusto, vivendo un’esperienza che soddisfa tutti i sensi.

Torneremo sicuramente per scoprire altre cantine, siamo infatti convinti che si tratta di un territorio che ha molto da offrire.

Speriamo anche che questo articolo ti sia stato utile, e se conosci delle cantine imperdibili da visitare, o degustazioni super da provare, non esitare a scrivere nei commenti.

Sarà un’ottimo spunto per tutti i lettori, e anche per noi!

Buon viaggio e noi ti aspettiamo come sempre al prossimo Portami a Vedere.

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